Tom Spanbauer.
...
.
...
L'UOMO CHE SI INNAMOR DELLA LUNA.
Parte 2.
...
.
...
Titolo originale: The man who fell in love with the moon. 1991.
Traduzione di: Paola Bertante.
2007. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
L'uomo che si innamor della luna.
...
.
...
Indice di questa parte.
...
.
...
Libro Tre. C'era una volta: il ritorno a casa.
Libro Quattro. C'era una volta: il diavolo.
Parte prima: I Wisdom Brothers.
Parte seconda: I diari.
Epilogo.
Ringraziamenti.
...
.
...
Fine Indice.
...
.
...
Libro Tre.
...
.
...
C'era una volta: il ritorno a casa.
...
.
...
Era primavera inoltrata, quasi giugno, quando sono salito di
nuovo sulla diligenza e me ne sono andato da Fort Lincoln.
Questa volta viaggiavo sul tetto perch ne avevo voglia.
A Robber's Roost, appena fuori da Fort Hall, dove il fiume
Portneuf curva in una valle stretta, scruto la terra dove erano
stati uccisi la madre e il padre di Dellwood Barker. I miei occhi
vedono soltanto sole, terra piatta, artemisia e un gufo che naviga nell'azzurro.
La mattina in cui arrivo a Owyhee City vado al Syringa, e
non mi fermo sulla veranda per vedere dentro, apro la porta
a due battenti ed entro nel saloon, mi metto sotto il lampadario
di Salt Lake City e ordino un whisky. Guardo il barista
con i baffi dritto negli occhi e bevo in fretta. Pi o meno in
quel momento entra lo sceriffo Blumenfeld. Appoggia il pancione
al banco e ordina una bevanda alla salsapariglia. Ce
l'ho proprio di fianco. Non mi riconosce, i suoi occhi mi riconoscevano
solo come il ragazzino indiano sporco di merda
che puzzava di merda e che una volta lui aveva braccato come
un animale. Per poco non gli chiedo se per caso ha visto
Dellwood Barker in giro. Invece domando al barista dove
posso trovare Ellen Finton e Gracie Hammer.
Lo sceriffo Blumenfeld si gira e mi guarda con il suo faccione
grasso. Io lo guardo dritto negli occhi.
Sono due vecchie amiche dico.
Su a Excellent e a Gold Bar, dalle ultime notizie che ho
dice il barista. Tutt'e due.
Quando torno sul tetto della diligenza, in strada, osservo
la terra piatta che comincia a spaccarsi - e i pezzi se ne vanno
in giro - e finiscono quasi tutti in cima a montagne che
chiamano mesas. Gli alberi cominciano nel tardo pomeriggio
- famiglie raggruppate vicino al fiume - prima pioppi e olivagni,
poi, pi in alto, i pini, gli abeti, i ginepri. Il cielo  tornato
al suo posto - in cima agli alberi alti - e l'aria di sera  di
nuovo fresca come dev'essere all'inizio di giugno. La diligenza
si inclina nei tornanti. Gi in basso, da una parte e dall'altra,
c' l'eternit, e io sorrido perch il vento mi circonda
tutto, perch vengo catturato dallo spirito di Non-una-vera-montagna, perch sto tornando a casa.
Dopo che Charles Smith mi ha sparato, cercare dov'ero era il luogo in cui mi trovavo.
A volte ero fuori dal mio corpo. A volte dentro.
Quando ero fuori, non era difficile capire dov'ero, chi ero:
non era difficile capire che non ero Porcospino, o Hazel la
moglie di Penna di Gufo, o Bombetta, che non ero la casa
quadrata con mezza finestra, non ero Bandiera Americana
n il tepee, e neppure i bambini indiani, i cani o la sedia a dondolo.
Dentro il mio corpo era pi difficile. Non potevo indicare
da qualche parte e dire: eccomi, quello sono io. Nonostante i
miei sforzi, il mio io proprietario del mio corpo non riuscivo a trovarlo.
Anche quando ero io che guardavo.
Riuscivo a trovare i movimenti, ma non chi li faceva.
Cos ho promesso a me stesso che una volta guarito dalla
pallottola, una volta rimessomi in piedi, sarei stato felicissimo
di avere un nome e molto attento a non dirlo troppo in
giro, perch mi sembrava che non ci fosse nessun io, ma solo
un nome che diceva che io ero l'io che si chiamava cos.
Ho fluttuato fuori dal mio corpo solo all'inizio - dopo che
la pallottola mi  entrata nel cuore - ho guardato Princess, il
bisonte, Penna di Gufo e Charles Smith.
Non erano me. Io ero quello con il buco nel petto, con le
mani sul petto, gli occhi fissi sulla luna.
Poco dopo, per, non ero pi fuori, ma soltanto dentro.
Dentro, pi ci restavo pi era difficile non essere tutte le cose.
Dentro, sono andato nella febbre, nel posto dove ero stato
quando Billy Blizzard mi aveva sfondato il culo. Sono andato
nell'eternit. La mia testa era la Testa di Bisonte e le mie
braccia erano braccia di bisonte di roccia lavica. Un essere
enorme mi aveva costruito proprio cos. Le altre parti di me
erano parti del mondo diverse. Il culo era Minneapolis, Minnesota.
I piedi erano all'orizzonte, spuntavano dalla terra, a
Roma, Italia, dalle ceneri del cazzo piccolo del marito di Ida.
Il mio occhio sinistro era follia lunare, quello destro aveva
troppa paura per guardare. Il mio cazzo era una buca piena di serpenti.
Tutt'intorno a me sentivo gli indiani - la gente di mia madre
- che cantavano e piangevano e cantavano. Accanto alla
mia testa c'era un fuoco e anche i sassi bianchi e rotondi del fiume cantavano per me.
Ero con Penna di Gufo e, insieme, correvamo in groppa a
Princess, liberi, senza riserva, senza recinti, senza la casa
quadrata con mezza finestra. Solo noi due che cavalcavamo
sulle montagne con l'erba fienaiola sempre verde che ondeggiava
al vento con grazia. Bisonti dappertutto. Penna di
Gufo parlava - parlava sempre, mi diceva cose importanti,
mi diceva la verit, scherzava con me, mi mostrava come la
gente di mia madre vedeva il mondo, la Grande Madre Terra
- cercavamo la radice della prateria di Camas, cacciavamo
gli animali a quattro zampe, raccoglievamo pinoli, infilzavamo
i salmoni nell'acqua fresca bianca e limpida.
Sudavo, ero disteso in un posto scuro e freddo e sudavo, il
fuoco vicino alla testa e gli indiani che cantavano le loro canzoni
ululanti da coyote, canzoni da uccello corriere. Va' l,
sembravano dirmi, gira di qui, va' da quella parte.
Volavo con il gufo sopra ogni cosa, volavo nel cielo che era
sempre al tramonto, cercavo di raggiungere il bordo, dove c'era l'orizzonte.
Ero in un tepee, e un cumulo di neve aveva incrinato il
montante vicino alla mia testa e ne aveva spezzato un altro.
Dentro il tepee c'era un fuoco e della gente accovacciata intorno.
Erano tutti avvolti da coperte e pelli. Faceva freddo,
come fuori nella baracca, ma di pi. Il Commodity Day, il
giorno del rifornimento, era molto lontano.
C'era un bambino che piangeva. Sembrava piangere da
sempre, per l'eternit. Poi ha smesso.
Mi hanno detto che quando mi sono svegliato in primavera
scandivo le lettere delle parole, parlavo di una montagna che
non era una montagna e cantavo una canzone sulla luna.
Per prima cosa ho cercato di alzarmi. Volevo camminare,
ma i miei piedi non erano d'accordo. Erano ancora a Roma,
Italia, e non erano abituati a fare quel che gli dicevo.
Ricordo che Porcospino mi ha versato dell'acqua fresca in
faccia. Io ho aperto l'occhio sinistro e l'ho guardato nei suoi
occhi umani. Ci ho messo giorni ad aprire quello destro.
Quando l'ho aperto, mi sono guardato il buco che avevo nel
petto. Sembrava che un essere enorme ci avesse ficcato dentro il dito.
La seconda volta che ho provato a camminare, Porcospino
mi ha aiutato a uscire dal tepee. Dovevo aggrapparmi a lui e
andare piano. Quando sono uscito, delle persone che non conoscevo
si sono raccolte intorno a me. Poi ho riconosciuto
qualcuno: Bandiera Americana, Bombetta e Hazel, la moglie
di Penna di Gufo. Tutti e tre mi sono venuti incontro e mi
hanno toccato, persino i bambini sono venuti a toccarmi.
Sorridevano e alcuni avevano le lacrime agli occhi.
Ben tornato mi dicevano. Ben tornato.
Porcospino mi ha portato dove avevano costruito il letto
di fuoco di Penna di Gufo: sul fianco di una di quelle montagne
con i guerrieri indiani fatti di lastre di roccia lavica. Era
un mattino di sole e il vento dell'Idaho per poco non mi portava
via con s. L'erba fienaiola stava crescendo di quel colore
verde nuovo, e si muoveva in modo bizzarro.
Tutto quel che restava di Penna di Gufo era una macchia
di bruciato sulla terra. Ero in piedi a guardare la macchia di
bruciato e pensavo alla prima macchia di bruciato della mia
vita. Sapevo ben poco, allora, dell'altra grande macchia di
bruciato che mi aspettava.
Raccontami tutta la storia dico a Porcospino, e devo urlare, tanto  forte il vento.
Porcospino si siede a gambe incrociate rivolto verso la
macchia di bruciato, con il vento che gli scompiglia i capelli
come fa con l'erba. Comincia a parlare, ma io non riesco a
sentirlo, cos mi siedo vicino a lui, cos vicino da sentire l'odore
della pelle di daino e del suo sudore e di quel che aveva
mangiato per colazione. Allora i suoi occhi si riempiono di
lacrime e lui mi appoggia la testa sul petto e inizia a singhiozzare.
Gli metto un braccio intorno alla spalla, sollevando
la coperta in cui mi ero avvolto, e rimaniamo seduti cos.
Quando riesce a parlare, quando smette di piangere, Porcospino
mi racconta questa storia.
Quando Charles Smith ti ha sparato, prima ancora che io
potessi rendermene conto, Penna di Gufo era sopra di te per
cercare di risucchiare la pallottola dal tuo cuore. E ci  riuscito.
Ho visto la pallottola tra i suoi denti racconta Porcospino,
parlando come se anche lui avesse una pallottola tra i denti.
Porcospino si interrompe e pensa a quel che deve dire. Poi
dice: Quel che  successo dopo non doveva proprio succedere.
Porcospino si alza in piedi e racconta la storia muovendosi
in essa, come se le cose stessero accadendo in quel momento.
Penna di Gufo si gira verso Charles Smith. Porcospino
si gira. Cerca di sputare la pallottola, per era troppo per
lui. Si era gi ammalato per aver curato tanto, per essersi
preso addosso tutti i mali della nazione dei Bannock, e anche
degli Shoshone. E poi c'era Charles Smith, suo figlio, che correva
in giro come un pollo con la testa mozzata. Porcospino
agita le braccia e le gambe. Poi vedo la pallottola che entra
in Penna di Gufo e capisco che  la fine. Corro da lui, avvicino
la mia bocca alla sua e succhio con tutta la forza che ho,
solo che io non sono un uomo di medicina - non sono un berdache
come te - non sono capace di far muovere la pallottola
maledetta che aveva dentro. Lo prego di dirmi che cosa fare.
Lui mi dice di dire la verit. Tutto quel che riesco a dire : "Ti
voglio bene e non voglio che te ne vai". Penna di Gufo mi
sorride e mi dice che se davvero gli voglio bene lo devo baciare di nuovo in quel modo.
Io cerco di farmi aiutare da qualcuno, ma tutti se ne stanno
l fermi a guardare. Guardo di nuovo in basso e vedo Penna
di Gufo che soffia il suo ultimo respiro dentro di te: dalla
sua bocca esce una cosa che sembra un grande sbuffo di fumo
che entra nella tua. Quando mi sono avvicinato a Penna
di Gufo, lui era morto. Tu avevi ripreso a respirare.
Certe storie sono pi difficili da ascoltare di altre. Quella
di Porcospino era una di quelle. Per tutto il tempo in cui me
l'aveva raccontata, io avevo fissato la macchia di bruciato.
Avevo sempre pensato che il diavolo mi stava vicino, ma in
quel momento mi sembrava di essere io il diavolo. Tutti
quelli che avevano avuto la sorte di avvicinarsi troppo a me avevano sempre sofferto.
Perch l'ha fatto? domando.
Porcospino riflette per un attimo e poi scrolla le spalle.
Perch era necessario risponde. Penna di Gufo diceva
sempre che la vita quotidiana di un uomo di medicina era il
suo campo di battaglia - come quella di tutti noi - solo che
l'uomo di medicina lo sa che la sua vita  il suo campo di
battaglia, e non lo dimentica mai.
Cos fanno gli uomini di medicina, cio cos guariscono:
prendono la malattia su di s. Porcospino si  toccato il cuore.
Poi guariscono se stessi dalla malattia, oppure no. L'unico
modo per aiutarli  dire la verit mentre stanno guarendo...
per tu le sai gi tutte queste cose dice Porcospino.
Quali cose? domando.
La medicina dice.
Io?
Tu fa lui.
Perch? domando.
Perch sei qui. Sei vivo. A quest'ora chiunque altro sarebbe
polvere.
 stato Penna di Gufo dico, non io.
Sei stato tu, invece dice Porcospino.
E lo sai. Sei un berdache, non  vero?
Per hai detto tu stesso che Penna di Gufo ha soffiato il
suo spirito come un grosso sbuffo di fumo dentro di me dico.
S,  venuto da te, ma tu l'hai aiutato dice Porcospino.
Penna di Gufo non avrebbe potuto farcela da solo. Sia ben
chiaro, per, tu non l'hai obbligato a fare una cosa che lui
non voleva fare.  semplice: tu gli hai chiesto il suo respiro e
lui ha accettato di dartelo.
Il cuore mi batteva cos forte che credevo che stesse per
esplodere di nuovo, per sono rimasto seduto vicino alla
macchia di bruciato. Pi stavo seduto pi mi riusciva difficile
ascoltare la storia di Porcospino. Mi sollevo la coperta sulle
orecchie. Voglio ripararle dal vento per poter sentire i miei
pensieri.  in quel momento che mi balena un dubbio.
Porcospino dico, perch quelle persone nel tepee erano
cos gentili con me? Mi conoscono appena.
Perch sono gentili, immagino... Indiani gentili risponde.
Porcospino dico, dimmi la verit. Quella gente pensa
che io sia Penna di Gufo? chiedo.
La verit? domanda Porcospino.
La verit dico io.
S, ti credono Penna di Gufo.
l'hotel era ancora rosa, e rosa era il colore del tramonto
quando i miei occhi hanno guardato per la prima volta e hanno visto.
Scivolo gi dalla diligenza. Mi occupo del mio bagaglio.
La prima cosa che sento  lei che canta la canzone dell'uomo
della luna, con la sua voce profonda che sembra che qualcosa
si stia per spaccare. Osservo i miei piedi che si avvicinano
ai sette scalini di legno, le mie orecchie che ascoltano il rumore
che hanno sempre fatto gli scalini. Guardo dentro la finestra.
Ida Richilieu indossava il vestito azzurro.
Non mi vede, o almeno non mi fa capire se mi ha visto.
Giro intorno all'edificio, le finestre sono aperte, la sua canzone
mi accompagna. Non c'erano lenzuola appese al filo.
La terra non era pi rosa. Quando arrivo alla baracca mi
fermo. C'era un lucchetto sulla porta. Anche dietro, sulla
porta per uscire c'era un lucchetto. Premo la faccia contro la
finestra. La finestra da cui Ellen Finton per ultima aveva visto
mia madre viva. C'era il mio letto, con sopra la mia coperta
Hudson Bay. La sottogonna che faceva da tendina era
ancora appesa a un bastone che era un vecchio manico di
scopa. La stuoia per terra. La lampada a cherosene sul tavolino,
con dei fiammiferi bruciati. Gli stessi fiammiferi. Era
rimasto tutto come l'avevo lasciato. Su per la scala sul retro
dell'Ida's Place, i miei occhi mi trasportano pi dei miei
piedi. Sembro appeso ai miei occhi, fluttuo, mentre guardo
tutte quelle cose speciali, che non avevano nulla di speciale,
a parte il fatto che i miei occhi le stavano guardando di
nuovo, stavano guardando il prima e il dopo: il parapetto
scivoloso, il sapone rimasto agli angoli dei gradini, i fori
che nella mia immaginazione erano porticine per omini minuscoli,
la finestra sulla scala dove appoggiavo sempre il
secchio d'acqua calda e guardavo fuori. Le tende ricamate
che Ida poteva lavare quanto voleva, ma odoravano sempre di polvere.
Il corridoio di sopra era parte di un sogno che avevo fatto
mentre stavo morendo e Penna di Gufo risucchiava la pallottola
dal mio cuore: io che correvo lungo il corridoio a piedi
nudi sui fiori del tappeto in cerca di Ida.
Raggiungo il parapetto. Il bar era pieno di tybo che bevevano
ed erano sempre pi affamati per via della loro storia
di sesso. Gli affari sembravano andare bene. Sotto di me c'era
il pianoforte, la schiena di taffett azzurro di Ida Richilieu,
la sua collinetta di capelli e pettinini, il suo boa di piume, le
perle dell'oceano, le sue braccia striminzite che spuntavano
come stecchini, le sue dita che erano lunghi tasti di pianoforte
anche loro - liscio avorio contro avorio - e lei che cantava la canzone dell'uomo della luna.
La porta della stanza di Ida era aperta, il suo colore usciva
in corridoio come una grande macchia di rosa. Il suo odore su ogni cosa.
Guardo dentro e vedo Alma Hatch sul letto.
Due dollari dice, fumando, senza voltarsi a guardarmi.
Ci vediamo nella stanza 11 in fondo al corridoio. Sar l fra cinque minuti.
Poso i due dollari sul tavolino vicino al divano in modo
che lei senta il rumore dell'argento: uno, due. Nella stanza 11
mi stendo nudo sul materasso di piume del letto. Bianche
lenzuola inamidate e pulite nel buio.
Alma Hatch entra nella stanza 11 e chiude la porta a chiave.
Il buio si riempie del suo profumo di acqua di rose.
Ascolto mentre si toglie il vestito. Quando mi tocca, mi sfiora
con la mano sul davanti, si getta i capelli indietro e mi posa
la guancia sul petto, scende in basso tenendomi una gamba e
una natica, fa cascare i capelli, piume sulla mia pelle, cos
morbide da attirare il sangue, da spingerlo dal cuore fino alle
palle, i suoi capelli morbidi sulle mie palle, la sua bocca intorno
alla mia corona, la sua lingua che gira intorno, lei che succhia.
Ida Richilieu cantava da basso.
Di sopra Alma Hatch mi aveva immobilizzato, steso, ennesimo
esemplare di cazzo duro, come i cervelli imbottigliati
di suo padre. Alma mi mette nel suo buco di donna, rabbrividisce,
un fragile uccello, aquile dentro di me, falchi. La
canzone di Ida era dolce come lo zucchero di Alma.
Buco di donna, cazzo nel buio. L'estasi alla portata di ogni
pover'uomo. Con la testa nella fica di Ida - di mia madre - e il
cazzo in quella di Alma, scrutavo. Cercavo dov'ero, dov'ero.
Stringo una ciocca di capelli di Alma e li schiaccio sulle
lenzuola bianche del materasso di piume. Gemiti di passero
in Alma, sposto il suo buco di donna, il suo linguaggio sotto
di me. Le mie mani chiuse erano braccialetti, pastoie, intorno
alle caviglie di Alma. Le allargo le gambe fin dove arrivano
le mie braccia. Faccio uscire il cazzo da lei. Scruto la mia erezione
ballonzolante, umida di zucchero rosa, diretta dove volevo tornare. Penetrazione.
p... la testa del cazzo la mia faccia, la fessura per pisciare
un sorriso, ficco il naso.
E... mi appoggio ad Alma, sul suo buco di donna.
N... la scivolata facile e fluida.
E... piano piano fino alle palle.
T... la resistenza di Alma, avara gratificazione.
R... buco d'uomo, buco di donna... un buco  un buco, che cosa cambia?
A... scivolare avanti e indietro, il mio cazzo-corona circondato
dalla carne dentro di lei, dai peli pubici scuri e marroni di Alma.
t... mi metto le gambe di Alma sulle spalle. Con una
mano infilo una palla dentro di lei e poi l'altra. Erano i miei occhi. Ero circondato.
i... cerco il contenuto, il significato, le palle dei miei occhi
scrutano il buio interno per vedere dove sono, chi sono, dov' casa mia.
o... dico. Oh!
Alma fa: Oh!.
N... dico, tornando a fare lo spelling, dentro e fuori, P e E
eNeEeTeReAeTeieoeN: penetrare il buco di donna di
Alma gi dal letto, sul pavimento, appallottolati in un angolo, sotto di me.
Shed! grida Alma.
Mi d uno schiaffo quando accendo la luce.
Io glielo restituisco, pi forte.
Poi Alma Hatch mi salta addosso come fanno le donne
quando si trasformano in puma contro di te. Mi aspetto di
sentire i suoi artigli sulla schiena e che mi stacchi un orecchio
a morsi, invece lei mi abbraccia, Alma Hatch mi abbraccia.
Cristo, Shed mi dice, mi dispiace moltissimo.
Stacco Alma Hatch dall'orecchio che credevo mi volesse
staccare a morsi. Osservo il linguaggio che esce dalla sua
bocca: mi dispiace. Quell'orecchio e anche l'altro ci mettono
un po' a sentire che cos'altro sta dicendo.
A momenti Ida moriva, da quanto le sei mancato sentono le mie orecchie.
Alma salta su, si avvolge con il lenzuolo e corre fuori dalla
stanza. Si sporge dal parapetto della scala e grida da basso:
Idee! Idee! Alza il culo e vieni subito di sopra, sbrigati!.
Anche noi due impareremo a volerci bene mi dice, vedrai.
In men che non si dica Ida Richilieu era sulla porta della
stanza 11, io ero l con il culo di fuori che cercavo i miei pantaloni,
respirando l'aria che non era abbastanza, il cuore che
batteva forte, io e non-io dappertutto nella stanza.
Ero nudo e non volevo esserlo, per lo ero. Cerco di coprirmi
con la prima cosa che mi capita a tiro, una camicia,
per mi rendo conto di fare la figura del cretino cercando di
coprirmi il cazzo davanti a Ida Richilieu.
Fuori dalla finestra di quella stanza, la prima cosa che ricordo
di ricordare  me che sposto il geranio sul davanzale,
che guardo la strada polverosa in basso e vedo il diavolo Billy
Blizzard che uccide il suo cavallo.
Tutte le volte che avevo rifatto quel letto. Le volte che avevo
portato whisky agli uomini distesi su quel letto, uomini
che scopavano Gracie Hammer ed Ellen Finton, che scopavano
tutte quelle che passavano dall'Ida's Place, che scopavano Ida, Alma, Princess.
Tutte le volte che avevo accompagnato uomini da quel letto
fuori nella baracca, tutti gli uomini che mi avevano scopato fuori nella baracca.
Noi tre: Ida Richilieu, Alma Hatch e io. Respiro a fondo e
mi drizzo in piedi facendo cadere la camicia. Mi faccio diventare
grande, non come fanno gli uomini - gonfiando il
petto e rendendosi duri fuori - ma come fanno le donne. Io
un uomo grande come le donne: solido, flessibile, abbastanza
forte da cadere e poi rialzarmi. Io, un uomo, grande: libero dal buco di donna.
Il vestito azzurro. Ida mi viene vicino. Mi ero dimenticato
di come erano scuri i suoi occhi. Una donnina striminzita,
una personcina minuscola, bianca. Le tocco i capelli, i pettinini
nei capelli. Mi mette il boa di piume intorno al collo. Mi
guarda come sapeva fare lei: nell'occhio sinistro. Non c'erano
ostacoli tra noi. N Ida Richilieu, n io o non-io, solo noi
due, noi due che eravamo una cosa, non due. Per un po' penso
di essere lei che mi guarda. Poi lei allunga la mano e mi
posa il palmo della mano sinistra sul cuore, sul buco nel petto
in cui Charles Smith aveva sparato la pallottola del diavolo.
Posa l'altra mano sul suo cuore.
Ah, l'umanit! dice.
Andiamo in camera di Ida e chiudiamo la porta a chiave,
io, Alma e Ida sul letto. Ci mettiamo a bere whisky, a fumare
erba e oppio, tutti e tre sulle lenzuola di Ida, tre esseri umani.
Poco dopo sentiamo bussare alla porta, e allora anche Gracie
Hammer  sul letto, ed Ellen Finton.
Quelle due hanno gridato come due maiali infilzati quando mi hanno visto.
Subito dopo hanno dovuto raccontare la storia di come ci
avevano fatti uscire di prigione, me e Dellwood Barker.
Gli esseri umani devono raccontare storie.
Seduta sul letto di Ida, Ellen Finton racconta la storia come
se la ricorda lei. Poi Gracie Hammer la racconta come se la ricorda lei.
Ida Richilieu e Alma Hatch ascoltano la storia di Ellen, la
storia di Gracie: storie che probabilmente avevano gi sentito raccontare una dozzina di volte.
Io con le ragazze sul letto, il boa di piume attorno al collo,
ascoltavo una storia del tutto diversa: quella che Ida Richilieu
raccontava sempre su di me, quella di un neonato posato
di pancia su quel letto, circondato da donne, che non
prendeva n la piuma n l'arco, ma il boa di piume.
Pi tardi, quando il bar  chiuso, quando Ida e io scendiamo
da basso a prendere un'altra bottiglia e a prepararci qualcosa
da mangiare, in cucina, appena dopo aver acceso la luce,
Ida mi afferra per le braccia e mi stringe a s. La guardo
nell'occhio sinistro e vedo che non sa che cosa avrebbe fatto
dopo. Ida si appoggia a me come se desiderasse fortemente
qualcosa e avesse paura che finisse.
Tu sei mio figlio mi dice, e ti voglio bene. Ti prego, non
andartene mai pi dall'Ida's Place. Ne morirei. Questa  casa
tua. Quando morir, sar tua. Le mie orecchie non erano sicure
di aver sentito bene. Di certe cose era meglio non parlare,
e adesso Ida Richilieu le stava dicendo. Stava dicendo figlio, e voler bene, e casa.
Poi nelle sue ossa esplode la dinamite, e mi si aggrappa
come un gatto spaventato, le sue unghie nelle mie spalle,
nelle mie ginocchia, gi nella cucina, noi due, non siamo
due, ma di nuovo uno, tutto piume azzurre e perle.
Di sopra Ida fa come se non fosse successo niente in cucina,
Alma lo sa che  successo qualcosa. Mettiamo il cibo sul
letto di Ida: pollo freddo, mele, formaggio comprato a Boise
da Ida, e altra birra. Ida va a prendere un'altra bottiglia di
whisky, e allora cominciamo a raccontare storie per davvero, io pi di loro.
Racconto la storia di Dellwood Barker e me; della nostra
fuga, dei francescani. Di come io e Dellwood Barker abbiamo
scopato sulla cima di una montagna, e quelle due puttane
che ridevano come scolarette, mentre parlavo. Alma
Hatch faceva versi da gufo. Gli dico che dopo di loro
Dellwood Barker era la persona che amavo di pi al mondo.
Gli racconto del modo di venire-senza-venire di Dellwood
Barker, e Alma Hatch cade dal letto dal ridere.
Ida Richilieu si d uno schiaffo sul ginocchio e dice senza
mezzi termini: Questa  una palla colossale, figlio mio. 
impossibile: non  umano per un uomo. Ci creder solo
quando lo vedr con i miei occhi.
A parte questo, non racconto nient'altro di Moves Moves.
Non dico della fotografia di mia madre. Non dico che
Dellwood Barker mi ha raccontato dei gemelli avuti da mia
madre; cio, non lo dico fino al giorno dopo, quando chiedo
a Ida dei gemelli. Non dico che lo credevo mio padre.
Le storie di Alma Hatch parlavano tutte d'amore. Ci dice
che il suo cuore  pieno d'amore per me e per Ida ora che sono
tornato. Parla delle sorgenti calde, dell'oppio e di sesso.
Ci dice di aver trovato un nido di ghiandaia e che dalle sue
parti i passeri li chiamano "cacciatori di mosche".
Avete visto come sono grasse le rondini, quest'anno?
domanda Alma Hatch. Avete visto i fringuelli nei lill vicino al barbiere stamattina?
Alma Hatch parla anche dei suoi capelli e, alla seconda sigaretta
di oppio, grida come uno stormo di avvoltoi dal collo
rosso. Non si poteva mai sapere quando attaccava a gridare.
Ida parla di queste montagne. Sono due anni di fila ormai
che sul Devil's Pass non nevica prima di Natale dice.
E in tutti e due gli anni il disgelo  arrivato in aprile.
Verso la fine della serata Ida si mette a parlare di vecchi
cuori di cowboy che lei aveva spezzato; e di come avevano
spezzato il cuore anche a lei, qualche volta. Parla di certi cazzi
grossi che ha visto, e di alcuni piccoli. Ida parla di oppio, di erba e di sesso.
Per la cosa di cui parlava di pi erano i mormoni, e di come
stavano arrivando a Excellent a mandrie. Secondo lei, il
movimento dei mormoni dipendeva soprattutto da una cosa,
anzi da una persona, che rispondeva al nome di William B. Merrillee.
Uno dei dodici apostoli della Chiesa di Ges Cristo dei
Santi degli Ultimi Giorni dice. Sostiene di aver avuto una
visione secondo cui la sua gente avrebbe dovuto possedere
una miniera d'oro e trasferirsi qui in massa a Excellent.  lui
che ha fatto costruire la nuova chiesa davanti alla scuola. Cos
adesso nel villaggio ce ne sono due, di quelle schifezze.
Cristo, l'hanno dipinta di verde! Una bianca e una verde. Mi
viene voglia di costruire un altro saloon. E di dipingerlo rosso porpora.
Dovreste vedere il villaggio la domenica mattina! Sembra
una processione! Il sabato sera buona parte degli uomini 
qui a bere e a scopare, e la domenica mattina tutti in chiesa
con quelle donne - cio quei pezzi di legno che si fanno chiamare
donne - della Relief Society, la societ del conforto, anche se non offrono proprio nessun conforto.
Per non dovrei lamentarmi dice. Almeno il sabato sera
vengono qui. I problemi cominciano quando  sempre domenica
mattina e mai sabato sera. Ci vuole un diavolo per fare un angelo come si deve.
Alla mattina mi svegliano i passeri. Il corpo di Ida Richilieu,
il corpo di Alma Hatch e il mio sono cos mescolati tra
loro che devo chiedere alle mie braccia e alle mie gambe dove sono.
Alla fine riesco a far alzare dal letto quelle due brontolone
con una tazza di caff - Ida continua a imprecare e Alma a
gemere - le faccio vestire alla bell'e meglio e uscire per andare
alle sorgenti calde. Stiamo scendendo le scale per uscire
dall'Ida's Place quando incontriamo un mucchio di gente
che non avevo mai visto in vita mia - uomini, donne e bambini,
tutti vestiti a festa - gli uomini tybo sembravano tutti lo
stesso tybo, le donne la stessa donna, le bambine la stessa bambina, cos i maschietti.
Era domenica mattina. Questi erano i mormoni di cui parlava Ida.
Guardo Alma Hatch. Aveva addosso solo il corsetto con
sopra la sottoveste e una gonna. Ida ancora peggio. Aveva i
miei pantaloni, la mia camicia e il mio cappello e fumava alla
sua maniera, cio con la sigaretta che penzolava dalla bocca.
Io ero quello messo peggio: in mutandoni con la vestaglia lucida e rossa di Ida sulle spalle.
Alma Hatch strizza l'occhio a un uomo e sorride. Alza le
braccia mostrando le ascelle e si butta indietro i capelli.
Le donne mormoni radunano i bambini e li allontanano
di l il pi velocemente possibile, i piccoli ci fissano come se
non avessero mai visto esseri umani non mormoni in vita
loro. Va via anche l'uomo a cui Alma ha strizzato l'occhio, e
anche altri uomini, per la maggioranza rimane a fissarci,
ma non come facevano i bambini. Gli uomini ci fissano con
odio, ci fissano con l'odio di cui sono capaci solo i cristiani,
specialmente i mormoni. Uno era Josiah Helm, cio il reverendo
fratello Josiah Helm. Allora non sapevo come si chiamava,
ma l'avrei scoperto presto, come tante altre cose su di
lui. Il reverendo fratello Josiah Helm non era un omone,
per faceva finta di esserlo: petto e mento in fuori, cappello
alto. Teneva la Bibbia sollevata, o forse era il Libro di Mormon,
insomma uno dei due, non so quale, comunque un librone.
Poi ci maledice tutti e tre: me, Alma Hatch e Ida Richilieu,
ci condanna alla dannazione eterna e al fuoco eterno.
Come nel caso di Billy Blizzard, avrei dovuto ucciderlo subito,
Helm, e risparmiare al mondo un bel po' di dolori.
Ida Richilieu, che quella mattina non camminava molto
dritta, scende i gradini, va dritta, anche se non molto dritta,
dal reverendo Helm, si toglie la sigaretta di bocca e gli sputa
in faccia. Poi, quando la sento parlare, non posso credere alle
mie orecchie: Odio il tuo piccolo cazzo persino pi di te!.
Non  che il reverendo poteva fare granch, una volta
chiusa la bocca, a parte ansimare e sbuffare e citare le parole
di qualcun altro dal libro che aveva in mano. Non gli restava
che tagliare la corda, a lui e a tutti gli altri maschi mormoni.
Ida si gira e dice: La cosa migliore del mondo per curare i
postumi della sbornia sono le sorgenti calde. Poi, per poco
non cade a terra, ma Alma Hatch l'afferra in tempo. Cos
conciati, noi tre - io, Alma Hatch e Ida Richilieu - percorriamo
Pine Street e usciamo dal villaggio per raggiungere le sorgenti calde.
Per le puttane il giorno ufficiale per andare alle sorgenti
calde era sempre stato il mercoled. Per nessuno faceva mai
molto caso a che giorno era. Quella volta, come avevamo appena
scoperto, era domenica. Io, Alma e Ida discutiamo se 
il caso o meno di andare alle sorgenti calde di domenica e
decidiamo di s, perch  mattina presto, perch siamo gi a
met strada, perch siamo tre esseri umani che hanno bisogno
di fare il bagno e perch, come dice Ida: Che se ne vadano
tutti all'inferno, quelli!.
Poi io dico: Non  che possono sbattere fuori il sindaco
dalle sorgenti calde anche se  una puttana.
E Alma: Ida non  pi sindaco.
Allora Ida respira a fondo, come fa sempre quando ha un
compito duro da sbrigare, e dice: Eh no, adesso il sindaco di
Excellent  quel vescovo mormone. Il reverendo fratello Josiah Helm  il sindaco.
Appena le mie orecchie sentono che il reverendo Helm  il
sindaco, sulle cose cominciano a posarsi i guai. Prima gli alberi,
la nebbia, la terra sotto i miei piedi, il poco di cielo che
si vedeva, le pietre erano solo cose che vedevi tutti i giorni e
rimanevano com'erano. Poi, per, dopo che ho sentito che
Ida non era il sindaco, le cose non erano pi cose, non erano
pi com'erano: le cose erano diventate guai.
Penso che da un momento all'altro potrebbe sbucare dalla
nebbia una mandria di mormoni selvaggi, che brandiscono i
loro libroni, ci guardano con l'occhio destro spaventato,
mentre quello sinistro, completamente cieco, ci condanna alla dannazione eterna.
Sento il fuoco. Il fuoco dentro le cose. Il fuoco di Billy Blizzard
dentro la gente, il cui cuore  stato tagliato ancora in fiore,
ripiegato su se stesso e appiattito, lasciato bruciare senza
fiamma tra le pagine del loro librone cristiano.
I guai: per ogni passo che facciamo quella mattina, ogni
passo che facciamo dopo quella mattina, ogni passo che facciamo
da quel momento in poi, sono sempre pi vicini.
Quando arriviamo alle sorgenti calde, io e Alma scendiamo
con cautela dall'argine verso il bacino grande. Ida non
voleva essere aiutata. Si lascia scivolare in basso con il corpo
floscio e le gambe rigide, trascinando con s una valanga di
sassi. Mi tolgo i mutandoni e la vestaglia di Ida in un attimo
e mi tuffo nell'acqua calda, schizzandone un bel po' e facendo
un rumore che rimbomba. Rimango sott'acqua, insieme
all'Uomo Selvaggio della Luna, cercando di respirare acqua
e di togliermi di dosso quell'orribile consapevolezza: cercando
di togliermi di dosso il fuoco e i guai.
Quando torno in superficie, il mio corpo  solo una testa
ballonzolante in un bacino d'acqua fumante. Dai sassi, in alto,
l'acqua scendeva sulla mia testa. A uno sputo di distanza
da l, il fiume scorreva bianco e freddo. L'acqua scrosciante,
il fiume, il vento tra gli alberi, e la mia testa che galleggiava
erano tutto quel che le mie orecchie potevano sentire.
Alma era seduta su un sasso vicino al bacino, nuda, le
gambe accavallate, un piede nell'acqua. Ida, in piedi vicino a
lei, le districava i capelli, marroni come la terra, lunghi come
funi. La macchia di pelo che Alma aveva tra le gambe, il nido
tra i suoi rami, era pi scuro. La pelle pi rosa che mai.
Ida, anche lei nuda, bianca come la pancia di una rana,
brillava di luce propria. Vicino ad Alma sembrava uno di
quegli angioletti dipinti nei quadri, con le alucce ai piedi, che
fluttuano intorno ai santi per accudirli.
Quando Ida finisce di occuparsi dei capelli di Alma, si toglie
i pettinini dai suoi, con le braccia indietro, i peli sotto le
ascelle. Il loro odore mi procurava sempre un tuffo al cuore. I
suoi capezzoli erano grossi cerchi scuri da succhiare. I capelli
un enorme ciuffo di erba medica che spuntava dalla sua testa.
I peli sul suo buco di donna erano neri. Peli neri che si allargavano
sulle cosce. Pi scendevano lungo le gambe pi
diventavano chiari, fino alle caviglie, almeno finch ce le ha avute, le caviglie.
Ida e Alma dispongono tutti i loro saponi e cosmetici sulle
pietre. Alma fa un giro nell'acqua, in cerca del punto giusto.
Ida si tappa il naso e si tuffa.
Mi alzo dall'acqua e mi arrampico su per l'argine del fiume,
il muschio spesso, verde e viscido sulle pietre, l'acqua
calda sulle mie mani e sui miei piedi, il vento del mattino
sulla mia pelle nuda e bagnata. La cascata di Buffalo Head
aveva lo stesso tipo di muschio. Mi siedo nel punto dove mi
ero gi seduto un migliaio di volte, con l'acqua che mi scroscia
addosso. Mi butto indietro nella cascata. Le mie orecchie
sentono l'acqua come la sentono le pietre.
Gi in basso, i capelli di Alma galleggiano intorno a lei.
Ida raccoglieva pietre dal fondo e le guardava sott'acqua. Un
cervo sbuca con la testa dalla nebbia, e tutti noi lo guardiamo come lui sta guardando noi.
Quando il sole  in alto nel cielo, la nebbia diventa una
tenda-sottogonna sulla finestra delle cose. Si vedevano gli alberi
e il fiume e chiazze di cielo, ma erano sfocate come la luce rosa della stanza di Ida.
Alzo gli occhi e la vedo: Non-una-vera-montagna. Ti faceva
venir voglia di cadere all'indietro. Te lo faceva venire duro,
quella montagna, la montagna che ci aveva attirati tutti
qui, ci aveva catturati e voleva convincerci che stavamo facendo
proprio quel che stavamo facendo.
Ida si arrampica sulla riva dove sono io, lo fa come un ragno
che si aggrappa pi alla sua tela che a qualsiasi altra cosa.
Quando arriva in cima e si siede vicino a me  tutta blu e pelle d'oca.
Mi fa un grande sorriso.
Buco di donna: per una vita ho cercato di ottenerne pi che potevo di quei sorrisi.
Ho incontrato un uomo che conosceva mia madre dico.
Molti uomini hanno conosciuto tua madre, Shed fa lei.
Aveva una sua fotografia dico. Uguale alla mia. Ha
detto che l'amava pi di qualsiasi cosa al mondo. Ha detto
che era stata sua moglie e la madre dei suoi figli dico. Gemelli.
Un maschio e una femmina.
Ida non aveva sigarette. Ma se ne avesse avuta una, se la
sarebbe messa in bocca, lasciandola penzolare tra le labbra,
poi avrebbe strofinato un fiammifero contro qualcosa di duro,
se la sarebbe accesa e avrebbe aspirato a fondo. Il fumo
sarebbe rimasto a lungo dentro di lei, poi le sarebbe uscito
dal naso in due canali sottili.
Ho una sorella gemella? domando.
No risponde Ida.
Mai avuta? domando, guardandola nell'occhio sinistro.
S che ce l'avevi risponde Ida, per  morta.
Come? domando.
Era ancora neonata. Morte in culla dice Ida.
Come si chiamava? domando.
Non mi ricordo risponde Ida.  passato tanto tempo.
Come si chiamava questo cowboy? domanda Ida.
Dellwood Barker rispondo.
Quello con cui hai scopato sulla montagna? Quello che
sostiene di avere orgasmi senza eiaculare? domanda.
Proprio lui rispondo.
Un uomo pieno di sorprese dice lei. Credi che sia tuo padre, vero?
S rispondo.
Ida si alza e fa per andare.
Ida, promettimi che non lo dirai a nessuno che  mio padre le dico.
Ida prende un respiro profondo che le fa sporgere ancora di pi le costole.
Mantieni le promesse e la pulizia, e va' avanti.
Te lo prometto mi dice.
Che cosa sa Alma di me e Princess? domando.
Che cavolo ne posso sapere, io? fa Ida. Qualcosa per
sentito dire, immagino, ma non preoccuparti di Alma Hatch.
Ci penso io a lei.
Ida mi guarda negli occhi con tutti e due i suoi occhi. Era sobria.
Io le credevo sempre - qualsiasi cosa facesse o dicesse - per
le credevo di pi quando era sobria. C'erano pi cose a cui
credere. Quando beveva - quasi sempre - Ida non sapeva
ascoltare, cio ascoltava pi se stessa che gli altri. Credeva
che quel che succedeva nella sua testa succedesse anche nella
tua. Anche se non era cos. Dunque certe volte potevi parlare
con lei senza neppure sapere di che cosa si stava parlando.
Per lei lo sapeva, ed era questo l'importante. Era fatta cos.
Io le credevo sempre, ma lo capivo sempre quando mentiva.
E questa volta aveva mentito: sulla mia sorella gemella, aveva mentito.
Ida discende di nuovo l'argine del fiume e scivola in acqua.
Si immerge e poi rispunta tra i capelli galleggianti di Alma.
Non-una-vera-montagna  sopra di me, quelle due donne
sono in basso nell'acqua e io mi sforzo di capire cos' che sto
pensando di star facendo.
Cos' che spinge Ida Richilieu a mentire.
Il giorno dopo salgo su Non-una-vera-montagna per raggiungere
il mio posto, il prato.
Scendo gi dalle rocce di granito, attraverso il prato e raggiungo
il bordo. I fiori color porpora erano sbocciati, e anche
gli sparvieri aurei, e quelli gialli. Sul bordo, sulla pietra che
sporgeva pi di tutte, una folata di vento mi investe. Mi metto
nel cerchio che avevo disegnato sulla roccia tanto tempo
prima, quando avevo promesso di liberarmi dal buco di
donna.
Guardo oltre il bordo. Si vedeva tutto: Excellent, il fiume,
le sorgenti calde, l'Ida's Place, la nuova chiesa dei mormoni
e il buco nel fianco della montagna dove William B. Merrillee
stava costruendo la sua miniera d'oro.
Tutto. Le montagne su e gi, frastagliate, ondeggianti, fino
all'orizzonte. Su alcune rimaneva la neve anche ad agosto. Si
vedeva Gold Hill e Gold Bar: non il villaggio, ma la valle. Il
Devil's Pass. L dove cominciava la Boise Valley. La strada
che portava a Owyhee City. La gente sulla strada.
E altro. A volte, di notte, quando non c'era la luna, si vedevano
i fuochi nella foresta. Tu eri seduto sul bordo del mondo,
il linguaggio dentro di te in silenzio, il mondo in silenzio
e, oltre il bordo, il buio e il fuoco.
E altro. C'era Dellwood Barker. E anche Buffalo Head, e la
cascata. L c'era una fotografia di mia madre schiacciata tra
le pagine di un libro sulla luna, quel libro dentro un fagotto
per dormire legato alla sella di un cavallo di nome Abramo
Lincoln. Owyhee City, lo sceriffo Blumenfeld, Fort Lincoln. Il
macello, le diaboliche Donne Cuscino, Bandiera Americana,
Bombetta, Porcospino.
Tutto. Tutto era stato cos reale. E altro.
Per adesso era un sogno: cose fatte nel sonno - in un posto
diverso - nel posto dov'ero andato quando ero entrato
dentro di me dopo che Charles Smith mi aveva sparato.
Per ero sopravvissuto per raccontare la storia.
In piedi sulla roccia a guardare, ho capito com'era la
storia.
La storia  tutta qui: la vita  un sogno.
 tutta una storia che ci raccontiamo. Le cose sono sogni,
solo sogni, quando non le hai davanti agli occhi. Quel che
hai davanti e puoi toccare, poi diventer un sogno.
L'unica cosa che ci trattiene dal volare via con il vento sono
le nostre storie. Ci danno un nome e ci mettono in un posto,
ci permettono di continuare a toccare.
In piedi nel mio posto, nel cerchio sulla roccia, sul prato di
Non-una-vera-montagna, ho gridato questo: Questo  il
mio posto. Io, Duivichi-un-Dua, Ragazzo-di-un-ragazzo.
Questa  la mia storia. Su questo prato io morir. Qui  morta
mia madre. Qui la conoscenza diventer comprensione.
Non appena le dico, le parole svaniscono. Un'ombra passa
tra me e il sole. Mi riparo gli occhi e guardo. Un gufo sta girando
nel cielo.
Sussulto. Penna di Gufo  vicino a me. Mi sta dicendo cose
importanti. Sta scherzando con me.
La conoscenza che diventa comprensione: quel che rimane
davanti a me sono io che guardo quel che ho di fronte. Non
posso fare altro che ridere.
Quella notte sono andato dal dottor Ah Fong e ho bussato alla
sua porta. Attraverso la finestra della casa osservo la fiamma
della sua candela che si sposta verso di me. Il dottor Ah
Fong avvicina la candela al vetro. Io mi sposto in modo che
lui possa vedermi in faccia. Lui fa scorrere il chiavistello e
apre la porta.
Il dottor Ah Fong si inchina profondamente.
Che piacere rivederla, Mr Shed.  passato un bel po' di
tempo.
Poi: Dell'oppio? domanda. Per Ida?
Io mi inchino, faccio un passo avanti e gli stringo le mani.
No rispondo. Non per Ida, per me... Oppio per me.
Oppio per Mr Shed dice il dottor Ah Fong. Aspetti qui.
Quante volte, al lume di candela dell'ufficio del dottor Ah
Fong, avevo aspettato l'oppio per curare il raffreddore di
Ida, il mal di schiena di Ida, il mal di testa di Ida? Scaffali di
libri dietro il vetro. Bottiglie e lattine, fogli con scritte cinesi.
Oggetti rosso lucente e verde scuro e blu. Il disegno del corpo
umano con le linee sulle sue diverse parti. La lingua cinese:
parole, non le nostre parole, la gente che fa quei suoni e li
capisce. Scritte, le parole sono pi simili ad alberelli, a ombre
di lampade a cherosene contro un muro, o a sogni che capisci
finch non ti svegli.
Oh fa il dottor Ah Fong, oppio per Mr Shed. Si inchina
e anch'io mi inchino. Gli do i soldi.
L'uccello corriere era grande a Chinatown. Sacchi di iuta
nel cielo, lische di pesce sulla strada e quella musica. Cammino
sulla strada principale, giro a destra, a sinistra e scendo
le scale. Affitto il letto con le lenzuola rosse dove Ida mi aveva
raccontato la storia di Big Foot. Preparo le sigarette con
l'oppio, mi tolgo gli stivali, i vestiti, vado sotto le coperte, mi
accendo la prima e la fumo. Ne fumo un'altra.
Il dottor Ah Fong aveva il gelato, la domenica. Il mio preferito
era quello alla ciliegia. Anche di mia madre. L'uccello
corriere vola dappertutto da quelle parti, guarda dentro,
scruta le cose.
La sensazione pi bella che ricordo  quando guardavo
Ida nel suo cerchio di luce che scriveva i suoi diari, che scriveva
segreti che dovevo sapere, storie che dovevo ascoltare.
Ora ero tornato, all'Ida's Place a Excellent, Idaho. Tutto
era cambiato. Tutto era rimasto uguale. Io che scendo gli scalini
di Chinatown, disteso sulle lenzuola rosse, a fumare polvere
di stelle di nuovo, di nuovo a giocare al corriere, ancora
a cercare di risolvere il mistero: chi ero, perch vivevo,
dov'era la mia casa.
Sopra di me, sopra Excellent, Idaho, quella montagna,
Non-una-vera-montagna, aveva di nuovo afferrato il mio
spirito, mi aveva riportato a Excellent, facendomi pensare
che stavo facendo quello che pensavo di star facendo.
Quel che stavo facendo era accendermi un'altra sigaretta.
 una storia su dei pazzi raccontata da un pazzo.
Dovrebbe dare da pensare.
Questo diceva il cartello attaccato alla porta d'ingresso dell'Ida's
Place.
"Tra noi ci sono esseri cattivi e perniciosi."
La prima frase era scritta in grossi caratteri con svolazzi.
Quelli della seconda erano ancora pi grossi e neri: "Cittadini
di Excellent, Idaho, attenti! Sulle nostre strade si aggirano
prostitute e falsi uomini!".
Al centro della pagina c'era una mano che indicava questo:
"Fornicatori! Malfattori! Demoni! L'Anticristo!".
Poi, in caratteri pi piccoli: "Noi, cittadini di Excellent,
Idaho, rispettosi delle leggi, esprimiamo la nostra grave
preoccupazione per la presenza di prostitute malintenzionate,
alcolisti e consumatori di droghe nel nostro bel villaggio e
per la loro spudorata ostentazione di peccati troppo gravi
per essere menzionati in questa sede.
La prossima domenica, alle ore 15, si terr una riunione
presso la First Ward Chapel, in fondo a Pine Street, lato sud.
Siete tutti invitati a partecipare".
Ne ho contati dieci di cartelli come quello nel villaggio. Li
ho strappati tutti e li ho appesi in fila sulla veranda dell'Ida's
Place.
Ida ha preparato il suo cartello personale: "Dieci dollari
di ricompensa per il primo o la prima - adulto o bambino
che sia - che viene a dirmi come si scrive correttamente pernicioso".
Quando comincio a fare lo spelling della parola, Ida mi fa:
Questo vale per tutti tranne te, e se per caso non sei capace,
non lo voglio sapere.
All'Ida's Place, e in tutto il villaggio, la gente cerca in tutti
i modi di fare lo spelling di quella parola. L'ho sentito fare
cos tante volte che ogni tanto devo ripetermelo tra me e me
per accertarmi di saperlo fare bene.
La gara va avanti per settimane, e per settimane si sente
dire solo pernicioso.
Persino Gracie Hammer ed Ellen Finton si sono messe in
gara, anche se non sanno leggere, figurarsi fare lo spelling.
Quando qualcuno chiedeva ad Alma Hatch come si scriveva
pernicioso, lei era cos stanca di sentire quella parola
che diceva: m-a-n-g-i-a-m-e-r-d-a.
Un giorno vado all'ufficio postale a prendere la posta di
Ida, e Fern Hurdlika di punto in bianco mi fa: p-r-e-n-i-c-io-s-o.
No ribatto io.
Poi Fern dice: Da quando sei tornato quella Ida Richilieu
sembra pi pimpante che mai. Quanto tempo sei stato via?.
Pi di un anno.
Mio Dio, cos tanto? Fatti dare un'occhiata! dice Fern e
mi guarda.
Ehi fa. Stai diventando proprio un bell'omone.
Quand' che smetterai di crescere?
Due metri dico.
Come minimo dice Fern. Per, sai che non riesco bene
a capire a chi assomigli?  una persona che conosco, per
non  tua madre. Non sembri indiano, per non sembri
neanche un bianco.
Sembro me stesso dico.
 la cosa migliore dice Fern Hurdlika. E poi scandisce le
lettere: p-u-r-n-i-z-i-os-o.
Sbagliato.
Thord Hurdlika stava battendo su un pezzo di ferro nella
sua bottega, con le labbra che si muovevano come quelle di
un cavallo che mangia il fieno. Mi siedo vicino al mantice.
Ci mette un po' a vedermi, per quando mi vede, getta il
martello, si toglie i guanti e grida: Shed! e mi d un forte abbraccio
da orso. Finito l'abbraccio, non sa pi cosa dire, e diventa
tutto rosso. Rimaniamo l a sorriderci a vicenda, neanch'io
so cosa dire e alla fine Thord fa: p-a-r-n-ic-i-o-s-o.
No dico.
Sei tornato definitivamente? domanda.
S rispondo.
Sei cresciuto mi dice.
S, sono cresciuto.
Sei ancora... ehm...?
Fuori nella baracca? domando.
S dice. Fuori nella baracca.
Certo.
Magari una mattina, se non ti dispiace, vengo da te presto
mi dice.
Quando vuoi dico.
p-or-n-i-c-i-os-o? domanda.
No dico.
Mi fa veramente piacere rivederti, Shed dice. Sono felice
che tu sia tornato. Scommetto che anche Ida  contenta.
Eh s dico.
Per lei sei come un figlio dice. Gliel'ho sentito dire pi
di una volta.
Circa tre giorni dopo che sono tornato, camminando per
Pine Street, appena prima della curva nella strada, incontro
per caso Damn Dave e Damn Dog. Si assomigliavano sempre
di pi. Damn Dave comincia a saltellare e a fare dei versi,
e il suo dannato cane ad abbaiare. All'inizio penso che sia
di nuovo ubriaco, ma quando mi avvicino  chiaro che non
lo  per niente,  solo felice di rivedermi. Per devo calmarlo
lo stesso. Temo che gli venga un coccolone da come si comporta.
Gli tengo ferme le mani come faceva Ida e respiro insieme
a lui finch i suoi occhi non la smettono di incrociarsi.
Poco dopo Damn Dog smette di abbaiare. Capivi che Damn
Dave stava bene quando il suo cane smetteva di abbaiare.
Damn Dave non voleva lasciare andare le mie mani. Mi
voleva portare con lui da qualche parte. Apre il portone della
scuderia e lo richiude dietro di me e Damn Dog. Odore di
merda di cavallo e fieno fresco, cavalli e pelle. Anche di legno
di melo e prosciutti affumicati. Damn Dave mi porta
dietro il suo carro, verso l'angolo a sudest della scuderia,
verso il box in fondo.
Era l che abitava. Mai visto niente di simile. Sul pavimento
di legno lucido c'era un materasso con lenzuola pulite e
piegate. Il cuscino di Ida che gli avevo dato anni prima era
posato sul letto come se fosse la cosa pi importante. Le pareti
erano ricoperte con pezzi di carta strappata - per lo pi
vecchie buste da lettera - con sopra dei disegni. Su una parete
c'era un affare da ufficio postale con le caselle delle lettere
numerate e sportelli con delle chiavi dove la gente prendeva
la posta. Ne apro una e trovo una piccola testa di bambola.
Ne apro un'altra e trovo una pallottola di fucile. In un'altra
ancora un vecchio orologio. Ogni casella postale conteneva
un tesoro. Poi Damn Dave mi mostra una mappa di Excellent
e Gold Bar. Indica un numero scritto l sopra - 102 - e
poi verso la casella postale numero 102. L aveva trovato la
testa di bambola e l'aveva registrato. Il punto esatto. La mappa
era ricoperta di numeri.
I disegni appesi li aveva fatti Damn Dave. Erano come disegni
infantili di alberi e case. Figure come bastoncini con
facce che avevano due puntini per gli occhi e una linea per la
bocca. Per erano qualcosa di pi che disegni infantili. Erano
completamente pazzi: c'erano cavalli che crescevano dalla
terra, case con la faccia e alberi con gambe e braccia.
Devo guardarli molto bene e a lungo prima che diventino
la storia di come Damn Dave vede il mondo. Mi accorgo che
pure lui, come Ida Richilieu, stava scrivendo la sua storia di
Excellent, Idaho.
Ci metto un po', ma dopo aver guardato ancora comincio
a capire chi sono le diverse persone che Damn Dave disegna.
Poi, guardando ancora un po', capisco che cosa stanno
facendo.
Vi faccio qualche esempio di disegno alla parete di Damn
Dave: il marito di Ida con il suo piccolo cazzo che si butta gi
da Non-una-vera-montagna. Billy Blizzard che ammazza di
botte il suo cavallo. Gente che fuma oppio a Chinatown. Billy
Blizzard che mi punta la pistola alla testa e mi violenta.
Ida Richilieu che pulisce le scale sul retro. Io che porto l'acqua
per il bagno di Ida. Mia madre che insegue Billy Blizzard
con il carro di Ida. Io in piedi dietro la finestra di Ida
che guardo il suo cerchio di luce. Un disegno di Alma Hatch
con il cappello che indossava il primo giorno. Io che salgo
sulla diligenza. Io che ritorno con la diligenza.
Ce n'erano molti altri di disegni e io avrei voluto guardarli,per non li ho guardati; voglio dire, non quel giorno, perch
Damn Dave, vedendo quanto mi piacevano, mi prende
le mani e mi conduce verso una porta vicina al suo box. Apre
la porta e io lo seguo.
Mentre accende la luce, io rimango fermo al buio. Quando
riesco a vedere, vedo una stanza, una rimessa attaccata al retro
della stalla che non avevo mai notato, anche se vivevo a
Excellent, Idaho, da tutta la vita. Le pareti erano ricoperte da
altre caselle postali, ognuna con dentro un tesoro: noci, bulloni,
pezzi di vetro, fotografie, pezzi di stoffa, una vecchia
forchetta, una fiala vuota di morfina, pietre, maniglie di porta,
pepite d'oro, cardini, chiodi, un rotolo di spago.
C'erano anche altri disegni - migliaia - tutti mischiati, come
i tesori: la William B. Merrillee Mining Company Inc., Ida
e mia madre che si azzuffano nel fango, la nuova chiesa dei
mormoni, donne e bambini mormoni che vanno in chiesa, il
dottor Ah Fong, lo spogliatoio, Thord Hurdlika che sposa
Fern. Gli uomini che mi aspettano fuori nella baracca. La bandiera
americana. Il Devil's Pass. Io che trovo mia madre morta
e gli stivali rossi di Billy Blizzard. Doc Heyburn ubriaco al
bancone del bar. Gente che fa il bagno alle sorgenti calde.
Io seduto nel mio cerchio sulla roccia nel mio posto su
Non-una-vera-montagna.
Un disegno di Penna di Gufo.
Indico il disegno di me sulla roccia nel mio posto. Damn
Dave sorride e indica in alto verso Non-una-vera-montagna.
Io indico il suo disegno di Penna di Gufo e gli faccio un segno
per dirgli che non capisco chi .
Damn Dave punta il dito verso di me.
Io? domando, battendomi il petto con il dito.
S, mi dice Damn Dave con la testa. Tu, mima con le labbra.
Poi mi d un foglietto. All'inizio non capisco che cosa sia il
disegno. Poi, s. Era un disegno della parola pernicioso.
Damn Dave aveva disegnato la parola scritta in modo sbagliato.
Il giorno dopo Doc Heyburn era al suo solito posto al bar.
Ubriaco come sempre. Quando mi vede mi rivolge la parola
per la prima volta in vita sua. Sei tornato?
S, sono tornato rispondo.
Ordina un altro bicchiere di whisky.
p-e-r-n-a-i-c-i-o-s-o scandisce forte in modo che possano
sentirlo tutti nel bar.
No fa Ida Richilieu.
Datemi solo un attimo di tempo dice il dottore. Fra poco
ve lo dico come si scrive.
Nessuno  mai riuscito a imbroccarla.
Pernicioso  la parola che io, Ida e Alma Hatch usavamo
di pi dopo l'episodio del cartello. Ci davamo dei perniciosi
a vicenda: puttana perniciosa, ubriacona perniciosa, essere
pernicioso che ostenta indicibili peccati, uomo falso e pernicioso.
Insomma: Ida perniciosa, Alma perniciosa, Shed pernicioso.
Pernicioso l'Ida's Place. E anche tutte le altre puttane: perniciosa
Ellen Finton, perniciosa Gracie Hammer, perniciose
tutte quante. Ida aveva persino inventato una canzone sulla
parola pernicioso e la cantava al piano. Ain't it delicious, /
being so pernicious? / Fuck these Mormori sons o'bishes. Non 
delizioso, / essere pernicioso? / 'Fanculo i mormoni figli di
troioni.
Per un po'  stato divertente. Dire pernicioso faceva ridere.
Poi, per, non lo era pi tanto, visto lo stato in cui stava
riducendo Ida.
Dopo il cartello del pernicioso, Ida non  pi stata la stessa.
N lei n nient'altro. Era cambiato tutto.
Era guerra. Ida Richilieu aveva dichiarato guerra al reverendo
fratello Josiah Helm e alla chiesa di Ges Cristo dei
Santi degli Ultimi Giorni.
Il fatto che uno stupido mormone abbia scritto diceva
Ida nero su bianco certe cose su di me, il mio albergo e i
miei amici nel mio villaggio, significa guerra.
La domenica dopo Ida organizza la sua riunione cittadina.
Bevande e divertimento gratis a cominciare dalle tre del pomeriggio.
Il bar era pieno zeppo di gente. C'erano tutti gli esseri
perniciosi della contea. Ida ha suonato il piano per loro.
Si sentiva cantare Drink to Me Only with Thine Eyes e Tavern in
the Town fino a Gold Bar. L'inno Rock of Ages che i mormoni
cantavano alla First Ward Chapel era niente al confronto. Poi
l'hanno portata in trionfo. Ida sulle spalle di due grossi minatori
e tutti i clienti del bar al seguito scendono gli scalini
dell'Ida's Place e percorrono Pine Street cantando a squarciagola,
soprattutto davanti alla First Ward, soprattutto la sua canzone:
Non  delizioso, / essere pernicioso? / 'Fanculo i mormoni
figli di troioni.
Eravamo davvero in guerra. Eravamo nei guai.
Da quel momento in poi lo giuro - anche se pare impossibile
- Ida Richilieu  diventata sempre pi magra, ossuta,
bianca, ha cominciato a bere di pi, a fumare di pi, a scopare
di pi, e a pulire di pi l'hotel. Le lenzuola appese al sole
erano bianche come le sue ossa che spuntavano. La mattina
si metteva la sottoveste e il vestito buono con il grembiule
pulito davanti, il rossetto, e cominciava a fare qualche lavoro,
pulire le scale, lucidare i bicchieri del bar, spazzare e lavare
i pavimenti, stirare, aveva sempre da fare e se ne andava
in giro a dare ordini alla gente. Ehi tu, vieni un po' qui ragazzino.
Io facevo di tutto per non incrociarla.
Alla fine la gente ha cominciato a parlare del nuovo sindaco,
il reverendo fratello Josiah Helm, e di quello vecchio, Ida
Richilieu, e della loro guerra. La loro guerra religiosa. I mormoni
la chiamavano lotta delle forze del bene contro le forze
del male. Ida la chiamava combattimento di galli.
Quell'estate io uscivo soprattutto di notte, con un desiderio
forte dentro di me, anche se non sapevo di che cosa. Non
ero mai soddisfatto. Mi mancava qualcosa, che io desideravo
tanto, ma che non sapevo cos'era. Era l'amore. Era Dellwood
Barker. Penna di Gufo. Ma anche qualcos'altro. Io desideravo
quella parte di me stesso che mancava.
Il pi delle volte finivo dal dottor Ah Fong.
Di tanto in tanto mi mettevo a correre come facevo da
bambino, quando andavo in cerca dell'uccello corriere. Volevo
vedere quanto potevo correre veloce di notte. Chiudevo
gli occhi, fingevo di essere cieco e correvo, chiudevo gli occhi
e correvo. Poi mi mettevo davanti quella cosa che ero io, che
mancava in me, e ci correvo incontro. Quando aprivo gli occhi
non trovavo mai niente. Di notte mi svegliavo, con il rumore
orribile del cuore che batteva in me, del respiro che entrava
e usciva. L'unica che poteva calmarmi era Ida - andare
alla sua finestra, rimanere fuori a guardare dentro, lei, la sua
scrivania, il suo cerchio di luce, lei che scriveva il suo diario.
A volte mi chiedevo se ci fosse davvero un segreto da
scoprire, o se era stato tutto quel guardare Ida attraverso la
finestra mentre scriveva a far sembrare che ci fosse un segreto.
Forse non stava raccontando misteri, forse stava solo scrivendo
ricette. Forse non stava scrivendo di filosofia, ma solo
dei mormoni e della sua guerra. Di cazzi grossi o piccoli.
Per io continuavo a guardarla da dietro la finestra, di
notte - non ho mai smesso - perch mi sembrava che il mistero,
il segreto, quello che mi aveva sempre riportato a quella
finestra, fosse proprio il modo in cui mi sentivo quando la
guardavo scrivere.
Mi sembrava che ci fosse un segreto, un mistero.
Quell'estate, di notte, certe volte andavo nel posto dove la
William B. Merrillee Company stava costruendo lo stabilimento,
gi nel punto dove il fiume faceva una curva brusca
appena a nord di Excellent e loro avevano scavato una buca
profonda nel fianco della montagna. La luce lunare su quella
cicatrice di granito faceva assomigliare i loro scavi alla luna.
Alberi grandi giacevano impilati in attesa di guarire. Alcuni
erano gi stati ficcati di nuovo nella terra come pali.
Ho guardato l'edificio che diventava grande. Ho guardato
gli uomini mormoni che costruivano le fondamenta di
pietra. Ho guardato la strada su cui arrivavano gli enormi
bestioni di ferro da Owyhee City: venti muli alla volta che
portavano roba di ferro. Grossi pentoloni, travi, sbarre e tubi.
Li ho guardati trasportare le lamiere per il tetto. La cosa
pi difficile  stato guardarli mentre bucavano la foresta fino
alla miniera, a due miglia di distanza. Li ho guardati
mentre srotolavano i cavi - due miglia di cavi - uno che andava
su e uno che andava gi - per portare i secchi pieni di
minerale fino allo stabilimento di William B. Merrillee, secchi
che poi risalivano vuoti per essere riempiti di nuovo e
poi ancora, su e gi, e ancora, per l'eternit. Ho guardato le
famiglie che si trasferivano sempre pi numerose a Excellent:
famiglie di mormoni. Un anno dopo, nell'estate del
1904, o forse era il 1905, i mormoni hanno finito di costruire
quella fabbrica d'oro.
Si dice che, nella sua visione dell'oro, William B. Merrillee
aveva visto i membri del suo gregge che vivevano tutti insieme
in armonia tra le montagne dell'Idaho, lontani da chiunque
non fosse come loro, mantenendosi con la miniera e la
fabbrica d'oro, mangiando il cibo che coltivavano, abitando
nelle case che costruivano, senza avere per nulla bisogno di
nessuno che non fosse uguale a loro.
Si dice che qualsiasi cosa e chiunque ostacolasse la visione
era il diavolo.
Si dice che quel che ci  capitato, a Ida Richilieu, a Alma
Hatch, a Dellwood Barker e a me  stata una punizione divina
per aver cercato di ostacolarli.
Almeno cos dicono i mormoni.
Sono tornato nella baracca. Ho cominciato a ricevere clienti
anche se Ida non voleva. Diceva che non avevo pi bisogno
di fare la puttana. Diceva che avevo una casa e un mucchio
di soldi. Per io l'ho fatto lo stesso. Pi che altro per noia.
Per adesso bisognava stare pi attenti per via dei mormoni
e di tutto quel che pensavano della sodomia. Ida e Alma
e le altre ragazze scrutavano i loro clienti pi che mai. Cos
io non avevo tanto da fare. Inoltre non ero pi un ragazzino.
Ero cresciuto, avevo circa vent'anni, e non ero pi un
piccoletto dal bel sederino. Ero un uomo, grosso e scuro,
con un luogo oscuro in me che spaventava quasi tutti gli
uomini, anche se io facevo di tutto per essere il pi dolce
possibile.
Io e Alma ormai ci volevamo bene come lei mi aveva promesso.
In effetti, io, Alma e Ida eravamo ormai una specie di
famiglia; Ida era la madre, e io e Alma a nostra volta le facevamo
sempre di pi da madre. Alma era sorella, quando non
era la mamma o l'amante di Ida. Ida faceva sempre di pi la
mamma con me. Non era facile quando cominciava a fare la
mamma: a fare la mamma e a insegnarmi la lingua e la letteratura
inglese. Io ero sempre di pi il suo bambino e il suo
allievo, mentre le rimboccavo le coperte, la distraevo il pi
possibile dalla guerra contro i mormoni, facevo i lavori pi
pesanti eccetera.
Per noi tre eravamo anche buoni amici. I soldi non mancavano.
Gli affari andavano bene. C'erano i mormoni da
combattere. Eravamo spesso ubriachi. A un certo punto per
noi era diventato normale essere ubriachi e andare a fumare
gi a Chinatown. Per io continuavo a fare tutto quel che dovevo.
E anche Ida. E Alma. Lavavamo le lenzuola. Pulivamo
le scale, lucidavamo i bicchieri, ordinavamo il whisky, tenevamo
la birra il pi possibile in fresco, scopavamo con i
clienti. Ogni tanto andavo alle sorgenti calde. Salivo regolarmente
su Non-una-vera-montagna. A volte ci rimanevo per
giorni. E poi c'erano i disegni da guardare, e i tesori nella
stalla di Damn Dave.
Per la verit, per, c'era qualcosa che mancava.
Il segreto. Il mistero. Non riuscivo a capire cos'era anche
se ci provavo ogni giorno. Mi guardavo le mani, facendo
combaciare le dita di ognuna, e mi dicevo: Questo qui sono
io - sono quello che racconta la storia - sono quello che conosce
il segreto - sono quello che sa che cosa manca - quindi
dimmelo, dimmi cos'!.
Per non ha mai funzionato.
Quel che girava nella mia testa, quando avevo fumato abbastanza,
bevuto abbastanza, gi a Chinatown, quel che continuava
a scivolare nella mia testa come una baionetta rovente
da orecchio a orecchio era Penna di Gufo, io che ero rimasto
morto per mesi da qualche parte e poi mi ero risvegliato.
Era la morte di mia madre, la mia sorella gemella, Ida che mi
aveva mentito su di lei, la fotografia di mia madre nel fagotto
per dormire di Dellwood Barker, io che avevo scopato mio
padre e mi era piaciuto moltissimo, era il Moves Moves, era
l'Uomo Selvaggio della Luna e il berdache, era il Commodity
Day, era il bisonte.
E autunno e poi inverno. Di nuovo non nevica sul Devil's
Pass prima di Natale. Di nuovo il disgelo arriva presto, in
aprile. E poi  di nuovo estate.
Il nostro onorevole sindaco, il reverendo fratello Josiah
Helm, nomina un vice. Sceglie un mio vecchio amico: lo sceriffo
Blumenfeld di Owyhee City.
Lo sceriffo Blumenfeld diventa il nuovo vicesindaco di
Excellent.
Si diceva che Blumenfeld aveva perso le ultime elezioni
alla carica di sceriffo a Owyhee City. Si diceva che era stato
sorpreso a compiere atti contro natura con un prigioniero.
Almeno, cos avevano sentito dire Gracie Hammer ed Ellen
Finton.
Tutti gli altri - cio i mormoni - avevano sentito tutt'altra
storia su Blumenfeld, che era uno dei loro confratelli. Storie
che parlavano di uno sceriffo onesto, timorato di Dio e rispettoso
delle leggi, vittima di un sistema politico corrotto.
Guai.
Poi un bel mattino mi sveglio.
Quel giorno, dopo due anni esatti,  il giorno in cui rivedo
Dellwood Barker.
Non molto dopo scopro il segreto. Risolvo il mistero.
Scopro cosa sono i guai seri.
Secondo Ida,  stata lei a vederlo per prima. Era appena uscita
dalla vasca da bagno e andata in corridoio per scrutare la
folla di uomini al bar, quando Dellwood Barker  entrato.
Sono ritornata subito in camera mia racconta Ida, e mi
sono messa il vestito azzurro.
Secondo Alma,  stata lei a vederlo per prima. Stava versando
il whisky al bar. Quando l'ha sentito ordinare un whisky,
ha alzato gli occhi e ha incrociato lo sguardo scrutatore
degli occhi verdi di Dellwood Barker.
Mi sono messa dell'acqua di rose dietro le orecchie racconta
Alma, ho sciolto i capelli, alzato le tette e gli ho versato
un whisky.
Alma Hatch  stata la prima a scopare con lui perch era la
pi vicina. Dellwood Barker era da una parte del bancone e
lei dall'altra.
Mi sono liberata del bancone che c'era di mezzo racconta
Alma, e di tutto il resto, compresi i suoi e i miei vestiti e,
prima ancora che Ida Richilieu si fosse abbottonata il vestito
azzurro, io stavo scopando con lui nella stanza 11.
Dice che quando Dellwood Barker ha cominciato a venire
si  comportato come non aveva mai visto fare a nessuno,
contorcendosi tutto, gridando e lodando il Signore come fanno
solo le donne, cio Alma Hatch.
Naturalmente, Dellwood Barker stava venendo senza venire,
stava conservando il suo Moves Moves, per Alma Hatch
era cos interessata a quel che succedeva a Dellwood Barker
da non accorgersi che quel che stava facendo, o non facendo,
era non eiaculare.
Ida Richilieu lo ha catturato con il pianoforte. Ida che
scende dalle scale con il suo vestito azzurro, la pelle bianca
come le sue perle, i pettinini nei capelli, il boa di piume azzurre,
Ida che scende le scale diretta verso il pianoforte, che
si siede al piano e suona la sua canzone preferita sull'uomo
della luna - tutto questo lo ha catturato.
Cascate di lacrime che gli scendevano sulle guance racconta
Ida. Dopo il mio compianto marito, non ho pi visto
un uomo piangere in quel modo.
Ida pensa che Dellwood pianga perch ha il cazzo piccolo.
Prima che abbia modo di scoprirlo, prima di finire di cantare
la canzone, prima che possa invitarlo in camera sua per
confortarlo un po', consolarlo e osservarlo da vicino,
Dellwood Barker si butta sul piano e comincia a suonare.
Attacca a suonare una robaccia insopportabile fa Ida.
Una specie di fracasso che le tue orecchie non vorrebbero
mai sentire. Era come posseduto, con gli occhi spiritati come
se avesse appena visto il diavolo in faccia e piangeva come
un neonato.
Ida lo fa calmare da due uomini, che poi lo portano in camera
sua; l lei gli d una polverina. E poi scopano.
Mi ha fatto piacere che non ce l'avesse troppo grosso
dir dopo, avrebbe rovinato tutto. Ce l'aveva di una misura
discreta e gentile e piangeva con una dolcezza immensa.
Neanche Ida aveva mai visto un uomo che veniva come
Dellwood Barker. Come Alma, ha poi raccontato che era venuto
come le donne, con tutto il corpo, e non solo con il suo
pendaglio.
Per, quando aveva finito, non era uscita neanche una
goccia per Ida.
Ida Richilieu lo guarda nell'occhio sinistro e poi nel cazzo,
e poi di nuovo nell'occhio sinistro.
Sei Dellwood Barker, vero? gli fa.
Io ero fuori nella baracca, da solo.
Lui non c'era. Poi, lui ha bussato alla porta.  entrato. Era
lui, Dellwood Barker. Tutto era cambiato.
La prima volta che avevo visto Dellwood Barker a Owyhee
City credevo di averlo fatto comparire io. Avevo chiuso gli
occhi, espresso il desiderio di incontrare una persona speciale,
proprio lui, li avevo aperti e lui era uscito da uno squarcio
di luce grande come una porta in mezzo al buio.
Poi, dopo aver visto Blumenfeld e il suo vice che lo picchiavano,
e dopo essere stato picchiato anch'io allo stesso
modo, quella notte, nella cella, quando ha allungato la mano
nel quadrato della luna, ho pensato che non l'avevo fatto
comparire io, ma che io ero lui.
Pi tardi, quando lui  tornato a essere Dellwood, e io a
essere me, tutte le volte che lui cominciava a dire che noi siamo
come siamo e chi siamo perch ci raccontiamo la storia di
chi siamo, la linea di separazione tra noi cominciava ad assottigliarsi
di nuovo.
Poi la fotografia di mia madre, sua moglie, e Dellwood
Barker, mio padre.
E io e Dellwood che scopiamo in quel modo, per cos tanto
tempo, e il gusto che ci abbiamo provato, il Moves Moves e
l'uomo Selvaggio della luna.
Per anche prima, prima che arrivasse Dellwood Barker,
c'erano io e non-io, sempre in lotta per stabilire quale dei
due era me.
Cos quel giorno che Dellwood Barker bussa alla mia porta,
entra nella baracca ed  l davanti a me, il mio corpo non
sa cosa fare a parte quello che fa sempre, cio andare in tutte
le direzioni. I piedi che cercano di scappare, il cuore che batte,
il respiro che entra ed esce, le braccia che si allungano per
toccare, le mani due pugni, il cazzo duro, la testa che cerca di
capire la dinamica della situazione.
Io ero chi cercava chi ero. Cercare di essere abbastanza
persona da rimanere insieme in un posto solo. Abbastanza
persona perch mi potesse succedere questo, perch mi potesse
succedere di incontrare Dellwood Barker.
Ida l'aveva ripulito. Sapeva che io credevo che fosse mio
padre, per quella vecchia puttana l'aveva ripulito e l'aveva
mandato nella baracca.
Indossava una camicia bianca, pantaloni puliti e stivali lucidati.
Aveva i capelli pettinati all'indietro, ancora bagnati, e
odorava di barbiere. Fern Hurdlika gli aveva fatto la barba,
aveva affilato il suo rasoio e gli aveva rasato la pelle bianca
degli zigomi fino all'attaccatura dei capelli, neri sulle basette,
d'argento sulle tempie.
Stanotte c' la luna piena dice Dellwood Barker, con gli
occhi verdi che brillano e scrutano il mio occhio sinistro.
Piena nel cuore. E non solo la luna  piena nel cuore, ma c'
anche un'eclisse. C' scritto sul mio libro. "Eclisse di luna"
dice.
Eclisse? le mie orecchie sentono dire alla mia bocca.
e-c-l-i-s-s-e dice Dellwood scandendo le lettere una a
una,  quando la terra va in mezzo al sole e alla luna e lei
diventa scura.
C' sempre qualcosa che si mette in mezzo dico.
Non stasera, Shed dice Dellwood Barker, avvicinando il
suo odore e quello del barbiere.
Piena nel cuore mi dice, abbracciandomi e stringendosi
forte a me. La luna migliore dell'anno per stare con la persona
che ami.
Guardo le cose intorno a me - la coperta Hudson Bay sul
mio letto, la pelle di daino, la stufa, il mucchio di legna, la
stuoia, la tenda che in realt era una sottogonna, la finestra
da cui era stata vista per l'ultima volta mia madre viva, lo
specchio, la lampada a cherosene - tutto sembrava diverso.
D'un tratto tutte quelle cose brillavano di luce propria.
Ho pensato che forse era il tramonto a colorarle in quel
modo bizzarro, per non era il tramonto. Era Dellwood
Barker.
La persona che ami? domando.
L'eclisse capita raramente, e ci sar stasera, per te e me
dice Dellwood. Poi dice tutte queste cose in una volta sola:
L'ho sempre detto che prima si fanno succedere le cose nella
propria testa, dopo di che, prima o poi, il mondo si adegua.
Riaverti tra le mie braccia  la storia che continuo a raccontarmi
sin dai giorni a Buffalo Head. Quindi non dovrei
essere sorpreso di rivederti adesso davanti a me - eppure, figliolo,
non posso fare a meno di pensare che sia un miracolo
averti ritrovato. Il mio cuore addolorato  cos felice di vederti...
Non so dirti quanto.
Dellwood si mette la mano sul cuore mentre parla del suo
cuore addolorato, poi la mette sul mio, sul buco che ho nel
cuore.
Ida mi ha detto che ti hanno sparato mi dice. Stai bene?
Sono vivo rispondo. E con la mia famiglia. Ora che sei
arrivato.
Chi ti ha sparato? mi domanda.
Charles Smith rispondo. Ora  morto. Se resterai qui
abbastanza a lungo, ti racconter la storia gli dico.
Abbiamo tutto il tempo dice Dellwood. Stanotte sigiller
ogni cosa per sempre.
Sigiller? domando.
Tu e io e la luna piena nel cuore e l'eclisse dice Dellwood.
Non posso credere che tu non sappia nulla dell'eclisse.
Che cosa c' da sapere? domando.
Ci sono storie di tutti i tipi sull'eclisse dice Dellwood,
mentre si toglie la camicia e anch'io mi tolgo la mia. Si dice
che quando la luna  scura - nei minuti in cui rimane
completamente buia - gli uomini possono diventare donne
e le donne uomini. Ho anche sentito dire che gli amanti
che scopano possono superare il confine e diventare l'altro.
Dellwood Barker mi si mette davanti, posando la testa sul
buco nel mio petto.
Gli indiani berdache dei tempi antichi dicono che la conoscenza
diventa comprensione quando la luna  scura - in
quel momento puoi trovarti faccia a faccia con quello che sei
e che credi di essere dice Dellwood. La maggior parte della
gente non sopporta di vedere che  quello che pensa di essere,
e alla fine impazzisce del tutto.
La bocca di Dellwood Barker  vicina al mio orecchio, lui 
di nuovo tra le mie braccia.
Ho sentito dire che sai parlare alla tua ombra e che la
tua ombra ti risponde mi dice Dellwood, ...  proprio
questo, lo sai? Il buio della luna  un'ombra: la Terra si
mette in mezzo al sole e alla luna, e quel che fa scurire la
luna  l'ombra della Terra. Cos, come dice il mio libro, il
sole - che  la fonte di luce - viene bloccato dalla Terra - che
 il posto dove tutti noi pensiamo di essere quel che siamo - e
il pensiero che siamo quel che siamo, l'ombra della Terra,
viene gettato sulla luna - che  il nostro io segreto - e il segreto
 che noi non siamo per niente quelli che pensiamo
d'essere.
Avevo la faccia nell'incavo del collo di Dellwood. Ero appoggiato
alla sua pelle e il mio orecchio ascoltava il linguaggio
che saliva dentro di lui.
Comunque mi fa, la sostanza del discorso  questa:
quando la luna  scura va tutto nel verso opposto al normale.
La luna era una macchia di finestra sulle lenzuola e sulla
schiena di Dellwood. La mia mano nella macchia di luna sulla
sua schiena non tocca il buio.
C' un posto dove possiamo andare in cui si veda bene il
cielo? domanda Dellwood.
Mi alzo su un gomito. Seguimi! gli dico.
Appena usciamo, Metaphor arriva di corsa e mi salta tra le
braccia, sorridendo con la lingua di fuori. Abramo Lincoln fa
un verso da cavallo con le labbra e fa segno di s quando le
tocco il collo.
Dov' Princess? mi domanda.
Charles Smith rispondo.
Abbiamo tutto il tempo dice Dellwood.
La notte era grande. Camminiamo nel fiume, l'acqua ci arriva
alle caviglie e risplende della luna piena nel cuore. Cominciamo
a salire.
Quando arriviamo alla sporgenza di granito, mi metto a correre.
Corro avanti e guardo il prato in basso. La luna non l'avevo
mai vista cos grande, rosso-arancio infuocata d'agosto.
Questo  il mio posto gli dico. Qui la conoscenza diventer
comprensione gli dico. I tybo la chiamano Indiati
Head, ma il suo vero nome  Non-una-vera-montagna.
Dellwood mi mette un braccio intorno alle spalle e io faccio
lo stesso con lui, io insieme a Dellwood nel mio posto, lui
che non dice una parola per un bel po' e scruta.
Chi  morto qui? mi domanda.
Morto? faccio io.
Una persona che conoscevi  morta qui mi dice.
Un uomo che si chiamava Big Foot  morto qui rispondo.
Lo conoscevi? mi chiede.
Sapevo della sua esistenza rispondo. Poi: Mia madre 
morta qui.
Tua madre? dice Dellwood. Charles Smith ha ucciso
anche lei?
Abbiamo tutto il tempo dico.
E stanotte sigilleremo tutto per sempre mi dice lui.
Sigilleremo? domando.
Quando la luna  scura risponde Dellwood. Stanotte
ognuno di noi diventer l'altro.
Discendo le rocce seguito da Dellwood. Attraversiamo il
prato fino al bordo. Sulla roccia, nel cerchio che avevo disegnato
l, ci sediamo sul bordo del mondo, facendo dondolare
le gambe. La luna era una palla perfetta rosso-arancio nel blu
del cielo della notte.
C' un'altra cosa dell'eclisse mi dice Dellwood. I morti
possono tornare a vivere e aggirarsi tra noi.
Mi guardo intorno.
Sar meglio che ce ne andiamo dico.
Troppo tardi mi fa Dellwood. Guarda!
Nella luna rosso-arancio piena nel cuore c'era un'ombra
di Terra che le mordeva via un pezzo.
Stanotte non ci sar niente in mezzo dice Dellwood.
Siamo solo io e te e il Moves Moves e la luna piena nel cuore
che si eclissa.
E i morti che si aggirano dico. Mia madre che si aggira.
E gli uomini che diventano donne e le donne uomini dice
Dellwood. Amanti che diventano ognuno il proprio
amato dice.
Tutto quel che nascondi verr fuori dico.
E ti troverai faccia a faccia con la persona che sei dice
Dellwood.
E anche tu ti troverai faccia a faccia con la persona che sono
dico.
Con la tua ombra che ti parler dice Dellwood. La conoscenza
diventer comprensione.
Ci togliamo gli stivali prima di cominciare a baciarci dentro
il cerchio che avevo disegnato. Il Moves Moves  grande,
grande come l'ombra che morde la luna grande e rotonda
rosso-arancio che galleggia lontano nel cielo. Le mie mani
sulla sua schiena bianca rosso-arancio, sui suoi fianchi nella
luna, intorno al suo collo.
Entrare vincendo una resistenza.
Il mio buco, buco di donna, il cazzo di Dellwood dentro di
me, l'Uomo Selvaggio della Luna, uomo che diventa donna,
io che divento donna, io Alma Hatch, Ida Richilieu, Gracie
Hammer, Ellen Finton, tutte quelle femmine.
Fuori dal cerchio, i morti girano intorno al cerchio. Mia
madre, Princess, la moglie di Dellwood, che cammina intorno
al cerchio, scalza, la gonna di pelle e la camicetta rossa.
Occhi dico ai miei occhi, non guardate in quelli di mia
madre.
Il cazzo di Dellwood nelle mie budella solleva l'eternit, solleva
il dolore. La penetrazione... vi dir una cosa: il cazzo pu
essere grosso o piccolo, ma se non ti apri fa male comunque.
Il segreto del buco di donna  essere aperto per non provare
dolore.
Il segreto  che quando sei aperto, quando sei luna che riflette
luce, il sole  tuo, tutto  tuo.
La verit  che la maggior parte degli uomini non lo sa.
Ogni pover'uomo ha bisogno di sapere che  vivo, e lui sa
che  vivo solo quando penetra, vince la resistenza, si appoggia
con forza. Questa  la verit.
Dimostrazione: se penetri il buio sei vivo.
La verit  che ha solo fame di tetta di madre.
Il buco di donna  il buco della madre.
Ogni pover'uomo non svezzato tiene la testa dentro la
madre e il cazzo dentro di te.
La verit  che il pover'uomo non abbassa neanche gli occhi
per guardare i propri capezzoli. Non sa neanche di essere
seduto sui propri segreti oscuri: del buco ancora sconosciuto
e impenetrato della luna che ha dentro - del suo contenuto e
significato - lui non ne ha la minima idea.
La verit era che la luna, scura, vicino alla testa di Dellwood,
era una testa.
Vicino a noi a terra, nel cerchio, c'erano le nostre ombre
che scopavano.
Tuo padre, tua madre dicevano le ombre. L'uomo, la
donna dicevano, la luce.
Oltre le ombre, oltre il cerchio, gli occhi di mia madre erano
due grandi stelle che brillavano, troppo grandi per essere
guardate, per io le guardo, scruto con il mio occhio sinistro
nei suoi.
Madre dico a Umori di Bisonte. Tu sei morta. Non c'
spazio per te in me, non c' spazio in Dellwood, e io e lui ce
ne andiamo da soli.
Shed dice Dellwood, avvicinando la faccia alla mia.
Guardami nell'occhio sinistro.
Occhi verdi persino al buio.
Contrai la faccia. Stringi i pugni. Trasforma i piedi in artigli.
Porta il Moves Moves sopra le palle, attraverso il culo, su
per la schiena fino in cima alla testa. Non eiaculare.
Luce che schizza in tutto il mio corpo. Eiaculo.
Sono io? domando, mentre divento lui. Sono io?
Conoscenza, comprensione: il diavolo non ha luce. Il diavolo
 solo un'ombra: la nostra ombra che chiamiamo diavolo,che oscura.
Ida dice a me e a Dellwood che ci aspetta una cena abbondante
in camera sua. Da quel che ricordo, Ida non aveva mai
apparecchiato in camera sua - voglio dire, per pi di due
persone - cio lei e quello per cui indossava il vestito azzurro
durante l'ovulazione.
Non aveva neanche il vestito azzurro, ma quello bianco.
Anche Alma Hatch indossava quello bianco. La tovaglia era
bianca. Sul tavolo c'erano delle candele dentro dei candelabri
che Ida chiamava "chandelabras". La stanza era pi rosa
che mai.
Ida fa sedere Dellwood Barker davanti a lei e Alma Hatch
davanti a me.
La cena  una bistecca con whisky e pane dice Ida.
Visto che sul tavolo non c'erano n bistecche n pane, cominciamo
dal whisky.
Ida riempie i quattro bicchierini sulla tovaglia bianca fino
all'orlo. Prende per prima il suo, lo alza verso Dellwood
Barker e dice: Salve, straniero.
Beviamo il whisky in un sorso, senza dire niente, e poi Ida
riempie di nuovo i bicchieri.
Mi guardo intorno. Alma Hatch, con il colore della stanza
sul vestito bianco e sulla pelle, non l'avevo mai vista tanto
bella. Anche Ida era bellissima. Con il vestito bianco, i capelli
sollevati in alto e gli strass tra i capelli. E Dellwood splendido,
con la sua pelle bianca, la riga delle basette, gli occhi
verdi, i capelli pettinati indietro con la brillantina, la camicia
bianca con il colletto.
Era sempre Ida a versare i primi due giri di bevande, dopo
di che dipendeva da te se ne volevi ancora. Io mi verso il terzo
per primo. Ida Richilieu, Alma Hatch e Dellwood Barker
insieme nella stessa stanza avrebbero potuto indurre chiunque
a bere, ho pensato.
Di l a poco Ida racconta la storia del boa di piume, dandosi
uno schiaffo sul ginocchio mentre dice: Non ha preso l'arco
e la piuma. Ha preso il boa di piume.
Ida cominciava sempre con quella storia e poi forniva la
sua versione di tutte le storie. Quella della fuga con venti
puttane che mi inseguivano. Quella di quando avevo pitturato
l'hotel di rosa. Quella di Alma Hatch quando scopava.
Ida esagerava sempre le cose, sostenendo per sempre che
era la sacrosanta verit: per lei la sacrosanta verit non era
mai lontana dalla sua.
Mentre Ida parla, Dellwood si alza per versarsi un altro
whisky. Allora si alza anche Alma Hatch, e porge il bicchiere, e
Dellwood glielo riempie, lui che sorride, lei che sbatte le ciglia.
Alma Hatch aveva quell'espressione negli occhi: quella
che veniva a Ida quando indossava il vestito azzurro. Solo
che non era Ida.
Sei cos gentile, Dellwood dice Alma. Ti piacciono gli
uccelli?
Ora la luna caler fino al sedici di settembre ribatte Dellwood.
Se hai delle patate nella terra, ti conviene aspettare
fino al sedici.
Non  delizioso essere pernicioso? 'Fanculo 'sti mormoni
figli di troioni mormorava Ida.
Ci facciamo tutti un altro drink.
Quando ho smesso di contare quanti bicchieri mi ero scolato,
mi viene in mente che non avevamo ancora cenato. Poi,
all'improvviso, Ida Richilieu mette da parte il bicchiere e anche
il piatto vuoto, il coltello, la forchetta, il cucchiaio e il tovagliolo,
appoggia i gomiti a tavola, stringe i pugni, colpisce
il tavolo con quelli e grida: Dimmi un po', grand'uomo, signor
Innamorato della luna, Dellwood Barker, che cazzo ci
fai qui a Excellent, Idaho?.
La guardo e vedo che ha paura. Ha paura di Dellwood
Barker, mio padre, paura della bugia che mi aveva raccontato
su di me e sulla mia sorella gemella.
La maggior parte degli uomini avrebbe avuto il buon senso
di alzarsi e di uscire finch c'era tempo. Essere nell'hotel
di Ida, nella sua stanza d'hotel, al suo tavolo, a bere il suo
whisky non era un bel posto in cui stare, per un pover'uomo,
se Ida Richilieu decideva di diventare un puma.
Per Dellwood Barker non era un pover'uomo. La guarda,
la scruta nell'occhio sinistro, gli occhi di Ida hanno un
tremore. L'unica altra volta che li avevo visti tremare era stato
con mia madre, Umori di Bisonte, e il giorno in cui Alma
Hatch era entrata nel saloon.
Sono venuto qui per un solo motivo dice Dellwood
Barker.
Per Shed fa Ida.
No ribatte Dellwood. Non sapevo che era qui.
Sei venuto per me, vero? dice Alma.
No risponde Dellwood. Sono venuto per un solo motivo...
P-E-R-N-I-C-I-O-S-O fa.
Ah, l'umanit! dice Ida Richilieu, dandosi uno schiaffo
sul ginocchio. E poi: Grandioso! Grandioso! Grandioso!.
Ci facciamo un altro drink.
Dopo di che Ida Richilieu fa a Dellwood Barker tutte le
domande che una persona pu fare a un'altra persona. Dove
era nato, chi erano i suoi genitori, dove era andato a scuola,
dove aveva imparato a suonare il piano in quel modo, dove
viveva, quanti soldi aveva e se gli piaceva scopare di pi con
gli uomini o con le donne.
Dellwood risponde a tutte le domande di Ida Richilieu.
Non nega niente della sua storia di essere umano: racconta
che i suoi genitori sono morti a Robber's Roost, del berdache
Donna Stupida, del perch il pianoforte lo fa uscire di testa.
Parla del suo libro Segreti della luna e dei momenti in cui la
luna era giusta per mangiare certe cose, quando non era il
caso di mangiarle, quando pulirsi le orecchie e avere rapporti
sessuali. Parla persino del Moves Moves e dell'Uomo Selvaggio
della Luna. Dice che dipende dalla persona, e non dal
suo sesso, con chi gli piace scopare di pi. Dice che  con me
che gli piace di pi scopare.
Shed? fa Alma.
Perch? domanda Ida.
Perch lo amo dice Dellwood.
Alma Hatch era rimasta in un silenzio libidinoso per quasi
tutta la serata, a parte la risata per pernicioso e qualche
verso da uccello qua e l, e non aveva mai smesso di lanciare
a Dellwood degli sguardi obliqui tutte le volte che ne aveva
l'occasione. Per quando lui dice che ama me, qualcosa
cambia in Alma, come se si fosse acceso dentro di lei un candelotto
a combustione lenta.
Mai stato sposato, Mr Barker? gli domanda.
Io guardo Ida. Ida guarda me, e poi Alma. Lei ricambia lo
sguardo.
S fa lui. Anni fa. Con un'indiana che si chiamava
Umori di Bisonte. Per l'ho persa insieme ai gemelli, un maschio
e una femmina. Morti congelati in inverno.
Era indiana? domanda Alma.
Bannock risponde Dellwood.
Anche tua madre era Bannock, vero, Shed? fa lei.
Dellwood mi fissa nell'occhio sinistro con tutt'e due gli
occhi.
Shoshone. Mando gi il whisky, me ne verso un altro.
Guardo fisso Ida. Ida guarda Alma. Alma ricambia lo sguardo.
Come si chiamava? domanda Dellwood.
Princess rispondo.
Princess? fa Dellwood.
Per la chiamavano anche in un altro modo, vero? chiede
Alma.
La chiamavano puttana da quattro soldi interviene Ida,
guardandola in faccia.
Scusatemi le mie orecchie sentono dire alla mia bocca.
Devo andare a pisciare.
Mi alzo, guardo i miei piedi uscire dalla stanza di Ida, entrare
in corridoio e poi uscire dalla porta di dietro sul pianerottolo
del primo piano. Mi guardo pisciare da basso.
Quando mi giro per guardare dentro la finestra di Ida, stavolta
invece di vedere Ida Richilieu che scrive storie di esseri
umani sul suo diario, ascolto una storia di un essere umano;
cio la mia.
Ida Richilieu raccontava la storia, e Alma Hatch e Dellwood
Barker ascoltavano. Ho sentito questo: Mai visto un bambino
amare tanto sua madre quanto Shed. Era quasi sempre l
ad aspettare un qualche riconoscimento da parte sua. La
adulava come un corteggiatore. Le puliva la stanza, si preoccupava
che mangiasse, faceva commissioni di tutti i tipi,
dormiva con lei tutte le volte che poteva, andava a prendere
l'acqua dall'abbeveratoio dei cavalli per il suo bagno: quattro
secchi su per le scale sul retro, ogni giorno. Le portava
fuori persino il vaso da notte la mattina. Princess non era
una donna felice, ed era egoista. Lo trattava come un servo.
E non se ne curava.
Sia ben chiaro per, Shed non era per niente scemo.
Quando non si occupava di sua madre, era una personcina
del tutto diversa. Se gli girava, era capace di stare via per settimane
e vivere da solo nella foresta come un animale. Mai
visto uno come lui. Correva come un cervo. Spariva in un secondo.
Per buona parte del tempo non ti accorgevi neanche
che c'era. Gi prima che compisse cinque anni, circolavano
centinaia di storie su di lui. Una volta, quando Billy Blizzard
ha ucciso il suo cavallo qui davanti, Shed  andato fuori di
testa: si  messo a ballare e a strillare come un pazzo, con la
schiuma alla bocca. Ha pianto per due giorni di fila.
E poi c' stato Billy Blizzard, che Dio abbia piet di me e
di lui. Ha violentato il bambino davanti ai nostri occhi. Gli
teneva una pistola alla testa e l'ha violentato proprio qui dietro,
e io che guardavo, e anche sua madre, e tutti quanti. Credevamo
che lo ammazzasse. Io sono corsa da basso, e Billy
mi ha colpita forte e poi mi ha dato un calcio. Mi ha messo
fuori uso per quasi tre mesi. Billy Blizzard  saltato su un cavallo
e se l' svignata, con Princess che lo inseguiva a tutta
velocit con il carro tirato dai muli. Non l'hanno pi trovata
fino alla primavera successiva.  stato Shed a trovare il suo
cadavere su a Indian Head. Ha trovato anche gli stivali rossi
di Billy Blizzard, che alcuni considerano la prova della sua
morte. Io no, per. Mancava l'anello, e finch non avr prove
migliori di un paio di stivali e dei vecchi stracci, non creder
mai che  morto.
A primavera Shed si era rimesso in piedi, ma in lui c'era
qualcosa che non andava. Ha detto le sue prime parole in inglese,
le prime che io abbia mai sentito da lui, almeno. "Lei
era il mio spirito delle cose", ha detto. Per poco non mi faceva
morire di crepacuore.
Sua madre gli puntava contro il dito e gli diceva:
"Shed!", per dire: "Va' fuori nella baracca!". Per questo si
chiama cos.
Ti racconto tutto questo, Mr Dellwood Barker, e a te, Mrs
Alma Hatch, perch  la verit sacrosanta,  quel che  accaduto
veramente. Se sentite qualcosa di diverso, sono solo distorsioni
umane. Vi racconto questo perch dovete capire
quanto ha patito quel ragazzino in vita sua, e su queste cose
non si scherza, non si prendono alla leggera. Fa troppo male.
Tutto qui.
Ecco perch non parliamo di sua madre.
Hai capito, Alma Hatch?
E tu, Dellwood Barker?.
Non avevo mai sentito la mia storia nella versione di Ida
Richilieu. Mentre la raccontava, i miei occhi vedevano me riflesso
sulla finestra che guardavo dentro. Le figure come
stecchini di Damn Dave, disegni di me su foglietti strappati
che faccio quel che Ida diceva che avevo fatto, insieme a cavalli
che crescono dalla terra, case con la faccia, alberi con
gambe e braccia. La luna piena infilzata da orecchio a orecchio
su un coltello insanguinato.
La verit secondo Ida Richilieu.
Per la verit, per, Ida mentiva. La sua storia su di me - secondo
me - non parlava per niente di me e mia madre. In
realt, era la storia di me e Ida Richilieu.
La storia di un pazzo raccontata da una pazza.
Dovrebbe dar da pensare.
Sono ancora in piedi vicino alla finestra quando Dellwood
Barker esce in veranda. Anche lui piscia da basso e si accende
una sigaretta.
Che storia che hai... mi fa.
Non mi giro verso di lui, continuo a guardare nella finestra.
Ida Richilieu afferra Alma e le d uno schiaffo cos forte
da scaraventarla a terra. Alma si copre la testa con le mani.
Scusami, Ida, mi dispiace dice. Non so che cosa mi abbia
preso. Non lo faccio pi. Promesso!
Non  proprio l'argomento ideale di conversazione, tua
madre dice Dellwood.
No dico io.
Dunque  stato lui che l'ha ammazzata e ti ha violentato?
Billy Blizzard?
S rispondo.
Shed mi fa Dellwood. Perch non me ne hai mai parlato?
Di tua madre.
Lei  morta e io sono vivo dico.
Ma perch non me ne hai parlato? domanda.
Non sapevo da dove cominciare dico. Inoltre, finora
sei sempre stato troppo preso a parlare della luna.
Quando io e Dellwood rientriamo in camera di Ida, finalmente
si cena: sul tavolo c'erano le bistecche e il pane. Tutti
ricevono un altro bicchiere di whisky. Ida e Alma erano di
nuovo sedute al tavolo, ognuna al suo posto, tutte e due che
sorridevano e parlavano come se non fosse successo niente
di particolare.
Con Dellwood Barker, la nostra famiglia di tre persone  diventata
una famiglia di quattro persone senza problemi;
cio, a parte Alma Hatch. Il problema era che lei pensava di
essere innamorata di Dellwood Barker.
Alma Hatch credeva che fosse amore. Ma non lo era. E
non era neppure l'erba. Era solo lei che era fatta cos.
Con lei era sempre la stessa storia: vedeva un uomo e si
innamorava di punto in bianco, cos come cacciava i suoi
versi da uccello. Appena lo vedeva e appena dopo che si innamorava
di lui, cominciava a odiarlo. Alma Hatch doveva
per forza innamorarsi, e siccome era costretta, lo detestava.
Lo odiava perch era innamorata di lui. Lo odiava perch,
siccome ora lei lo amava, lui l'avrebbe penetrata, cosa che lei
odiava, e che amava.
Tutto avviene in un attimo, prima ancora che Alma abbia
parlato con l'uomo. L'uomo era solo un altro pover'uomo
che si faceva un drink al bar. Alma Hatch gli andava incontro
e nel giro di cinque minuti i due erano nella stanza 11, a
fare quel che Alma amava e odiava di pi fare. La relazione
di solito durava un paio di settimane. Alma provava tutto
quel che c'era da provare. Orgasmi mai conosciuti prima. Si
sentiva usata e disprezzata. Splendida e appagata. Si sentiva
fica e buco di culo e bocca ambulante. Finalmente scopriva
cos'era l'amore. Sentiva che finalmente stava perdendo se
stessa. Scriveva poesie e, a volte, nel bel mezzo della scopata,
scendeva dal letto e, coprendosi con un lenzuolo, andava alla
ringhiera delle scale e recitava una sua poesia davanti a
tutti i clienti del saloon.
Nel frattempo, il pover'uomo di cui lei si era innamorata
non aveva idea di quel che stava succedendo. A sentire lui,
una sera era l che beveva al bar quando  arrivata una bellezza
dai capelli lunghi che lo voleva, e lui allora gliel'ha appoggiato.
Alma Hatch ha dato il peggio di s con Dellwood Barker.
Questo perch, credo, lo amava davvero. Questo perch anche
Dellwood Barker l'amava... come ci amavamo tutti, tra
noi, credo.
Nella nostra famiglia - quando eravamo in tre - ci mancava
un padre. Quando siamo diventati quattro, e il quarto era
Dellwood Barker, il padre non ci mancava pi.
Padre per me, carne della mia carne, cosa che solo io e Ida
sapevamo. Padre per Ida, cos come lei era madre e Dellwood
assomigliava tanto al suo ex marito. Per Alma, per, Dellwood
non era tanto padre quanto pap.
Per lei vale la stessa cosa che vale per te mi ha detto
Dellwood una volta. Alma non ha mai avuto da suo padre
l'amore di cui aveva bisogno, cos adesso continua a raccontarsi
questa storia praticamente con tutti gli uomini che incontra.
Una volta mi hai detto che tu cerchi di liberarti dal
buco di donna, e Alma? Non sa neanche che deve liberarsi,
figurarsi se sa da che cosa.
Per Alma Hatch ha dato il peggio di s con Dellwood
Barker, perch lui non era solo un pover'uomo come tanti,
bens un pazzo, soprattutto quando si parlava delle storie
della gente e di come la gente si racconta le storie. Con Alma
Hatch, Dellwood aveva trovato una storia raccontata in modo
pi chiaro e semplice di quanto accadeva di solito. Cos
lui si  inserito bene nella storia, riempiendo tutti gli spazi
vuoti. Stava al gioco, faceva la parte del diavolo, alimentava
il fuoco, in modo che Alma potesse sentire quel che doveva
sentire: nel modo pi grandioso e tormentoso.
Dellwood Barker ha fatto la stessa cosa con Ida Richilieu.
Ha riempito gli spazi della storia che dovevano essere
riempiti. Se ne stava tranquillo e la lasciava essere se stessa.
 diventato il suo pi grande ammiratore. Odiava i mormoni
insieme a lei. Parlava di cazzi con lei. Prendeva sempre
le sue parti. La trattava come una regina, l'autorit, il
comandante. Alimentava anche il suo fuoco, nel modo in
cui aveva bisogno di essere alimentato; e cio concordando
con tutto ci che diceva, a parte quando si parlava di filosofia.
In quei casi lui la rimbeccava punto per punto. Tutti e
due avevano letto un bel po' di letteratura inglese, cos parlavano
anche di quello, anche se sulla letteratura non erano
quasi mai d'accordo perch, come diceva Dellwood, non
si pu parlare di letteratura inglese senza parlare anche di
filosofia.
Dellwood discuteva con Ida perch diceva che lei aveva bisogno
di discutere. Aveva bisogno di discutere con una persona
intelligente quanto lei. E lui si metteva a disposizione.
Credo che Dellwood Barker alimentasse il mio fuoco alla
stessa maniera, anche se diceva di no, che non ci riusciva, e
che era per quello che mi amava tanto.
Per lo pi si incontrano solo degli imbecilli mi diceva
Dellwood, che non hanno idea di essersi inventati. Tu per
sei diverso, Shed. Tu sai e comprendi che quel che sei  una
storia inventata da te per tenere lontana la luna. E siccome
sai che cosa significa vivere senza una storia, sei diventato
un esperto di storie e di quel che fanno le storie.
Che cos' un essere umano senza una storia? mi diceva.
Un ragazzino pervertito mezzosangue che insegue un uccello
corriere, guarda le persone attraverso le finestre, quel
che credono di essere, come vanno le loro storie e come se la
cavano.
Ho pensato a lungo a quel che Dellwood diceva di me. Sono
arrivato a questa conclusione: c'era una sola storia a cui
credevo e in cui credo ancora adesso: noi eravamo una famiglia.
Ida Richilieu, Alma Hatch, Dellwood Barker e io eravamo
una famiglia.
Alcuni dei momenti pi belli di essere una famiglia li abbiamo
passati dopo che Ida aveva insegnato a Dellwood
Barker a suonare il piano. Dopo poco tempo lui riusciva a
controllare il pianto. E dopo un altro po' sapeva gi fare della
bella musica. Amavo sedermi ad ascoltarlo mentre suonava.
Anche a Ida piaceva la sua musica. Naturalmente, Alma
Hatch pensava che la sua musica fosse la pi bella del mondo.
Diceva che le dava l'impressione di volare. Faceva dei
versi da uccello inimmaginabili. Ida sosteneva che era musica
classica. Dellwood non era d'accordo, diceva che era romantica.
Sono andati avanti a litigare su quell'argomento fino
alla fine.
Quando sedevano insieme al piano, a suonare duetti, Ida e
Dellwood erano la stessa persona, il lato maschile e femminile
di entrambi, tutt'uno con la musica che suonavano. Era
veramente divertente quando loro due suonavano e io e Alma
Hatch ballavamo alla maniera dei tybo - quando Alma
non era imbronciata e non minacciava di ammazzarsi - la
polka, il valzer, balli della trib degli ebrei di Ida, balli come
quelli del popolo del defunto marito di Ida, gli italiani. Danze
grandiose, come diceva Ida.
Ida e Dellwood a volte dormivano insieme, per non scopavano.
Almeno, credo. Ida non aveva mai dato molta importanza
allo scopare, e visto che c'ero io e sapendo quel che
provavo per Dellwood, e ricordando l'errore che aveva fatto
assecondando Alma Hatch e perdendomi per questo - e visto
che Alma Hatch gli andava dietro come una giumenta in
calore - probabilmente pensava che Dellwood ne avesse abbastanza
di storie di sesso da esseri umani. Inoltre, Ida diceva
(o forse era Dellwood che lo diceva?): La storia di sesso 
solo uno dei modi in cui gli esseri umani possono toccarsi a
vicenda.
Dellwood Barker passava molto tempo con Alma Hatch.
Un po' troppo perch potessi farci il callo. Certe volte avrei
voluto strapparle a una a una tutte le ciocche dei capelli,
quando assistevo a uno dei numeri che faceva: quando cercava
di far ingelosire Dellwood con altri uomini, comprava
dolci dalla Relief Society e gli diceva che li aveva fatti con le
sue mani, trovava sempre qualcosa da spostare o riparare
nella sua stanza, gli diceva che voleva un bambino da lui e lo
implorava di darle il suo Moves Moves.
Per non le ho mai torto un capello. Questo per via di quel
che mi aveva detto Dellwood su di lei e suo padre, e anche
perch lui non finiva mai di dirmi che l'amore era grande.
Quando hai l'amore diceva, ti rende pi grande, ti fa
venir voglia di darne sempre di pi.
A dire il vero, per, sapevo di avere l'asso nella manica,
per cos dire. Tutti 'sti discorsi sull'amore e sull'essere pieni
d'amore e sul fatto che la storia di sesso non era l'unico modo
per esprimere amore erano sicuramente sensati. Per il
fatto era - e lo avevo sempre ben presente - la verit era...
che a Dellwood Barker piaceva farsi scopare da me. Per tutta
la vita, come diceva spesso, aveva continuato soprattutto a
metterlo, mentre aveva sempre avuto una voglia pazza del
contrario, e ora che aveva trovato un contrario affidabile, e
siccome era con me, Shed, una persona che lui amava, che
faceva il contrario, e siccome n Ida n Alma erano equipaggiate
per fare il contrario con lui, per me andava benissimo,
era pernicioso.
Un giorno, su Non-una-vera-montagna, mi siedo con le
gambe penzoloni sul bordo. Penso alla conoscenza che diventa
comprensione mentre guardo il mondo dall'alto: le cime
delle montagne, l'Ida's Place, la finestra della stanza di
Alma, dove Dellwood e Alma stavano probabilmente scopando,
e comincio a capire. Ero stato piuttosto bravo a trattenere
il mio Moves Moves e, pi lo trattenevo, pi mi sembrava
di avere conoscenza, comprensione e amore.
Comprensione: Dellwood e Alma erano me, e anche Ida.
Noi quattro eravamo il mondo intero, tutte le storie mai raccontate:
scopare, combattere e suonare il piano, una famiglia,
una storia di famiglia di esseri umani.
Rimanere uniti come diceva Ida.
Nella buona e nella cattiva sorte diceva Dellwood.
Succeda quel che succeda dicevano.
Comunque, una famiglia dicevo.
Migliore di qualsiasi famiglia di mormoni diceva Ida.
 andato tutto a rotoli, o forse tutto si  ricomposto, un sabato
sera di met settembre. Alma Hatch stava dando il peggio
di s, che era il meglio di s, odiando Dellwood perch lo
amava. Erano andati a fare una passeggiata su al cimitero.
Dellwood l'aveva appena penetrata e lei aveva avuto un orgasmo
come non ne aveva mai avuti e provava tutto quel
che c'era da provare: si sentiva bellissima, appagata, fica, buco
di culo e bocca ambulante. Alma Hatch stava inveendo
contro Dellwood Barker, dicendo a lui e a tutta la contea che
era un cowboy pazzo da legare, una testa bacata e bollita, un
ubriacone balzano, temerario e stregato dalla luna.
Pi o meno in quel momento li incontro per caso sui gradini
davanti dell'Ida's Place. Non appena mi vede, Alma
Hatch riattacca. Mi dice pi o meno le stesse cose che stava
dicendo a Dellwood. Quando finisce di gridare e inveire
tutta blu in faccia, sale come una furia i gradini della veranda.
Io e Dellwood alziamo gli occhi. Il vestito di Alma Hatch
era rimasto impigliato nella cintura, o forse nel corsetto o
qualcos'altro, tant' che il suo culo nudo era l che ci guardava
nelle palle degli occhi.
Io e Dellwood scoppiamo a ridere come dei matti.
Alma si tira gi il vestito, entra di corsa nell'Ida's Place,
sale le scale come un fulmine e si chiude in camera sua. Pi
tardi, mentre io e Dellwood ci facciamo un whisky al bar, lei
si affaccia alla ringhiera delle scale e comincia a recitare una
sua poesia, una roba orrenda sul suo culo nudo che sarebbe
la luna piena e l'oggetto del desiderio di tutti.
Circa un'ora dopo viene da Dellwood e gli dice: Stanotte
dormi con me!.
No ribatte lui. Stanotte dormo con Shed.
Allora lei fa: Vi ammazzo tutti e due.
Il mattino dopo, quando ci alziamo, io e Dellwood siamo
molto silenziosi, ma non abbastanza per la vecchia Alma
Hatch Occhio di Falco. Alma capisce che noi due ce ne stiamo
andando via insieme. Non ci ho visto pi dalla rabbia
avrebbe spiegato poi a Ida. Per ci vedeva abbastanza bene
da prendere il fucile che stava di fianco al letto di Ida e, a
quanto si dice, da uscire di corsa dall'Ida's Place, quella mattina,
con i capelli al vento e seminuda.
Quando io e Dellwood usciamo dalla porta di servizio
dell'Ida's Place, il sole non  ancora sorto, e splende la luna.
Non-una-vera-montagna  nera contro il cielo blu scuro e
non c' una stella. Per quando attraversiamo il fiume e cominciamo
a salire sulla montagna, le cose sono gi rosa come
l'Ida's Place, e d'oro. Metaphor doveva per forza venire con
noi. Quello era mezzo cane mezzo capra.
Verso met mattina ci riposiamo sul confine degli alberi.
L dico le prime parole.
Quella notte quass durante l'eclisse dico, sei diventato
veramente me?
S risponde Dellwood.
Che effetto faceva essere me? chiedo.
Era una cosa grande risponde Dellwood. Era come ridere.
Tutto qui? chiedo. Nient'altro?
Ho sentito tua madre, e Big Foot dice Dellwood.
Hai visto mia madre? gli domando.
No, non l'ho vista, per l'ho sentita dice Dellwood.
Che effetto ti ha fatto? domando.
Ti voleva molto bene dice Dellwood.
Tutto qui? domando.
Dovrebbe esserci altro? domanda Dellwood.
No. Ero solo curioso... Niente Billy Blizzard? domando.
Niente Billy Blizzard dice Dellwood. Solo tua madre e
Big Foot. E tu? domanda Dellwood. Che effetto faceva essere
me?
Mi sembrava di essere sulla luna dico.
Tutto qui? domanda Dellwood.
 quanto basta dico.
Sul prato, mentre camminiamo fino al bordo, il vento soffia
tra i nostri capelli come nell'erba. L'erba era secca, marrone
e d'oro, a parte dove scorreva l'acqua sottoterra. Gli sparvieri
aurei erano secchi e anche i fiori rosso porpora e quelli
gialli.
Dellwood mi mette un braccio intorno alle spalle. Non mi
sono mai abituato al suo tocco. Mi faceva male come quando
hai un dente che ti fa male e ti vuole fare ancora pi male.
Buttiamoci dico.
Un modo infallibile per imparare a volare dice Dellwood.
Proprio in quel momento Alma Hatch apre il fuoco contro
di noi.
In mezzo alle raffiche di pallettoni, appiattito sulla roccia
con Dellwood e Metaphor, tutti con il culo schiacciato a terra,
penso: Billy Blizzard  ancora vivo.
Ecco la storia di Alma: dopo averci scaricato addosso
una doppietta, ricarica il fucile e ci spara, lo ricarica e spara
di nuovo, poi getta a terra l'arma, discende la montagna
come una pazza, attraversa il fiume, arriva a Excellent
urlando il suo omicidio sanguinoso, entra all'Ida's Place,
va in camera di Ida dove le confessa che ha ucciso sia me
che Dellwood Barker a sangue freddo e che ora vuole uccidersi.
Ida l'abbraccia e cadono insieme a terra, gemendo. Rimangono
cos per quasi tutto il giorno. Ida non lascia mai sola
Alma per paura che si ammazzi anche lei. Poi, quel pomeriggio,
io e Dellwood Barker entriamo nel bar e ci stappiamo
una bottiglia di whisky.
Ellen Finton ci guarda come se fossimo due fantasmi, e
poi corre di sopra in camera di Ida. Quando Ida esce dalla
stanza e vede me e Dellwood vivi che beviamo nel suo saloon,
torna indietro. Quando esce di nuovo, sto quasi per
dirle che Billy Blizzard  vivo e che ha cercato di ucciderci
con la sua doppietta, e che ci sarebbe anche riuscito, se non
fosse stato un tiratore cos scarso, quando all'improvviso la
vedo che afferra Alma per i capelli e la rigira quasi come un
lazo sopra la sua testa. Quando la lascia andare, Alma vola
in aria e atterra di testa a met scala, poi rotola gi e va a finire
proprio ai piedi di Dellwood.
Alma Hatch seduta sul pavimento del saloon, i capelli arruffati
che le pendono da tutte le parti, ci guarda come se non
fosse pi Alma Hatch e noi non fossimo pi io e Dellwood
Barker.
Ida Richilieu scende le scale, sembra un pipistrello uscito
dall'inferno, mi strappa il fucile dalle mani, infila altre due
pallottole, va da Alma Hatch, la afferra di nuovo per i capelli,le spinge indietro la testa, le ficca le canne in gola e dice
tutto d'un fiato urlando: Mettiamo le cose in chiaro una volta
per tutte. Tu, Alma Hatch, adesso devi crescere. Devi lasciare
stare quest'uomo. Dellwood Barker lo devi lasciare in
pace. Prima, per, devi alzarti e dare la mano a questi due
uomini per scusarti con loro di tutti i dispetti e le stronzate
da femmina cattiva che hai inflitto a loro e a tutte le altre persone
di questo albergo per due o tre settimane di fila. Le tue
scenate da tragedia greca sono noiose e stupide e adesso hai
superato ogni limite. Ora alzati in piedi e comportati come la
donna forte che sei, e chiedi scusa, altrimenti ti faccio saltare
le cervella!.
Alma Hatch si alza in piedi, si tira indietro i capelli dalla
faccia, si guarda intorno, con il corpo non ancora ben piantato
sulle gambe, e le gambe non ancora ben sistemate sui piedi.
Guarda me e poi Ida e poi Dellwood. La sua bocca ci mette
un po' a fare uscire il linguaggio che le viene da dentro,
ma alla fine parla: Non vi ho ammazzati, grazie a Dio! dice,
anche se non credeva in Dio. Alma si toglie una ciocca di
capelli dalla bocca.
Non ti dar pi fastidio, Dellwood dice. Te lo prometto.
Mi dispiace. Non so spiegare perch l'ho fatto. Mi perdoni,
Dellwood?
Ti perdono, Alma dice Dellwood.
Shed?
Perdonare era una parola che sapevo scrivere. Sapevo anche
che cosa significava. Per non avevo mai perdonato, e
neppure avevo mai immaginato di farlo.
Ti perdono, Alma dico imitando Dellwood. Le parole
escono da me e suonano strane alle mie orecchie: parole che
dicono che voglio fare una cosa che non avevo mai saputo di
saper fare, anche se poi, quando  stato il momento di farlo,
l'ho fatto.
Ti perdono ripeto, soprattutto per sentirmelo dire.
Grandioso era la nuova parola di Ida. Diceva "grandioso"
spesso quanto diceva "pernicioso" e "Ah, l'umanit!" e che
odiava i mormoni.
g-r-a-n-d-i-os-o spiegava scandendo le lettere. Significa
una cosa migliore di quelle che ci sono capitate finora.
Grandiosi era il suo modo di chiamare noi quattro: Ida Richilieu,
Alma Hatch, Dellwood Barker e me. E i giorni grandiosi,
secondo lei, erano quelli che noi quattro avevamo trascorso
insieme prima che arrivassero i guai a separarci.
Secondo lei, da quando aveva chiesto perdono Alma Hatch
era cresciuta, e con lei eravamo cresciuti tutti.
Abbiamo cominciato a essere una famiglia diceva
Dellwood.
Migliore di qualsiasi famiglia di mormoni diceva Ida.
Ida versa whisky a tutti. Solleva il bicchiere prima di bere.
Anche noi alziamo i nostri.
Finch vivremo dice Ida, nulla dovr mai pi separarci,
noi quattro!
Solleviamo tutti i bicchieri in alto e li facciamo tintinnare.
Nulla dovr mai pi separarci, noi quattro ripetiamo insieme,
finch vivremo.
Alma Hatch ha mantenuto la sua promessa, e ne abbiamo
avuti duecento, di giorni grandiosi. Di giorni perniciosi insieme.
Non c'era nulla a separarci.
Poi  arrivato tutto a separarci.
Poi non c'era pi niente, a parte quel che era arrivato a separarci.
Per c' un giorno speciale, uno su duecento, che mi ricordo
e che a volte vorrei dimenticare.
Era una domenica di fine settembre. Le notti cominciavano
gi a farsi fredde e anche le mattine. Il caldo non si sentiva
prima di mezzogiorno. Portavamo tutti i vestiti che Ida
aveva ordinato sul catalogo Sears and Roebuck. Erano bianchi.
Tutte le cuciture erano bianche.
Io e Dellwood avevamo aperto il pacco di Sears and Roebuck
fuori nella baracca. Non avevo mai visto vestiti come
quelli dal vero, solo nei disegni del catalogo. Erano tutti piegati
bene dentro una carta sottile che crepitava: camicie bianche
con colletto, pantaloni bianchi, bretelle bianche, giacche
bianche, calze bianche - persino scarpe bianche fatte di
cuoio fino che arrivavano appena alla caviglia con stringhe
bianche che si legavano davanti. Avevo persino una cravatta
bianca a cui Dellwood ha dovuto spiegarmi come fare il nodo.
I cappelli: quello di Dellwood era una bombetta come
quella di Bombetta di Fort Lincoln, solo che era bianco. Il
mio era di paglia con un nastro rosso.
E quelle due donne: sia Alma che Ida avevano buttato via
i loro vecchi vestiti bianchi appena ricevuti quelli nuovi.
Tutte e due avevano il parasole e larghi cappelli bianchi. Le tette
di Alma spuntavano sopra il bordo di pizzo della scollatura
che le faceva sembrare il collo e le spalle una luna piena e le
metteva in mostra le due lune fin quasi ai capezzoli rosa. Ida
sembrava che le avessero versato dello zucchero addosso,
pizzi fino al collo che lasciavano vedere quasi tutto, il vestito
stretto, senza sottovesti, al contrario di Alma, i capelli di diamante
nero sciolti sopra, i grandi capezzoli lividi che sbucavano
dal bianco, le labbra cos rosse, quel pomeriggio, che
non me le dimenticher mai. Sia Alma che Ida avevano calze
di seta bianca, biancheria intima di Sears and Roebuck. Sotto
il vestito, Alma aveva una quantit di sottovesti di colore diverso:
rosa, azzurre e gialle. Il rumore che facevano mentre
camminava.
Quella domenica andiamo a passeggio per il villaggio,
passiamo davanti alla nuova chiesa verde dei mormoni proprio
mentre la gente di William B. Merrillee esce dalla funzione
religiosa. Ida Richilieu, Alma Hatch, Dellwood Barker
e io, che percorriamo Pine Street, passiamo davanti alla scuderia
di Damn Dave, al negozio di Stein, alla drogheria di
North, tutti in bianco.
Quando passiamo davanti al barbiere, gli uomini seduti
sulla panchina smettono di parlare. In quel momento il reverendo
fratello Josiah Helm e Blumenfeld, il nuovo vicesindaco
di Excellent, escono dall'ufficio postale. Sono proprio sotto
la bandiera americana quando ci vedono. Si bloccano sul
posto.
Era la prima volta che vedevamo Blumenfeld nel villaggio.
Ida Richilieu e Alma Hatch continuano a camminare
senza dire niente. Anch'io rimango zitto. Invece Dellwood
Barker parla. Si tocca la bombetta bianca.
Buongiorno, sceriffo! grida a Blumenfeld. Ah, ma lei
non  pi sceriffo, vero? Che peccato! fa Dellwood, parlando
come uno che si  sempre vestito di bianco. Un po' di ordine
e legalit non guasterebbe proprio in un paese pernicioso
come questo.
Io, Ida e Alma scoppiamo a ridere quando dice "pernicioso".
Per ho sentito dire che continua a ricoprire una carica
pubblica gli dice.
Gli occhi di Blumenfeld diventano due fessure nella sua
faccia.
A quanto pare, nessuno sa ancora che tipo di carica lei ricopra
per il pubblico, sceriffo. Potrebbe gentilmente fornirci
qualche delucidazione? dice, appoggiandosi al suo bastone.
Blumenfeld non si muove, non parla.
Be', sceriffo, quale che sia la sua carica continua, facendo
scivolare il bastone all'interno della coscia, non si faccia
alcun problema a chiedere, nel caso avesse bisogno di una
mano.
In quel momento Ida Richilieu amava moltissimo Dellwood
Barker. Si vedeva l'amore nei suoi occhi, nei suoi occhi all'ombra
del parasole bianco. Lo amava perch parlava di sua
iniziativa, perch combatteva la guerra, perch aveva fatto
propria la guerra di Ida.
Avevamo smesso tutti di camminare ed eravamo fermi in
Pine Street, non lontani dal posto in cui Billy Blizzard aveva
ucciso il suo cavallo, non lontani dal posto in cui Damn Dave
si era fottuto l'aria dopo che Billy Blizzard l'aveva fatto
ubriacare: in quel punto sotto la bandiera dove erano successe
cos tante cose.
Blumenfeld scende dal marciapiedi e ci viene lentamente
incontro. Sembra che cammini per un'eternit. Non portava
pi la pistola. Neanche gli uomini vicini alla panchina
riuscivano a vedere una pistola. Dellwood non si muove di
un millimetro, rimane l appoggiato al suo bastone, sorridendo
senza sorridere. Avrei voluto potermi cambiare i vestiti.
Ida Richilieu non si muove, con mia enorme sorpresa non
dice una parola. E neppure Alma Hatch.
Blumenfeld si ferma davanti a Dellwood. Era grosso il
doppio di lui.
Dellwood Barker dice alla fine. Che strano rivederti!
Dellwood lo stava fissando nell'occhio sinistro.
E il venditore di Bibbie fa, sollevandosi i pantaloni mentre
mi guarda. Aloisius Hatch, no?
Alma fa: Di sicuro si sta sbagliando, signor vicesindaco.
Aloisius Hatch era il mio caro marito!.
Mi scusi, signora, ma io non dimentico mai le facce dice
Blumenfeld.
L'ultima volta che l'ho visto, per continua, ricordo
che Aloisius Hatch non era tutto in ghingheri come adesso;
l'altra volta puzzava di merda indiana.
Il reverendo fratello Josiah Helm sorride sentendo l'ultima
frase, insieme a qualche altro uomo. Vederli sorridere mi
fa uno strano effetto e all'improvviso, prima che io me ne
renda conto, il mio corpo comincia ad andare in tutte le direzioni,
e la mia gamba si solleva e tira un calcio nelle palle
di Blumenfeld. Sento le sue palle attraverso il cuoio sottile
delle scarpe. Fossi andato un po' pi a sud, gli avrei ficcato
il piede nel culo.
Blumenfeld si piega in avanti e comincia a vomitare una
roba orribile. Sembrava che stesse sbraitando contro i suoi
stivali.
Rimaniamo in strada a guardarlo, Ida Richilieu, Alma Hatch,
Dellwood Barker e io. Anche il reverendo fratello Josiah
Helm resta l, e gli uomini davanti al barbiere, sono tutti l
che guardano. Su all'Ida's Place Gracie Hammer e Ellen Finton
tirano indietro la tenda della finestra della stanza 11.
Nessuno si muove.
Dopo un po', noi quattro ci rimettiamo in marcia. Abbiamo
appena superato l'Ida's Place quando Blumenfeld ritrova
la voce. Voi due prima o poi vi becco. Tenete bene a mente
le mie parole. Voi due siete morti!
Poi il reverendo fratello Josiah Helm comincia a maledirci,
a condannarci alla dannazione eterna.
Poi sembrava che stesse gridando tutto il villaggio.
Non  delizioso, essere pernicioso? 'Fanculo 'sti mormoni
figli di troioni comincia a cantare Ida, seguita da Alma,
poi da Dellwood e da me.
Per quando finiamo di cantare, rimaniamo tutti zitti.
Attraversiamo Chinatown, il cimitero, passiamo davanti
alle sorgenti calde camminando per un sentiero lungo il fiume,
Ida e Alma a braccetto sotto gli ombrellini, io e Dellwood
dietro di loro, diretti al posto che Ida aveva preparato: il tavolo
con la tovaglia a quadretti rossi e bianchi e quattro sedie
intorno, all'ombra, nel posto dove il fiume  pi largo,
dove sembrava verde. Seduti al tavolo, beviamo vino italiano
e mangiamo cibo da europei, come dice Ida: uova nere di
pesce, fegatini di pollo, salmone affumicato e anitra, formaggio
puzzolente, un tipo di pane ebreo e della frutta. Passiamo
tutto il giorno seduti al tavolo vicino al fiume a mangiare
quelle cose europee, a bere vino italiano da veri
bicchieri da vino, ordinati anche quelli da Sears and Roebuck;
 uno degli ultimi pomeriggi caldi, il fiume scorre sopra
i sassi facendoti entrare quel suono nelle orecchie, il sole
 d'oro come in autunno, oro che brilla sulle cose d'oro,
marroni e secche; le vespe si posano sulla frutta, le cavallette
fanno quel verso che non riuscirai mai a imitare, comunque
tu metta la lingua.
Quello  il giorno che non dimentico, quel pomeriggio in
cui noi quattro eravamo seduti al tavolo vestiti di bianco, all'ombra,
vicino al fiume verde.
Era stata un'idea di Ida. Aveva detto che era stanca della
barbarie.
Stanca di scopare con cowboy e minatori e di combattere
i mormoni aveva detto. Quel che mi ci vuole  mettere
un po' di grazia e bellezza nella mia vita. Era ora, aveva
detto.
Cos aveva ordinato tutti i vestiti dal catalogo Sears and
Roebuck, e quando erano arrivati a Excellent non andavano
bene, cos lei e Alma li avevano adattati - i vestiti li avevano
praticamente rifatti - abbassando la scollatura per Alma,
stringendo quello di Ida e togliendo le sottogonne. La mia
giacca era troppo stretta e anche i pantaloni.
Quel ragazzo non smetter mai di crescere aveva detto
Ida.
Ida avrebbe voluto rispedire indietro il mio completo, ma
non poteva aspettare cos tanto. Non so come abbia fatto, ma
quando mi sono provato di nuovo la giacca e i pantaloni mi
andavano bene.
Ida aveva ordinato anche il cibo e il vino da una sua vecchia
amica puttana di Portland, Oregon. Il cibo era in scatola.
Ci aveva messo mesi ad arrivare.
Quel pomeriggio non abbiamo parlato quasi mai, ce ne
siamo stati a guardare e ad ascoltare, godendoci la vista del
posto. I vestiti bianchi che avevamo addosso ci facevano sentire
delle persone diverse. Ci mettevano in imbarazzo. Alma
Hatch si era portata uno specchio. Ha passato quasi tutto il
tempo a specchiarsi. Dellwood in bianco era una cosa che i
miei occhi non si stancavano mai di guardare. La sua pelle
bianca e l'ombra della barba che spuntava dalla pelle morbida.
Ida sembrava una macchia luminosa, un punto cos pieno
di sole che dovevi socchiudere gli occhi per guardarla. Alma
mi dice che sembro un principe straniero arrivato in
America con vestiti americani.
Ida racconta una storia che non aveva mai raccontato su
un vulcano in Italia dove abitava la gente di suo marito. L
c' un santo, ho dimenticato il suo nome dice. Dentro una
chiesa cattolica hanno messo una bottiglia con un po' del
suo sangue. Ogni anno tutti gli abitanti della citt pregano il
santo perch non faccia eruttare il vulcano. Se pregano abbastanza
forte, il sangue diventa liquido e loro sanno di essere
salvi. In caso contrario, sanno di essere destinati a bruciare.
Mentre racconta la storia, la sua mano stringe il gambo del
bicchiere. Quando la storia finisce, Dellwood le versa dell'altro
vino rosso. Sul tavolo, vicino al bicchiere di Ida, c'erano
delle fette di pane tagliate da un filone. Sulla tovaglia a quadretti
c'erano le briciole.
Dellwood ci racconta che una notte ha incontrato un animaletto
con le orecchie grosse che saltava su due zampe,
parlava inglese e gli ha svelato dei segreti.
La luna  l'occhio sinistro di Dio gli aveva detto l'animaletto.
Ha detto anche che sarei morto tra le braccia del
mio vero figlio nel posto che mi appartiene veramente.
Alma Hatch traduce quel che dicono gli uccelli intorno a
noi. Gli uccelli dicono di avere il cuore pieno d'amore fa,
perch le quattro persone vestite di bianco sedute a questo
tavolo - i cuori di queste quattro persone - sono cos pieni
d'amore che la maggior parte della gente non sapr mai che
cosa significa.
Io non parlo molto. Quando noi quattro eravamo insieme,
non dicevo mai granch. A meno che non bevessimo o fumassimo.
In quei casi parlavo molto. Dellwood mi chiamava
Fuori-di-testa. Mai che mi ricordassi quel che avevo detto.
Quel giorno avevo voglia di parlare, per non sapevo che cosa
dire. Cio, sapevo quel che volevo dire, per non sapevo
come dirlo. Se dovessi dire adesso quel che volevo dire allora,
avrei delle difficolt, anche se  semplice: "Grazie, Penna
di Gufo, per aver soffiato il tuo respiro di vita dentro di me
in modo che io potessi essere qui oggi".
Avrei detto: "Grazie, Grande Mistero, per avermi lasciato
stare con della gente che parla con gli animali, e a cui gli animali
rispondono".
Avrei detto: "Grazie per questo vino italiano e per queste
scarpe che ho ai piedi, che poggiano sull'erba d'oro sotto
questo sole d'oro".
Avrei detto: "Grazie per averci fatto disegnare da Damn
Dave su una busta da qualche parte".
Avrei detto: "Grazie per Dellwood Barker, grazie per Alma
Hatch, grazie per Ida Richilieu, grazie per me".
"Nulla ci dovr mai pi separare" avrei detto. "Me e Ida e
Alma e Dellwood."
"Nulla dovr mai pi separare me da me."
Dire quelle cose era difficilissimo per me, e quel giorno
non ho detto niente, perch avevo paura di fare scomparire
tutto parlando ad alta voce. Non bisogna mai dire forte il
proprio nome davanti al diavolo. E non si dice nemmeno direttamente
quel che si prova, perch lui potrebbe sentirti e
portarti via tutto, e magari poi arriva davvero qualcosa a separare.
Per  arrivato lo stesso. Quindi, tanto valeva che
parlassi.
...
.
...
Libro Quattro.
...
.
...
C'era una volta: il diavolo.
...
.
...
Parte prima.
...
.
...
I Wisdom Brothers.
...
.
...
Il giorno in cui tutto comincia a separarci  quello in cui Ida
Richilieu scopre che William B. Merrillee sta per arrivare nel
villaggio.
Era anche il giorno dei tre cartelli: quello dei mormoni,
quello dei Wisdom Brothers e quello di Ida.
Sono stato io il primo a vedere quello dei mormoni; il primo
non-mormone, cio. Qualsiasi non-mormone, vedendolo,
avrebbe fatto esattamente quel che ho fatto io, cio l'avrebbe
portato a Ida, e fino a quel momento nessuno gliel'aveva portato.
Era stampato in lettere nere su fondo bianco ed era attaccato
sul portone della chiesa verde dei mormoni. Non ho dovuto
leggerlo fino in fondo per capire che cosa diceva. Diceva guai
Ida era in un punto soleggiato dietro il bancone del bar
con il suo vestito buono e il grembiule ad asciugare bicchieri.
C'era solo Doc Heyburn con lei. Mi chiudo la porta alle
spalle. La stufa di Thord Hurdlika riscalda bene tutte le cose.
Consegno il cartello a Ida. Lei lo apre e lo legge ad alta
voce: Inaugurazione ufficiale della fabbrica di William B.
Merrillee. William B. Merrillee in persona, la banda itinerante
di Mountain Home, raccolta di fondi per beneficenza, picnic
davanti alla chiesa - tutte e due le chiese - quella bianca e
quella verde e poi fuochi d'artificio... il 4 luglio.
Vado a mettermi vicino alla stufa, un po' per stare al caldo,
ma soprattutto per lasciare spazio a Ida. Lei, per, non fa
quello per cui io le avevo lasciato spazio. Si mette a ballare,
tenendosi vicino il cartello come un cavaliere e roteando per
il saloon. Io e il dottore ci guardiamo. Quando lei smette, 
senza fiato. Poi d al cartello un bacio sonoro.
Che bellezza! fa Ida. Proprio lui, l'unico al mondo! Finalmente
abbiamo l'opportunit di vedere con i nostri occhi
il profeta di Dio: William B. Merrillee! Accidenti, proprio
lui, in carne e ossa a Excellent! Ah, l'umanit!
Grandioso! Grandioso! Finalmente il diavolo avr quel che si merita.
Ida attacca a ballare anche con il secondo cartello. Provvidenza, lo chiama.
p-r-o-v-v-i-d-e-n-z-a spiega scandendo le parole, significa
come andranno a finire le cose.
Il secondo l'ha visto prima di me. Era attaccato dietro alla
diligenza di quella mattina. Non appena l'ha visto, l'ha staccato
- come avevo fatto io con quello attaccato al portone
della chiesa verde dei mormoni - e poi  corsa all'Ida's Place
e si  messa a ballare con quello. In quel momento c'erano altre
persone nel bar, non solo Doc Heyburn. Ida, per, non ci
ha badato. Si  messa a ballare, a cantare e a ripetere in continuazione "Provvidenza".
Poi ha attaccato il cartello allo specchio dietro il bancone.
Era la prima volta che ci appiccicava qualcosa. Lettere d'oro
e a svolazzi, bordate di rosso: "The Wisdom Brothers
- Ulysses, Homer, Virgil, e Blind Jude, il cieco - autentici jubilee
minstrel di colore che suonano purissime melodie delle
piantagioni e canzoni del soleggiato Sud".
Negri autentici. Non tybo con la faccia annerita da tappi di
sughero bruciati, ma gente di colore.
Dei veri nig, per dirla con le parole di Alma Hatch.
Quando i miei occhi finiscono di leggere il cartello, so gi
che Ida Richilieu ha in mente un piano. Voleva vincere la
guerra contro i mormoni con la battaglia del 4 luglio.
Ida passa tutta la notte nel cerchio di luce della sua camera
a preparare il terzo cartello. Il giorno dopo era appeso sulla
veranda davanti dell'Ida's Place, vicino alla porta d'ingresso,
con colori e caratteri di tutti i tipi: "Grande celebrazione
del Quattro luglio all'Indian Head Hotel! Tutte le
bevande a met prezzo in onore del Giorno dell'indipendenza
della nostra grande nazione! Musica al pianoforte, balli e canti!
"Spettacolo speciale con: The Wisdom Brothers! Ex schiavi
che arrivano dritti dritti dalla loro piantagione della Louisiana!
Autentici jubilee minstrel di colore qui a Excellent per divertirvi e edificarvi!".
La Provvidenza ci ha messo circa tre mesi per arrivare a Excellent,
Idaho. Mentre l'aspettavamo, io e Dellwood Barker,
Alma Hatch e Ida Richilieu abbiamo fatto pi o meno le stesse
cose di sempre. Cose di famiglia: ci occupavamo degli affari,
ci lavavamo alle sorgenti, facevamo contenti i nostri
clienti, vendevamo un bel po' di whisky, ne bevevamo noi
stessi, passavamo il tempo a Chinatown.
Ida suonava il piano e anche Dellwood. Io e Alma ballavamo.
Ci sedevamo intorno al tavolo della cucina come una famiglia
normale e parlavamo di affari, dei nostri clienti, di
cazzi grossi e piccoli. Parlavamo di filosofia, e Dellwood e
Ida non erano mai d'accordo.
La discussione pi accesa che avevano avuto fino a quel momento
era stata su un albero che cade nella foresta. Dellwood
diceva che se non c' nessuno a sentirlo, l'albero che cade
non fa nessun rumore.
Secondo Ida era una stronzata colossale, perch tutte le
cose che cadono fanno rumore comunque, che ci sia o meno
qualcuno a sentirlo.
Dellwood diceva che, in realt, non ci sono neanche gli alberi
e le foreste se tu non sei una persona che si racconta la
storia degli alberi e delle foreste.
Ida diceva che se tu cadi e ti rompi un braccio, quello rimane
rotto anche se nessuno ti ha visto mentre cadevi e te lo rompevi.
Quei due potevano andare avanti a discutere per l'eternit.
Soprattutto sull'albero che cade. Per Dellwood diceva
che loro due non litigavano sull'albero, ma di filosofia. Discutevano
su che cosa era reale. Dopo un po' era diventato il
loro unico argomento di discussione: che cos' reale e quel che significa.
Io, per me, pensavo che il reale era la stessa cosa dell'uccello
corriere, e che parlarne, quindi, era per forza una perdita di tempo.
Oltre che di quel che era reale, Ida parlava di mormoni e
della visita di William B. Merrillee a Excellent. Dellwood
Barker parlava della luna. Alma parlava degli uccelli di primavera e dei suoi capelli.
Per c'era una cosa nuova di cui parlavamo e cio dei
Wisdom Brothers, e siccome parlavamo dei Wisdom
Brothers, parlavamo anche di Abramo Lincoln - non il cavallo,
il presidente - del Proclama di Emancipazione e della
Guerra di secessione, della schiavit e della gente di colore in generale.
Della gente di colore sapevo solo che Big Foot aveva un
po' di sangue negro e quel che avevo sentito sui Buffalo Soldiers.
La gente di mia madre non amava molto i tutybo (i
bianchi neri), perch i tutybo erano i Buffalo Soldiers, e quelli
avevano ucciso moltissimi indiani.
Dellwood Barker sapeva molte altre cose sui tutybo. Diceva
che da bambino, a New York City, era vissuto culo contro
culo con la gente di colore. Diceva che erano persone che si
raccontavano storie come tutte le altre persone.
Alma Hatch dice che ha visto delle negre che lavoravano
come domestiche e cuoche nei quartieri in cui era cresciuta
a Minneapolis, Minnesota. Poi dice che, quando vendeva
Bibbie con il marito Aloisius Hatch, i suoi migliori clienti
erano di colore. Aveva conosciuto un negro nano al circo,
che si chiamava Pickaninny Pete, che le arrivava al massimo
all'inguine. Alma dice che Pickaninny Pete era gentile e
simpatico, ma che quando si ubriacava era cattivo e bisognava
stare attenti. A parte quello, dice che ha visto dei negri
solo negli spettacoli dei minstrel. Dice che amavano tutti
ballare, cantare e lodare il Signore e che assomigliavano a
scimmie e avevano dei labbroni che la facevano sempre ridere.
E non  l'unica cosa che hanno grossa dice.
Ida Richilieu aveva visto un bel po' di cazzi negri a suo
tempo. Era d'accordo con Alma che erano i pi grossi del
mondo, ma che bisognava stare attenti alle storie sulla gente
di colore, perch per lo pi erano storie raccontate dai bianchi,
e i bianchi, quando si trattava dei neri, uscivano un po'
di testa, o anche un po' tanto, e le storie di negri pazzi raccontate
da bianchi pazzi dovevano dar da pensare.
C'era un'altra cosa dei negri su cui Dellwood e Ida Richilieu
erano d'accordo, voglio dire sulla filosofia. Cio la filosofia
che le persone sono tutte esseri umani, che si facessero
la riga nei capelli da una parte o dall'altra, che avessero le
labbra grandi o piccole, che appartenessero a una trib oppure
a un'altra.
Solo che certa gente  pi stronza di altra dice Ida. Il
fatto che siano neri, bianchi, rossi o verdi non vuole dire
niente.
Dellwood dice: Tutti noi ci mettiamo i pantaloni una
gamba alla volta. I pantaloni cambiano e le gambe cambiano,
ma quel che conta  la capacit di indossarli.
Dellwood e Ida in quello erano simili. Entrambi credevano
che tutti gli esseri umani erano stati creati uguali, come
dice la Costituzione degli Stati Uniti d'America - tutti, cio,
a parte i mormoni. Ida non li considerava esseri umani, i
mormoni, e se  per questo neanche la maggior parte dei cattolici,
e persino certi elementi del suo popolo, gli ebrei, e anche
alcuni battisti, perch secondo lei, la maggior parte della
gente religiosa ha rinunciato al diritto di essere umana e pretende
di avere il dono della verit divina, mentre gli altri secondo
loro non hanno nessuna verit.
Senza una verit propria una persona non  una persona
diceva Ida. E se qualcuno lo nega  un asino e non  pi
degno di essere considerato un essere umano.
Questo  l'ideale del nostro paese: essere se stessi e lasciare
in pace gli altri. Questo  il mio modo di intendere la
libert dice Ida. Quindi i mormoni, la maggior parte dei
cattolici, alcuni ebrei e battisti, non solo non sono esseri
umani, bens neanche americani. Ida credeva a tutto ci
perch, come diceva lei, era fatta cos.
Non chiedermi di cambiare diceva.
Anche Dellwood Barker credeva in queste cose, perch era
sempre d'accordo con Ida Richilieu, quando non discutevano
di filosofia e di quel che  reale.
La festa di William B. Merrillee era di domenica. Domenica 4
luglio. Quella di Ida, invece,  cominciata il venerd, il 2 luglio.
La Provvidenza era un rumore. Non so per quanto tempo
l'ho sentito: il rumore dei cambiamenti in arrivo, il rumore
dei guai. Forse l'avevo sentito per tutta la vita e, per chiss
quale motivo, me ne sono accorto solo quella mattina.
Era quasi mezzogiorno. Stavo cambiando le lenzuola nella
stanza 11. Sento un fracasso, non  una cosa normale - tipo
come quando Dellwood Barker suonava il piano prima che
Ida gli insegnasse a suonare - un rumoraccio, di quelli che ti
fanno rizzare i capelli sulla testa. Che ti fanno rientrare le
palle nelle budella.
Il rumore prima era debole, poi  diventato sempre pi
forte. Quando  diventato cos forte che le mie orecchie non
potevano pi non sentirlo, sono andato alla finestra, ho
guardato dalla finestra della stanza 11. Ho spostato il geranio
e ho guardato gi in strada.
Dove una volta avevo visto Billy Blizzard che ammazzava
di botte il suo cavallo.
Dove una volta avevo visto Damn Dave vicino al pino sotto
la bandiera americana con il cazzo di fuori, che si fotteva
l'aria e rideva come un matto mentre il suo cane ululava.
Lo stesso posto dove avevo rivisto lo sceriffo Blumenfeld.
E di nuovo, quella mattina, guardando dalla finestra della
stanza 11, non potevo credere ai miei occhi.
La Provvidenza.
Negri autentici.
Quattro esseri umani neri seduti uno vicino all'altro sul
sedile di un carro. Pentole, padelle e altre cose appese facevano
un fracasso simile alla musica cinese. Mai visto un carro
come quello - era colorato di tutti i colori dell'arcobaleno
e tirato da un mulo rozzo e chiassoso che ragliava facendo
un baccano della malora.
Corro gi per le scale di dietro ed esco dalla porta, inciampando
come un bambino, passo sotto le lenzuola bagnate
stese sui fili, esco in strada davanti all'Ida's Place, nello stesso
posto vicino al pino di Pine Street, sotto la bandiera.
Non era mai esistito un carro come quello.
Era colorato di giallo, rosso e verde. I raggi di ogni ruota
erano tutti di un colore diverso: non solo giallo, rosso e verde,
ma anche nero, blu e colori che non sapevo neanche come
si chiamavano. Due raggi erano di un rosa ancora pi rosa
di quello con cui avevo dipinto l'Ida's Place. Ai lati del
carro erano dipinti dei negri autentici che cantavano e ballavano,
uno suonava un banjo a manico lungo, tutti sorridevano
da orecchio a orecchio. In cima alla figura, su entrambi i
lati c'era una scritta a grossi caratteri a svolazzi rossi e gialli:
"The Wisdom Brothers - Ulysses, Virgil, Homer e Jude, il cieco.
Autentici schiavi negri liberati!".
Sotto la figura dei negri che ballavano e cantavano c'era
scritto questo: "Cantano canzoni Jubilee, purissime melodie
delle piantagioni, e canzoni del soleggiato Sud".
Vado dietro al carro. Sul telo della copertura era stata cucita
una Union Jack. Sotto la bandiera, sulla tela, a inchiostro,
c'era scritta la parola "Freedom", libert.
Sollevo il lembo e guardo dentro il carro. Vedo solo buio.
Sento odore di pelle, liquore, frutta matura, farina d'orzo e
sudore d'uomo cos forte da farmi girare la testa.
Il mulo portava un cappello di paglia con sopra un garofano
rosso e, giuro, sulle sue grosse labbra di mulo aveva
perfino il rossetto. Quando l'animale cominciava a ragliare
mostrando i denti e a contorcere le labbra rosse, ti faceva ridere
cos tanto che neanche tu credevi di poter ridere in
quel modo.
I Wisdom Brothers gli correvano intorno per cercare di
farlo smettere di strepitare, per pi ci provavano pi il
mulo si agitava: scalciava, scoreggiava e cercava di mordere
il primo che gli capitava a tiro. Mi avvicino a Dellwood,
che era davanti all'ufficio postale insieme a Metaphor, a
Damn Dave e al suo dannato cane. Damn Dave rideva cos
forte che sembrava che ce l'avesse duro, e naturalmente anche
il suo cane abbaiava e faceva un macello della malora
come il mulo. Anche Metaphor moriva dalla voglia di buttarsi
nella zuffa. Dellwood si teneva vicino il cane e faceva
quel che faceva sempre quando c'era qualcosa di nuovo:
scrutava.
 una recita diceva Dellwood Barker. Se scruti abbastanza
attentamente, lo vedi dice Dellwood.  cos che i
Wisdom Brothers si guadagnano da vivere.
Pi o meno in quel momento, il mulo d un calcio a uno
dei negri - doveva essere quello cieco perch gli  andato
praticamente addosso - cos forte da farlo rotolare dall'altra
parte di Pine Street.
Anche i negri gridavano tutti, uno contro l'altro e al mulo,
in una lingua assurda che solo ogni tanto assomigliava vagamente
all'inglese.
A quel punto si era radunata una folla di gente l intorno
- clienti del bar, persino mormoni - che guardava chiedendosi
che cosa diavolo stavano vedendo i loro occhi.
Thord Hurdlika  arrivato di corsa con le labbra tremolanti,
Fern Hurdlika dietro di lui. Doc Heyburn  uscito dal bar inciampando.
Gli uomini seduti davanti al barbiere si sono alzati
tutti per vedere meglio. Ellen Finton e Gracie Hammer
erano affacciate a una delle finestre dell'hotel.
Poco dopo la gente ha cominciato a ridere perch non sapeva
cos'altro fare - me compreso. A quel punto  uscita anche
Ida Richilieu. Rideva tenendosi lo stomaco.  stata l'unica
volta che l'ho vista ridere cos tanto da sobria.
Il mulo ha bisogno di acqua alla fine capisco che stavano
dicendo i negri. Corro all'Ida's Place, prendo un secchio
dalla veranda di dietro e lo do a quel tizio. Gli mostro il rubinetto
rosso vicino all'abbeveratoio dei cavalli, dall'altra parte
della strada, davanti al barbiere. Lui corre al rubinetto,
riempie il secchio e torna in fretta dal mulo proprio mentre
un altro negro arriva di corsa da dietro il carro, gli strappa il
secchio dalle mani e lo getta sulla schiena del mulo. Il mulo
inarca la schiena e comincia a scalciare. Un altro prende il
secchio, corre al rubinetto, lo riempie di nuovo e corre indietro
di corsa, inciampa e lo rovescia di nuovo addosso all'animale.
Questo inarca la schiena e scalcia.
Quando smettono di cercare di dare l'acqua al mulo, tutti
i negri sono bagnati fradici e la strada - dal rubinetto al carro
- era una grossa pozza di fango in cui i quattro erano caduti
almeno venti volte. Alla fine, uno di loro - il pi grosso
- riesce a portare il secchio alle labbra rosse del mulo. Questo
si fa una lunga bevuta - il tizio sorride e si guarda intorno
tutto soddisfatto di s. Poi, all'improvviso, il mulo tira
indietro la testa e sputa tutto il secchio d'acqua in faccia al
negro.
Era la prima volta che vedevo dei mormoni ridere.
Dopo di che i quattro si mettono in fila di fianco al carro:
Homer Wisdom! dice il pi grosso. Ulysses Wisdom! fa
l'altro. Virgil Wisdom! l'altro ancora. Jude "il cieco" Wisdom!
dice quello cieco. Poi fanno un inchino profondo al
pubblico.
Io guardo dall'altra parte di Pine Street. Dovevano esserci
quaranta persone che battevano le mani e acclamavano. Non
avevo mai visto Pine Street cos. E non l'avrei neppure pi rivista
cos.
Il primo giro di bevute lo offre la casa! grida Alma Hatch.
Venite, ragazzi!
Quasi tutti - persino i mormoni - seguono Alma Hatch
nell'Ida's Place. In Pine Street rimaniamo solo noi: il reverendo
Helm, Blumenfeld, Ida Richilieu, Dellwood Barker,
Damn Dave e il suo dannato cane, io, i Wisdom Brothers e il
loro mulo.
Comincia a piovere anche se splendeva ancora il sole. Pioggia
su Pine Street e sole praticamente dappertutto. Il diavolo
picchia la moglie diceva sempre Ida tutte le volte che c'erano
la pioggia e il sole nello stesso momento, e infatti lo dice. L in
piedi in veranda dice: Il diavolo picchia la moglie.
Uno dei Wisdom Brothers - quello che avrei conosciuto
come Ulysses - si fa avanti e le parla. Non lo capisco anche
se parla lentamente. Dice qualcosa tipo: Noi rimaniamo qui
fuori con il nostro carro e il nostro mulo, signora.
Ida Richilieu gli chiede di ripetere gentilmente quel che ha
detto.
Per tutto il giorno e la notte che i Wisdom Brothers trascorrono
con noi  la cosa che gli chiediamo di pi noi quattro,
Ida, Alma, Dellwood e io: Scusa o Pardon o Potresti
ripetere, per favore?.
Staremo benissimo qui con il carro e il mulo, signora fa
Ulysses.
Assurdo fa Ida Richilieu. Adesso venite dentro nel mio
bar a farvi un bicchiere con me dice Ida.
Non vogliamo disturbare, signora. Il carro va bene dice
Ulysses.
Va bene il carro! Va bene il carro! Io sono Homer, signora
fa Homer, andando vicino a Ulysses. Il carro  un buon
carro, signora!
Quello che chiamano Virgil si scrolla tutto, si china, si
gratta il ginocchio e si rialza in piedi. Il carro  la nostra casa
fa Virgil.  meglio non abbandonarlo.
Blind Jude Wisdom, il cieco, non si fa avanti, rimane l a
sorridere, come non ha smesso di fare dall'inizio.
Seguitemi, signori! dice Ida Richilieu, parlando come
parla sempre con gli uomini, con i suoi clienti, come un'insegnante
o una madre, non come una puttana.
Ulysses guarda Homer e Virgil e, a loro volta, Homer e
Virgil guardano Ulysses, e poi si guardano tra loro, e alla fine
tutti guardano Blind Jude.
La signora fa tutto compreso dice Homer sottovoce ai
suoi fratelli, scrollando le spalle. Lei  Miss Ann! Sia lodato
il Signore! Mai fatto in vita nostra, ma se lei dice di andare, ci
conviene andare!
Ida fa girare le sottane ed entra nel saloon. Ulysses la segue
nell'Ida's Place per primo, poi arrivano Homer, Blind Jude
e Virgil, e infine Dellwood e io. Quando siamo tutti dentro,
mi guardo intorno. Il reverendo Helm e Blumenfeld
salgono in veranda e rimangono sulla porta aperta.
Alma Hatch  dietro il bancone a servire whisky alla folla
di uomini. I mormoni sono tutti vicini alla parete opposta,
alcuni sorseggiano bevande alla salsapariglia e si guardano
intorno, perch sono in un vero bar. La maggioranza, per,
rimane vicino alla finestra, il pi lontano possibile dal whisky.
Ida fa segno a Ulysses e a noialtri di spostarci in un punto
particolare del saloon. Allora sale le scale, si ferma in corridoio
al solito posto vicino alla balaustra, scruta la folla e
poi va in camera sua.
I Wisdom Brothers, Damn Dave e il suo dannato cane,
Dellwood e io ci mettiamo dove ci ha detto Ida, tra i mormoni
e gli uomini che bevono. Dellwood va a prendere un whisky
per tutti - persino per Damn Dave.
Ida, come al solito, ci mette il suo tempo per scegliere il
vestito, poi torna fuori e si ferma di nuovo vicino alla balaustra.
Ha il vestito azzurro.
Dellwood Barker mi d un'occhiata di quelle che si capisce
che sa gi come andr a finire. Io guardo Ida in alto e lo
vedo anch'io.
Il discorso di Ida: Signori e signore, mi conoscete tutti. Mi
chiamo Ida Richilieu. Sono la proprietaria di questo hotel e
saloon. Sono anche vostra amica e vicina di casa e, in molti
casi, vostra partner in affari.
Quando Ida aveva cominciato a parlare nel bar c'era confusione
e lei aveva dovuto alzare la voce per farsi sentire. Ma
quando arriva a "partner in affari" il bar  gi silenzioso.
Quel che sto per dire, lo dico come proprietaria, vicina,
amica e partner in affari.
Il nostro paese ha combattuto una sanguinosa guerra civile,
fratello contro fratello, per la causa della libert. Abramo
Lincoln, il nostro pi grande presidente,  stato assassinato
per essersi schierato contro la schiavit. Abbiamo
combattuto una guerra sanguinosa, fratello contro fratello, e
abbiamo vinto. Il Proclama di Emancipazione ha messo fine
alla schiavit in questo paese. I negri sono gente libera, proprio
come i bianchi. Sono liberi di aspirare alla vita, alla libert
e alla felicit.
Come proprietaria, amica, vicina e partner in affari, io,
Ida Richilieu, secondo lo spirito del grande presidente Abramo
Lincoln, non tollerer nessuna azione da parte di anime
non libere e inclini a schiavizzare gli altri verso qualsiasi essere
umano, compresi gli uomini qui presenti: i Wisdom
Brothers. Se qualcuno non  d'accordo con me, allora se ne
vada da questo bar e non ci ritorni pi. Non  benvenuto a
casa mia. Non tollerer che venga compromessa una cosa a
cui io tengo moltissimo: l'inimitabile sacralit dello spirito
umano.
Se rimarrete potrete bere whisky gratis, ma non dovrete
assaggiarne neanche una goccia, se non siete felici di dare il
benvenuto a questi uomini.
Ida era in paradiso. Aveva gli occhi di tutti addosso, di
ogni uomo e di ogni donna presente. Percorre il corridoio,
scende le scale sollevandosi la sottana del vestito azzurro,
mostrando le caviglie e i polpacci. Al bar afferra una bottiglia
di whisky, si versa un bicchiere, raggiunge Ulysses e
gli riempie il suo, poi quello di Homer, di Virgil e di Blind
Jude.
Vi propongo un brindisi! dice sollevando il bicchiere.
Wisdom Brothers! Benvenuti a Excellent, Idaho! Questo saloon
 casa vostra! Di sopra sono pronte le vostre stanze e il
whisky per voi  gratis!
Tutti esultano e battono le mani, persino alcuni mormoni,
cio uomini e donne mormoni. Poi, tutto d'un tratto, siamo
solo io, Dellwood, Ellen e Gracie, Alma e Damn Dave e
Thord Hurdlika che acclamiamo e battiamo le mani.
Mi guardo intorno. Il reverendo Helm era entrato dalla
veranda insieme a Blumenfeld, e i due erano dentro l'Ida's
Place.
Dovrebbero starsene nel loro carro! fa Blumenfeld. Il
loro posto  quello!
Sono abituati a dormire nel loro carro! dice il reverendo
Helm. Qui ci sono letti per uomini bianchi!
Non c' posto per la loro razza qui! grida un uomo al
bar.
Questo  whisky dei bianchi! strepita un altro.
Il Libro di Mormon ci dice tutto di questa gente fa il reverendo
Helm. Ora chiedo gentilmente a tutti i Santi degli
Ultimi Giorni di fede sincera di uscire da questo saloon.
Damn Dave attacca a piangere con lamenti e singhiozzi
fortissimi, e il suo cane uguale. Non si sentiva nient'altro nel
saloon, a parte il rumore della pioggia e della gente che usciva.
I mormoni se ne vanno per primi, poi gli uomini al banco.
Doc Heyburn ordina un altro whisky, se lo trangugia ed
esce anche lui.
Thord Hurdlika rimane. Ellen Finton e Gracie Hammer rimangono.
Damn Dave e Damn Dog, Alma Hatch, Dellwood
Barker, i Wisdom Brothers e io rimaniamo.
Ida non batte ciglio.
Ora brindo ai Wisdom Brothers, i nostri fratelli di un
altro colore, i nostri fratelli di spirito umano. Benvenuti nel nostro
villaggio.
Beviamo tutti.
Alma riempie di nuovo i bicchieri. Beviamo anche quelli.
Fuori, il diavolo continuava a picchiare la moglie, il sole
entrava da una finestra e la pioggia dall'altra.
Homer esita, ma poi non si tira indietro e si riempie il terzo
bicchiere con gli occhi che sudano.
Molto obbligato per l'ospitalit fa Ulysses, ma credo
che nessuno abbia capito quel che ha detto, anche se in quel
momento nessuno ha voglia di dire: Scusa? oppure, Potresti
per favore ripetere?. Infatti tutti facciamo su e gi
con la testa come se l'avessimo capito e ci beviamo un altro
whisky.
Ida li porta di sopra e gli mostra le camere 11 e 12. Blind
Jude e Homer nella 11. Virgil e Ulysses nella 12.
Prima di sedervi sui letti dice Ida Richilieu, come tutti
quelli che vengono nel mio hotel, dovrete farvi un bagno. La
casa del bagno  qui di fianco, vicino al ruscello. Sar pronta
per voi fra mezz'ora. Potete sistemare il carro dietro la casa.
Vi ho gi mandato met del denaro. Domenica avrete l'altra
met. Domande?
Nella baracca, io e Dellwood guardiamo fuori dalla finestra.
Quando i Wisdom Brothers entrano nella casa del bagno
- ognuno con un asciugamano pulito, una pezzuola e un
pezzo di sapone - Ida li segue. Ida gli parla forte: cos forte
che la sente quasi tutto Excellent.
Se chiudete la porta fino in fondo, e anche le finestre, otterrete
l'effetto di un bagno di vapore dice. Oppure lasciatela
aperta, se volete. Potete riempire la vasca con il secchio
vicino alla porta. L'unica cosa che vi chiedo  di lasciare il
posto pulito come l'avete trovato. Gli asciugamani sono vostri
per due giorni, quindi domenica, se ve ne occorre un altro,
chiedetemelo. Domande?
Appena Ida Richilieu torna nell'hotel, io e Dellwood corriamo
alla casa del bagno.
Poco dopo un braccio marrone spunta da tutte e due le finestre
per chiuderle. Il vetro si appanna. Dellwood si mette
vicino a una finestra e io all'altra. All'inizio non capisco
niente di quel che si dicono. Per quel che ne sapevo io, potevano
anche parlare francese, o greco. Poi, dopo un po', le
mie orecchie si abituano al loro modo di parlare.
Pi tardi, fuori nella baracca, io e Dellwood confrontiamo
quel che avevo sentito io con quello che aveva sentito lui.
Questo  quello che abbiamo immaginato si siano detti: Ida
la chiamavano Signora Tutto-Compreso. La chiamavano anche
Miss Ann.
Uno di loro ha detto: "Alleluia, siamo morti. Questo villaggio
sicuramente non vede l'ora di linciare un po' di negri!
E adesso come facciamo?".
Poi un altro ha detto: "Tagliamo la corda adesso, finch
siamo in tempo".
"Cos poi stanotte ci fanno un'imboscata su quella strada,
nossignore!"
Poi credo che sia stato Ulysses a dire: " gi troppo tardi.
Dobbiamo andare fino in fondo".
"Ci ammazzano di sicuro."
"Ci linciano."
"Siamo cibo per orsi."
Rimangono a lungo senza dire niente. Poi riconosco la risata
di Homer. "Dio, Dio" fa, "vi rendete conto? Eccoci qui, i
Wisdom Brothers in un hotel per bianchi, che usiamo asciugamani
e sapone per bianchi, seduti in una vasca per bianchi.
Cristo, merda,  veramente assurdo!"
"E hai visto come ci guardavano quelle donne bianche?"
fa Virgil. "Una bianca non mi ha mai guardato in quella maniera,
mai successo!"
"Ges Cristo Signore abbi piet di noi!" fa Homer. "Li ho
visti. Ho visto anche quei due uomini bianchi che ci guardavano
come a New Orleans! Deve essere una specie di malattia.
Merda! Qui in Idaho, che sia lodato il Signore."
"Magari ci scopiamo una bianca gi che siamo qui!" fa uno.
"Shhh! Parla piano" fa un altro. "Qualcuno magari ti sta
ascoltando, non si sa mai."
Mi schiaccio contro la parete della casa del bagno quando
una mano pulisce il vetro della finestra dal vapore.
"Non si sa mai."
Dopo rimangono zitti per un bel po', e io sento solo il rumore
dell'acqua versata nella vasca e loro che ridono cos
forte, una volta, che mi metto a ridere anch'io, anche se non
avevo idea del perch ridessero.
Dellwood dice che li ha sentiti fare un patto, che dovevano
rimanere uniti, a parte se c'era la possibilit di farsi una
scopata.
Sento uno che dice che Ulysses dovrebbe portare la pistola.
Il mattino dopo, presto, mi sveglio con la musica. Guardo
fuori dalla finestra, dietro alla casa, e poi riguardo. Era cambiato
tutto. Dove prima c'era il carro dei Wisdom Brothers
ora c'era una diligenza. L intorno, sopra delle traverse sostenute
da quattro pali, c'era una tenda di velluto color porpora.
Sulla tenda di velluto c'era scritto in caratteri d'oro luccicanti:
"Comici, e cantanti d'opera, autentici jubilee minstrel
negri, e melodie etiopi". Davanti alla diligenza, sul lato pi
vicino alla baracca, c'era un gabbiotto di legno con su scritto
"Vendita biglietti". Tutt'intorno c'erano sedie prese dall'Ida's
Place.
Mi metto i pantaloni in fretta, e gli stivali, e corro fuori per
dare un'occhiata. I Wisdom Brothers e Dellwood Barker sono
impegnatissimi, i Wisdom Brothers non smettono mai di
cantare, mentre Blind Jude suona il piano di Ida.
Come hanno fatto a portare fuori il piano? domando a
Dellwood.
Io e Homer e il mulo risponde Dellwood.
C' dell'altro caff per chi lo vuole! grida Ida dalla porta
di servizio.
E qualsiasi altra cosa che vi occorre! urla Alma.
In cucina, Ida e Alma stavano preparando la colazione. A
Ida gliel'avevo gi visto fare - una o due volte - ma i miei occhi
non avevano mai visto Alma ai fornelli. Ida indossava
uno dei suoi vestiti buoni e aveva i capelli raccolti in un foulard.
Anche Alma aveva addosso un vestito buono e i capelli
raccolti a crocchia.
Tutto era cambiato.
Chiaro come la luce del sole: era amore.
Alma Hatch innamorata. Ida Richilieu innamorata.
Erano nel periodo dell'ovulazione, tutte e due.
Fortunati quelli che vi prenderanno per moglie dico a
Ida e ad Alma.
Nessuna di loro mi sente. Cio, fanno finta di non aver
sentito. Continuano a cucinare.
Mi verso una tazza di caff e torno fuori. Ulysses, Virgil,
Homer e Dellwood stavano tirando fuori qualcosa come un
tappeto arrotolato dal retro del carro. Ulysses e Virgil da una
parte e Dellwood e Homer dall'altra, Dellwood che cercava
di avvicinare il pi possibile il suo corpo a quello di Homer.
Chiaro come la luce del sole.
Anche Dellwood era nel periodo dell'ovulazione.
Mi siedo con il caff in un punto soleggiato sui gradini
della veranda di dietro e scruto.
Quel che vedo  una grande famiglia felice. Ulysses, Virgil,
Homer e Dellwood portano il tappeto sulla piattaforma
di legno, lo srotolano e non  per niente un tappeto, ma un
grosso quadro. Lo chiamano sfondo. Dellwood e Homer tirano
da una parte, Ulysses e Virgil dall'altra, e lo vedo con i
miei occhi: un bellissimo dipinto enorme di una grande casa
bianca con i pilastri e gli alberi che secondo Homer crescevano
al Sud. Blind Jude suona una melodia etiope orecchiabile
che ti fa venir voglia di ballare.
Loro, Ulysses, Virgil, Homer e Dellwood, ballano sul palco.
 pronto da mangiare! grida Ida Richilieu, e lei e Alma
portano fuori dei piatti con uova e grosse fette di prosciutto
affumicato di Damn Dave, pane lievitato con lievito naturale
e patate. Io entro per prendere le tazze e un'altra caraffa di
caff, poi ci sediamo tutti a gambe incrociate sul palco davanti
alla grossa casa bianca con i pilastri e gli alberi. Ida
chiede a Homer di pregare, e Homer prega con la voce che
canta e parla allo stesso tempo al Signore, dopo di che ci buttiamo
tutti sul cibo.
Mentre mangiavo, scrutavo.
Appena arrivati, i Wisdom Brothers mi erano sembrati
tutti uguali: tutti lo stesso negro. Erano tutti neri con i capelli
neri e crespi e vestiti vecchi. Grosse labbra sorridenti di un
colore che mi sono domandato se non avevano altre parti del
corpo di quel colore. Blind Jude era l'unico che si distingueva
all'inizio: le palle degli occhi nella testa, sassi di fiume lisci
e neri che rotolavano nel bianco. Per quella mattina,
mentre li osservavo lavorare, cantare, parlare, ridere e imprecare,
e poi quando mi sono seduto a pregare e a mangiare
con loro, all'improvviso mi sono sembrati tutti diversi.
Ognuno di loro era come qualsiasi persona: assomigliava a
se stesso.
Ulysses era il pi vecchio, anche se poteva avere trenta come
sessantanni. Era il padre, il capo, e gli altri facevano quasi
sempre quel che diceva lui; a parte il mulo. Ulysses aveva
un dente d'oro davanti e portava un anello con un diamante
sul mignolo della mano sinistra. Quando ha finito di mangiare,
si  acceso una pipa fatta con un tutolo. Era uno spettacolo
vederlo mentre se l'accendeva. A guardare lui, fumare
la pipa sembrava bellissimo, infatti mi sono ripromesso di
comprarmene una.
Quell'uomo  intelligente dice Ida Richilieu. E ha una
vena spirituale dice. Un uomo con dita cos lunghe che ci
mette tutta quella cura per accendersi una stupida pipa come
se fosse una specie di rito sacro deve essere per forza intelligente
e avere il senso del sacro.
Ida lo chiamava Professor Wisdom, e le  piaciuto sin dall'inizio.
Homer mangiava pi uova, prosciutto e patate persino di
me. Era il pi alto e il pi grosso dei fratelli. Il pi grosso in
tutti i sensi, come Dellwood Barker avrebbe scoperto molto
presto. Quando era in piedi, teneva le spalle curve, e io ho
pensato che facesse cos per non sembrare troppo grosso in
mezzo ai tybo. Homer era anche quello che rideva sempre.
Credo che fosse quello che aveva pi paura. Aveva sempre
delle perle di sudore intorno agli occhi. Diceva una cosa e rideva,
diceva una cosa e rideva, poi tirava fuori il fazzoletto
dalla tasca e si asciugava intorno agli occhi.
Homer era anche il predicatore. Quando parlava si riferiva
sempre alla Bibbia e diceva: Sia lodato il Signore anzich
bestemmiare.
Dellwood Barker non ha potuto resistere alla tentazione di
mettere il naso nella storia di Homer. Non posso biasimarlo.
Homer era tutto una contraddizione: rideva quando non rideva,
lodava il Signore quando voleva maledirlo, studiava
la Bibbia seduto su quel cazzo che aveva, faceva sempre lo
scemo, ma non la smetteva mai di scrutare, scrutare.
Virgil si muoveva pi da scoiattolo che da essere umano.
Ha spizzicato le uova e ha dato a Homer il suo prosciutto.
Mentre eravamo seduti a mangiare, dev'essere saltato su e
gi una dozzina di volte. Camminava in un modo tutto suo,
non faceva dei passi. Sembrava fluttuare sopra la terra.
Alma Hatch lo chiamava "il mio piccolo colibr".
Credo che Virgil non si sia pi ripreso dopo la storia con
Alma Hatch. Naturalmente non ha avuto molto tempo.  cominciata
venerd. Ed  finita sabato. Ci sembrava di conoscerli
da sempre, quei quattro.
Quanto a Virgil, non so se per lui sia stato il fatto di scopare
una bianca o di scopare quella bianca particolare - difficile
dirlo - comunque, poi si  capito che Alma Hatch era troppo
per lui.
Adesso che ci penso, per, eravamo tutti troppo per loro.
Ida Richilieu, Alma Hatch, Dellwood Barker e io eravamo
troppo per loro, per Ulysses, Homer, Virgil e Blind Jude Wisdom.
Loro erano troppo per noi.
Nessuno di noi  pi stato lo stesso.
Per, Ida diceva: Niente  troppo!.
E Dellwood: Non ti pu succedere niente che tu non sia
pronto ad affrontare.
Neanche la morte.
C'era anche un'altra cosa. Non erano neri. Quei negri non
erano neri. Erano marroni, di diverse tonalit di marrone - lo
stesso vale per i tybo; per esempio, Ida Richilieu e Alma Hatch
erano tutt'e due tybo, per Ida era bianca bianca con capezzoli
scuri e capelli neri, mentre Alma era quasi tutta rosa
con capezzoli rosa e capelli marroni tendenti al biondo. Lo
stesso valeva per i Wisdom Brothers: avevano delle parti nere,
ma per lo pi erano del colore della corteccia di pino bagnata
o della terra argillosa. Avevano anche quel buon odore,
soprattutto Homer.
Blind Jude l'ho guardato per tutta la colazione, per tutto il
giorno.
Era il pi basso dei fratelli. Non aveva un capello in testa,
e i peli che aveva sembravano ciuffi di erba sanguinella sul
bordo di un fossato. Aveva la barba perch i suoi fratelli, diceva,
si erano stufati di raderlo: ben pareggiata, come piaceva
a Fern Hurdlika. Era del colore della pelle di cervo bagnata.
Le sue mani erano splendide come i suoi piedi.
Questo era l'aspetto di Blind Jude. Scrutandolo, per,
non riuscivo a capire niente della sua storia di essere umano.
Poi  successo: in corridoio stavo passando davanti alla
stanza di Ida. Ho guardato dentro e, sul suo letto c'era
Blind Jude che guardava fuori dalla finestra. Gli vado vicino
e guardo fuori dalla finestra quel che sta guardando lui.
Fuori, Dellwood Barker, Alma Hatch, Ida Richilieu, Homer,
Ulysses e Virgil stavano dando gli ultimi ritocchi al palcoscenico.
Blind Jude mi ha detto: Tu pensi di essere una specie di
uccello, vero? Un uccello con un'ala spezzata. E pensi che
nessuno ti possa vedere.
Blind Jude mi fissa nell'occhio sinistro con i suoi occhi assenti
e in quel momento capisco che nessuno mi aveva mai guardato.
Quell'altro, il vecchio indiano mi fa Blind Jude, nessuno
lo pu vedere. Per te s che ti vedono, Shed.
Poi alzo gli occhi e, vicino a Blind Jude, vedo Penna di
Gufo. Piegato sull'orecchio di Blind Jude, gli stava raccontando
una barzelletta, gli stava raccontando la verit.
In quel momento nella stanza di Ida entrano Damn Dave e
il suo dannato cane come se niente fosse, cos ci ritroviamo
tutti insieme: uno che non parlava, uno che non vedeva, un
altro che era morto e io.
Per tutti noi era lo stesso: sapevamo tutti chi eravamo e
perch vivevamo. Sapevamo di essere a casa.
Il sole del pomeriggio splendeva forte sulle finestre di Ida,
le finestre aperte di sotto. Dalle finestre arrivavano le voci di
Ida e Alma, di Ulysses e Virgil, di Dellwood e Homer che
parlavano fuori, qualcuno che martellava, Ida che dava ordini
a destra e a manca, e poi un verso d'uccello di Alma, Homer
che rideva e lodava il Signore, Dellwood che rideva pure
lui.
Damn Dave si siede alla scrivania di Ida e comincia a scarabocchiare
sulla carta.
Da quel che capisco, sta disegnando se stesso seduto alla
scrivania di Ida che disegna se stesso.
Penna di Gufo si siede sul letto con me e Blind Jude.
Blind Jude allunga un braccio e tocca il bordo del vestito
azzurro di Ida appeso nella cabina-armadio. Poi, d'un tratto,
si toglie la camicia e i pantaloni. Devo chiedere ai miei
occhi che cosa stanno vedendo quando vedono Blind Jude
in mutandoni bianchi. Poi prende il vestito azzurro, ci infila
dentro i piedi, se lo mette e si getta il boa di piume sulle
spalle. Rimane davanti allo specchio di Ida come se potesse
vederci e dice: Ah, l'umanit! Shed, aiutami con i bottoni!.
La voce che esce da Blind Jude  identica al linguaggio di
Ida Richilieu. Per prima cosa mi metto le mani sul cuore,
pensando che Ida Richilieu stesse parlando dalla bocca di
Blind Jude. Poi comincio ad abbottonare - solo nei punti dove
 possibile - in quel vestito azzurro c'era la voce di Ida,
ma non il corpo ossuto di Ida.
E le mie perle dice Blind Jude, come diceva sempre Ida
Richilieu. Aiutami con le perle.
Blind Jude si avvolge il boa di piume intorno al collo. Io
gli metto in testa il cappello di Ida, quello che le aveva regalato
Alma Hatch, con le piume di struzzo. Si rizza in piedi
esattamente come faceva Ida.
Signori e signore fa, mi conoscete tutti. Mi chiamo Ida
Richilieu. Sono la proprietaria di questo hotel e saloon. Sono
anche vostra amica e vicina di casa e, in molti casi, vostra
partner in affari.
Ida Richilieu si era trasformata in un nero.
Il Proclama di Emancipazione ha messo fine alla schiavit
in questo paese. I negri sono gente libera, proprio come i bianchi.
Sono liberi di aspirare alla vita, alla libert e alla felicit.
Damn Dave comincia a spogliarsi. Poco dopo aveva addosso
il vestito bianco, almeno quello che era riuscito a infilarsi.
Era in piedi come Blind Jude nei panni di Ida Richilieu.
Anche lui era Ida Richilieu, camminava come lei, faceva le
facce che faceva lei.
Penna di Gufo si infila il vestito rosso. Gli andava bene,
dato che era un fantasma.
Lo spacco fino alle cosce, i capelli lunghi da indiano raccolti
in alto come quelli di Ida - si mette i pettinini nei capelli,si siede alla toeletta, si guarda allo specchio come faceva
Ida. Si accende una sigaretta.
Pernicioso! dice Penna di Gufo allo specchio, p-e-r-n-i-c-l-o-s-o.
Non  delizioso, essere pernicioso? 'Fanculo 'sti
mormoni figli di troioni.
Considera la fonte. Una storia su un pazzo raccontata da
pazzi dovrebbe dar da pensare.
Il mazzo di carte  truccato per fregarti, tienilo ben presente.
Il sole che entrava dalle finestre di dietro faceva brillare la
stanza, non del colore rosa, e c'era odore di uomini e di sole
contro il vetro delle finestre d'estate.
Fuori, attraverso le finestre, si poteva vedere la vera Ida
che aiutava Ulysses a raddrizzare un palo della tenda.
La realt.
Vieni a fare un giro sul mio dirigibile che andiamo a trovare
l'uomo della luna canta Penna di Gufo.
Dovresti vedere il cazzo di quello l dice Blind Jude. I
negri hanno i cazzi pi grandi del mondo.
Io mi infilo uno dei vestiti buoni di Ida. Non mi va per
niente bene. Mi metto il rossetto sulle labbra. Mi chino sul
pavimento con il secchio preso dallo sgabuzzino nel corridoio
e comincio a sfregare per terra.
Ehi, tu! dico. Vieni un po' qui, ragazzino!
Ah, l'umanit! Sono fatta cos dico. Non chiedermi di
cambiare!
Mantieni le promesse e la pulizia, e va' avanti dico.
Una donna ha la sua dignit dico.
Come si scrive emancipazione? domando. Come si scrive
proclama?
Come si scrive sacralit inimitabile? domando.
Come si scrive madre? domanda Penna di Gufo.
i-d-a-r-i-c-h-i-l-i-e-u! dico. Quando finisco di fare lo
spelling di madre, ho smesso di ridere.
Ero disteso sul pavimento.
Buco di donna: se toglievi Ida Richilieu dalla mia vita, non
c'era pi vita.
Proclama di Emancipazione, penso, libero.
Penna di Gufo si siede vicino a me e mi prende la testa tra
le mani. Poco dopo Damn Dave era disteso di fianco a me, e
mi abbracciava, lo stesso Blind Jude. Quattro uomini vestiti
da donna sul pavimento. Non cercano di farmi smettere di
piangere. Mi abbracciano.
Prima del tramonto, Virgil corre in camera di Ida abbottonandosi
i calzoni. Alma Hatch era poco pi indietro.
In quel momento sentiamo gli spari.
La Provvidenza.
Una squadra di uomini armati! gridava Virgil. Vogliono
linciarci di sicuro!
Io e Damn Dave ci togliamo il vestito di Ida in un secondo.
Blind Jude rimane seduto sul letto. Penna di Gufo non c'era
pi. Quando raggiungo la finestra mi sono gi infilato la camicia
e i pantaloni.
C'era circa una dozzina di uomini a cavallo che giravano
intorno alla baracca e al carro dei Wisdom Brothers. Si faceva
fatica a vedere, da quanta polvere c'era. Sparavano in aria,
gridavano e strepitavano come fanno i mandriani con le
mucche. Due avevano dei cartelli in mano.
Negro, leggi e scappa.
Le parole erano stampate in rosso.
Ulysses Wisdom e Ida Richilieu sono nel bel mezzo della
confusione, lei impreca, scalcia e agita le braccia, lui  arretrato
contro il palco.
Ce ne andiamo subito, capo, non fare del male ai miei
fratelli! grida Virgil, sbucando in fretta con la testa dalla finestra.
Alma Hatch apre un'altra finestra e grida: Chi diavolo
credete di essere voialtri? Siete su suolo privato!.
Nella stanza davanti, Ellen Finton e Gracie Hammer attaccano
a gridare dalla finestra anche loro.
Gi nella baracca, vedo Dellwood che sposta la tenda-sottogonna.
Faccio per prendere il fucile di Ida, quello che teneva sempre
vicino al letto, ma  scomparso.
Esco in corridoio e scendo di corsa le scale sul retro. Sul
pianerottolo guardo di nuovo dalla finestra e i miei occhi vedono
Blind Jude, ancora con il vestito azzurro di Ida, che
cammina in mezzo ai cavalli che corrono, alla confusione,
agli uomini e alla polvere, tenendo il fucile di Ida in spalla
come farebbe un soldato.
Scendo fino in fondo alle scale ed esco dalla porta di dietro.
A quel punto i cavalli sono tutti fermi e c' un silenzio
spaventoso. Gli uomini guardano tutti Blind Jude come se
fosse una specie di apparizione.
Dellwood e Homer fanno sbucare due fucili dalla finestra
della baracca.
Virgil e Alma sono alla finestra di Ida, tutti e due armati.
Ellen Finton e Gracie Hammer alla finestra della stanza 12.
Avevano un fucile ciascuna. Anche Damn Dave ce l'aveva.
Era sulla porta della cucina. Mai visti tanti fucili insieme nello
stesso posto. Thord Hurdlika spunta di corsa da dietro
l'angolo dell'hotel. Anche lui aveva un fucile. Blind Jude
cammina come Ida e canta la canzone dell'uomo della luna.
Dalla faccia che fa Ida, non si capisce se vuole dargli uno
schiaffo, scappare o lodare il Signore glorioso per quel che le
stava venendo incontro nel suo vestito azzurro.
Blind Jude la raggiunge e le porge lo schioppo.
Signora Tutto-Compreso! Miss Ann! Ida Richilieu! Il suo
schioppo! dice Blind Jude con la voce di Ida Richilieu.
Ida prende il fucile, punta la canna al cielo e spara e poi
spara di nuovo. I cavalli fanno uno scarto e si impennano.
Un uomo a cavallo punta il fucile verso Blind Jude. Si sente
uno sparo e il fucile gli sfugge di mano.
Il negro mi ha sparato! Il negro mi ha sparato! grida il tizio.
Non  stato un negro, stronzo, sono stato io fa Dellwood
Barker, e spara di nuovo, prima che qualcuno abbia il tempo
di muoversi.
E adesso, banda di cacasotto, toglietevi subito di mezzo
urla Dellwood, oppure vi sguinzaglio contro la signora Tutto-Compreso,
Ida Richilieu.
Scruto la folla. Gli uomini si guardano in faccia. Non ne riconosco
nemmeno uno.
Via di qui! sbraita Ellen Finton. L'avete sentito o no?
Via di qui!
Via! grido io.
Fuori di qui! grida Alma Hatch.
Toglietevi dalle palle! grida Gracie Hammer.
Le labbra di Thord Hurdlika si muovono pi in fretta che
mai.
Portate via i vostri culi bianchi e secchi dal mio villaggio!
grida Blind Jude con la voce di Ida Richilieu, e sorride
girandosi verso Virgil, e poi verso Ulysses e infine verso Homer.
Dopo di che lo dice Ida. Giusto! Portate via i vostri culi
bianchi e secchi dal mio villaggio! grida.
Quei tybo sembravano spaventati. Guardavano i fucili
puntati contro di loro. Stavano cercando il modo pi veloce
di fuggire da Excellent. Uno sprona il cavallo e fila via, poi
qualcun altro lo segue. Di l a poco tutta la posse sfreccia per
Pine Street ed esce dal villaggio sollevando un polverone.
Avevamo tutti un sorriso grandioso stampato in faccia, soprattutto
Ida Richilieu.
Aveva vinto la battaglia del Quattro luglio. Ah, l'umanit!
dice, e poi spara altri due colpi di fucile. Portate via i
vostri culi bianchi e secchi dal mio villaggio! sbraita.
Ida versa il primo giro di drink, poi ce li riempiamo da soli, i
bicchieri.
Il whisky non ci basta mai, a tutti quanti, e neanche l'erba
che fumiamo, siamo un mucchio di imbecilli grandiosi in festa.
Ida, Alma, Dellwood, Thord Hurdlika, Damn Dave, Ellen
Finton, Gracie Hammer e io - facevamo festa perch Ida aveva
vinto la battaglia del Quattro luglio.
Per Ulysses, Homer, Virgil e Blind Jude facevano festa
per un altro motivo: perch erano ancora vivi.
Per ora siamo ancora vivi, ma non per molto dice Virgil.
Mi stupisce che ce l'abbiamo fatta fino a adesso, sia lodato
il Signore che sta nel cielo dice Homer.
Siamo gi bell'e morti fa Virgil. Non ce la faremo mai a
uscire vivi di qui.
Stupidaggini! fa Ida Richilieu. Qui all'Ida's Place siete
al sicuro.
Ulysses, Virgil, Homer e Blind Jude fissano il pavimento.
Affidiamoci al Signore, Lui trover una soluzione dice
Homer.
Siamo nel Ventesimo secolo! dice Ida. Non dovete
preoccuparvi di quei balordi! Adesso  tutto finito. Non avete
visto i cavalli che filavano via per Pine Street? Abbiamo
vinto! Abbiamo vinto!
Devo dire che  stato uno spettacolo mica male! fa Ulysses,
sorridendo a Ida.
Che spettacolo! Che spettacolo! Mai stato cos felice in vita
mia di vedere dei culi di cavalli! fa Homer.
Mai provato niente di simile in vita mia dice Virgil.
Mai visti dei bianchi che scappano. Sissignore, mi ha fatto
bene al cuore.
Nessuno di noi diceva Scusa? o Puoi ripetere per favore?
ai Wisdom Brothers. A quel punto nessuno parlava inglese.
Parlavamo tutti whisky.
Ulysses mi segue quando esco a pisciare. Prima di mettere
il naso fuori dalla porta, mi chiede: Via libera?.
Non capisco che cosa vuole dire. Scusa? gli dico.
Non  che c' qualcuno che mi vuole sparare l fuori, vero?
mi chiede.
No! rispondo. Qui siamo al sicuro.
Ulysses si guarda intorno quando esce. Si mette vicino a
me e comincia a pisciare. Poi escono anche Virgil e Homer,
girando la testa da tutte le parti. Si mettono vicino a Ulysses
e cominciano a pisciare anche loro. Ehi, fratelli fa
Ulysses, guardando in basso mentre piscia, vorrei farvi
una sola domandina: come accidenti ci siamo cacciati in
questo guaio?
Le cose che abbiamo fatto qui non le avevamo mai fatte
da nessuna parte, figurarsi nell'Idaho, Cristo santo! fa
Virgil.
Dobbiamo proprio essere dei negri fuori di testa dice
Ulysses.
Morir scopando fa Virgil.
Morir in paradiso fa Homer.
Andr a Glidden fa Homer. Andr a Calcutta!
Damn Dave porta il cartello a Ida. Fa un disegno di dove l'ha
trovato: sulla porta dell'ufficio postale.
"Malauguratamente, a causa di alcuni elementi perniciosi,
la visita del Giusto reverendo William B. Merrillee  stata rimandata
a data pi conveniente."
Almeno, stavolta, l'hanno scritto corretto fa Ida.
Quella sera non c' nessuno a vedere i Wisdom Brothers; a
parte noi, naturalmente: Ida Richilieu, Alma Hatch, Ellen
Finton, Gracie Hammer, Thord Hurdlika, Damn Dave e il
suo cane, Dellwood Barker e io.
Continuiamo a guardarci intorno per vedere se arriva
qualcun altro, ma non viene nessuno.
Tanto meglio, penso.
Ida indossava il vestito azzurro. Alma quello con sopra gli
uccelli. Dellwood aveva i capelli lisciati all'indietro e la camicia
bianca.
Sento una scossa al cuore quando lo vedo cos. La sente
anche Homer. Io scruto e vedo.
Thord Hurdlika non  nelle condizioni di tornare a casa da
sua moglie Fern, cos dopo il bagno gli metto un paio di miei
pantaloni e una mia camicia.
Io mi ero messo i vestiti bianchi di Sears and Roebuck come
quel giorno in cui io, Ida, Alma e Dellwood eravamo andati
a fare il picnic al fiume. Il cappello di paglia con la fascia
rossa.
Persino Damn Dave era in forma. Io e Dellwood gli avevamo
portato una grossa spazzola alla casa del bagno.
Tirato a lucido fa Ida.
Quando la tenda si apre, il tramonto  passato da un pezzo,
ma il cielo  ancora colorato. La valle  buia. Quando si
aprono le quinte vediamo un palco illuminato e il bellissimo
sfondo dipinto di una grande casa bianca con le colonne e gli
alberi che crescono gi al Sud.
La prima cosa che noto, a parte il fatto che i Wisdom
Brothers sono ancora l fermi,  che hanno tutti la faccia nera.
Voglio dire, molto nera, cos domando a Ida come mai, e
lei risponde che si sono messi il sughero bruciato perch i
minstrel fanno cos, si truccano in quel modo. Per Dellwood
dice che  solo da poco che i negri hanno compagnie
di minstrel loro, e che prima di solito si incontravano solo
bianchi con la faccia annerita che facevano finta di essere
negri, cio minstrel, e che quando i negri alla fine hanno cominciato
a fare loro stessi quello che i bianchi copiavano
dai negri, i negri hanno copiato i bianchi che copiavano i
negri.
Storie da pazzi, gente pazza.
Ulysses suona il banjo, che Dellwood dice che  una zucca
ricoperta di pelle di procione. Virgil suona il violino, Homer
il tamburello ed  quel che loro chiamano l'interlocutore.
Blind Jude suona l'armonica e il vibraslap.
La prima canzone che suonano si intitola Far from the
Old Folks at Home, la canta Ulysses, con una voce triste e
profonda. Nel bel mezzo della canzone, smette di cantare e
si riempie la pipa. Comincia a parlare di quando era bambino
in Alabama e degli amici con cui giocava, di quando
aveva mangiato l'opossum e di come il sole splendeva sui
campi di cotone nel momento pi caldo del giorno. Di sua
madre e suo padre, e della sua tristezza quando erano
morti.
Non c' un solo occhio asciutto qui intorno fa Ida Richilieu.
Poi Blind Jude canta una canzone veramente bella intitolata
Carry Me Back to Old Virginny, sorridendo in quel modo
che dava sempre l'impressione che lui sapesse qualcosa che
gli altri ignoravano.
Signore e signori fa Blind Jude, i miei fratelli Ulysses,
Virgil e Homer e io desideriamo dedicare la prossima canzone
a Ida Richilieu.
I Wisdom Brothers cominciano a suonare una canzone che
faceva bene al cuore. Era pi o meno cos: Sing the jubilee,
everybody free. Welcome, welcome, 'mancipation.
Tutti attacchiamo a cantare la canzone con i Wisdom
Brothers e andiamo avanti per un bel po'.
Continuo a sentire la canzone nella testa ogni tanto: Sing
the jubilee; everybody free. / Welcome, welcome, 'mancipation!.
Poi la band comincia a suonare delle gighe. Sliding Jenny
Jig, Pea Patch Jig, Genuine Negro Jig.
Sopra di noi la luna preme luminosa sul piano inclinato
del telo, ci schiaccia tutti uno contro l'altro nell'ombra, noi
che stiamo ballando. Ida ballava la giga con il suo Professor
Wisdom, Alma Hatch con il suo colibr Virgil, Thord Hurdlika
con Ellen Finton, Gracie Hammer con Damn Dave, e il
suo dannato cane girava con Metaphor tra la gente che ballava.
Dellwood era seduto in un cerchio di luce sulla panca del
piano vicino a Homer, lo stoppino regolato basso, Dellwood
con la sua faccia da pianoforte.
Blind Jude arriva da dietro il palco con una lattina. La apre
con un'unghia, ci infila dentro un dito e comincia a spalmarmi
la faccia di sughero bruciato.
Anche tu sei un autentico negro! mi fa.
Ida Richilieu vede Blind Jude che mi annerisce la faccia e
lo vuole anche lei. Allora anche Dellwood fa lo stesso, Alma
Hatch, Gracie Hammer, Ellen Finton, Thord Hurdlika e
Damn Dave.
Poco dopo eravamo tutti uguali, tutti neri, dello stesso colore
nero, come bianchi che cercano di sembrare negri, e negri
che cercano di essere come se li immaginano i bianchi.
All'inizio ridiamo tutti e facciamo gli scemi con le nostre
facce nere, ma in verit abbiamo paura: tutti quanti, all'improvviso,
e in modo inaspettato.
Il sughero bruciato ci aveva resi tutti uguali.
Anche se eravamo gi tutti uguali, sapevamo di non esserlo.
Il sughero bruciato sulla faccia aveva cambiato le cose.
Il sughero bruciato era una maschera, e quel che c'era sotto
non era nero, non era bianco, era solo essere umano.
Walk about! Walk about! grida Virgil, e comincia a suonare
il violino. Ulysses prende il banjo, Homer il tamburello.
Blind Jude attacca a suonare l'armonica.
Come ha spiegato Homer in un intermezzo, il walk-about
 una danza in cui la gente si dispone a semicerchio. Uno
canta una strofa mentre gli altri ascoltano, e quando finisce,
tutti cominciano a girare in tondo e a cantare insieme forte il
ritornello, muovendo il corpo come vuole lui. Poi una persona
fa un passo avanti verso il centro del semicerchio e rimane
l a ballare da sola, a ballare la storia dell'essere umano -
non importa quale, o che effetto fa e come la vuole ballare -
mentre tutti gli altri guardano.
Homer comincia a cantare mentre tutti gli altri si mettono
in semicerchio: The nigger trader think me nice. / The white folk
sell me for halfprice. / i'll fetch a thousand dollars down. /
Underway, underway, ho! / We are on the way to Georgia.
Poi Homer si fa avanti verso il centro, battendosi il tamburello
sul culo, ballando, muovendo il corpo come nessun corpo
umano si era mai mosso, scuotendo le spalle, facendo ondeggiare
i fianchi, battendo i piedi, facendo andare su e gi il
culo e portando la mano libera sul suo cosone davanti.
Al giro successivo, Virgil canta: Ida Richilieu got a place, /
A hotel that's been our saving grace. / That's if we don't get blozun
outa here. / Underway, underway, ho! / We are on our way to Glidden.
Virgil balla come se non toccasse terra, come il piccolo colibr
di Alma Hatch, schizza da tutte le parti, gira in tondo,
muove i piedi cos in fretta che si fa fatica a vederli.
Ulysses canta: W.C. Handy had a troupe. / Gol the smallpoxput
'em in a coop. / Snuck out in darkness like we'll do. /
Underway, underway, ho! / We are on our way to Owyhee City.
Ulysses danza la sua storia con il dente d'oro e l'anello con
il diamante, le spalle curve che portano il peso, guarda Ida,
le mostra la sua gentilezza, il suo rispetto.
Poi tocca a Ida: Will'em B. Merrillee thinks we're sick. / The
truth is though he's got no dick. / Fuck that Mormon son ofa hick.
/ Underway, underway, ho! / We are on our way to Hades!.
Ida balla come una showgirl, lancia le gambe in aria, si tira
su il vestito azzurro e ci mostra il sedere.
Blind Jude mi spinge e io mi faccio avanti verso il centro. Il
mio corpo non sa cosa fare. Non so parlare neanche da normale,
figurarsi in rima, figurarsi in rima con la gente che mi
guarda, e mi trovo l in mezzo, ubriaco. Cos rimango sorpreso
come tutti gli altri da quel che il mio corpo si mette a fare.
Mi spoglio. Mi tolgo i vestiti di Sears and Roebuck, ballando
al ritmo della musica, le mie morbide scarpe di cuoio
bianco, la mia giacca bianca, i miei pantaloni bianchi, la mia
camicia bianca con cravatta, il cappello di paglia, i mutandoni
bianchi.
Blind Jude si avvicina con la lattina e mi spalma il sughero
bruciato sul corpo, sulle altre parti del corpo.
Uno spettacolo mica male. Pare che sia rimasto colpito
persino Homer.
Poco dopo la mia danza tutte le coppie trovano il loro letto.
Poi rimaniamo solo Blind Jude e io, lui seduto al piano nel
cerchio di luce, io, un negro autentico, disteso sul palco.
Was a colored man zoho had no eyes canta Blind Jude. White
man poked them out with his lies. / What hurts most is what else
they took. / Underway, underway, ho! / We are on our way to Oblivion!
Mi siedo vicino a Blind Jude. Guardo le sue mani sui tasti
del piano. Per quel che voglio domandare, non ho parole.
Oblivion  un posto come Glidden? chiedo.
Forse risponde Blind Jude.
Dov'? chiedo.
Glidden  in paradiso risponde. Oblivion  in tutti gli
altri posti.
Dellwood dice che il paradiso  nella testa della gente
dico. Ida dice che il paradiso potrebbe esserci o non esserci,
come posto reale, quindi conviene pensare che non ci sia, cos
se muori e vedi che c',  una bella sorpresa.
Tipica frase di Ida Richilieu dice Blind Jude. Tipica frase
anche di Dellwood Barker. Poi: I bianchi dell'Ida's Place
non sono certo dei bianchi normali fa Blind Jude.
In che senso sono diversi? chiedo.
Le dita di Blind Jude cominciano a suonare la canzone dell'uomo
della luna.
Be', sono diversi e uguali dice. Per esempio, Ida Richilieu
ci d un letto per dormire nel suo hotel, e noi usiamo lo
stesso gabinetto che usano i bianchi, e la casa del bagno; i
bianchi siedono al tavolo con noi, beviamo whisky insieme e
fumiamo insieme. Tutto questo  diverso: ed  una cosa bella
e nuova per me e i miei fratelli.
Uguale  che all'uomo bianco quel che gli piace di pi 
comandare. Quel che piace di pi a lei  essere la Signora
Tutto-Compreso - e questo succede dappertutto.
E c' un'altra cosa fa Blind Jude. L'Ida's Place non 
diverso dagli altri posti, solo pi facile da vedere. I miei fratelli
e io, non siamo ognuno una persona, ma solo un mucchio
di tori neri arrivati qui per la riproduzione. Finora qui
nessuno ha visto in noi nient'altro che esemplari insoliti da
scopare.
Poso le mie mani su quelle di Blind Jude per farlo smettere
di suonare. Lo guardo come lui mi ha guardato la prima
volta. Premo le labbra contro le sue, lo stringo a me, tutta
la notte, stringo Blind Jude. Mai tenuto un essere umano
cos stretto a me, i nostri corpi insieme, faccia contro faccia,
braccia nelle braccia, gambe intrecciate, il mio cazzo e le
mie palle attaccate a dove c'erano il suo cazzo e le sue palle,
noi due un solo respiro che entra ed esce, un solo cuore che
batte.
Quando mi sveglio, la prima cosa che faccio  afferrarmi le
palle. Era ancora tutto al suo posto.
Io e Blind Jude siamo bagnati. Credo che sia pioggia, invece
siamo noi. Mi guardo intorno al buio, ma non capisco dove
siamo. Poi, dall'odore delle cose, capisco che siamo nel
carro. Fingo di essere cieco. Tasto in giro, trovo una scatola di
fiammiferi, ne sfrego uno contro una pentola di ferro e accendo
una candela. I miei occhi guardano la fiamma. Ero felice
di avere occhi che vedevano.
Dentro il carro c'era di tutto: bottiglie, lattine, scatole, libri.
C'era un prosciutto affumicato e vestiti appesi a un'asta. C'erano
delle briglie e una sella. Io e Blind Jude eravamo coricati
su una coperta stesa su una balla di fieno e un sacco di orzo.
Una cassettiera. Tazze e piatti e altre pentole e padelle.
Dietro di me c'era un gufo cornuto imbalsamato con gli occhi
di vetro.
Poi mi ricordo il sogno: Penna di Gufo e io che scopavamo.
Quando stavo per venire, lui mi ferma. Mi dice una
cosa molto importante. Mi dice di ascoltare bene e di ricordare.
Per io non ricordavo.
Quando Blind Jude si sveglia, tutti e due sappiamo che 
arrivato il momento. Ci stacchiamo l'uno dall'altro, ci alziamo,
e io cerco i miei vestiti. Avrei voluto dire qualcosa a
Blind Jude sul fatto che avevamo dormito insieme, su come
mi era sembrato che lui fosse me e che, se avessi potuto, gli
avrei dato il mio cazzo e le mie palle, ogni tanto, per la mia
bocca non sa come dire le parole ad alta voce.
Ulysses era nel letto di Ida con lei. Quando gli tocco la
schiena per poco non salta in aria. Per non sveglia Ida, grazie
a Dio.
Virgil stava scopando con Alma Hatch nella stanza 11. Per
un po' osservo il loro bianco e nero all'ombra della luna, poi
lo chiamo sottovoce.
Ulysses vuole vederti dico.
Virgil comincia a venire e Alma a gemere.
Thord Hurdlika e Gracie Hammer erano sul pavimento
della stanza 12. Ellen Finton era addormentata nel gabinetto
di fuori. Damn Dave chiss dov'era.
Fuori nella baracca, Dellwood Barker era un culo bianco e
Homer un culo nero tra le lenzuola del letto. Russavano tutti
e due come dei maschi d'alce. Prima di svegliarli, scruto il
cazzo di Homer, cos, per curiosit.
Ci incontriamo nella tenda, sul palco di legno montato dai
Wisdom Brothers, davanti al dipinto della casa bianca e degli
alberi del Sud. Tutti avevamo ancora il sughero bruciato
in faccia.
Durante la notte il sughero bruciato ci aveva resi tutti
uguali. La mattina ci rende tutti diversi.
Ti ho sentito gridare stanotte dico a Dellwood.
Dellwood sorride. Homer ricambia il mio sguardo e quello dei suoi fratelli.
Sia lodato il Signore dice.
Decidiamo che il piano migliore  quello di lasciare indietro
il carro e il mulo. Di seguire il sentiero che portava al buco
tra gli alberi creato dalla William B. Merrillee Company
per fare spazio ai cavi che salivano a Gold Hill. Di seguire i
cavi, deviare a sud di Gold Bar e poi scendere a valle per raggiungere
Owyhee City.
Disegno una mappa sul terreno con un bastone e gli mostro
come  fatta la valle e come uscirne, nel caso ci fossimo
separati.
Ulysses domanda se lungo il tragitto troveremo dell'acqua.
Io gli dico che avrei riempito una borraccia.
Virgil chiede se ci sono degli orsi.
Oh, merda! Dio onnipotente! fa Homer. Gli orsi sono
l'ultimo dei nostri problemi.
Lo voglio sapere lo stesso fa Virgil.
S che ci sono degli orsi in alto, per vi lasceranno in pace
dice Dellwood. Avete un fucile, no?
S, ce l'abbiamo risponde Homer.
Io avevo il calibro 22 di Dellwood. Dellwood aveva la sua
Colt e un altro fucile.
Ci impieghiamo poco, malgrado il buio, le salite ripide, i
postumi della sbornia e la necessit di aiutare Blind Jude. Ci
fermiamo solo una volta, quando incontriamo due alci, una
femmina e un maschio, talmente immobili che li vede solo
Blind Jude.
Il sole sta per spuntare dal fianco di Non-una-vera-montagna
quando arriviamo allo spiazzo aperto dalla William B.
Merrillee Company e ai cavi.
Io entro nello spiazzo, mi fermo e guardo gi verso la valle.
Blind Jude mi segue. Dopo un po' arrivano anche Ulysses
e Virgil, Homer e Dellwood.
La Provvidenza.
Blind Jude afferra la mia mano. Quando lo guardo, mi ricordo
il sogno.
Ricordati, aveva detto Penna di Gufo, di tenere il cuore
aperto, anche all'inferno.
Il sole spunta sopra Non-una-vera-montagna. In basso,
nella buia valle di Excellent, Idaho, c'era un'esplosione di
fiamme. Era l'Ida's Place.
 in quel momento che sentiamo il primo sparo. Virgil si
afferra la faccia insanguinata e cade. Il secondo sparo abbatte
Ulysses.
Blind Jude lascia andare la mia mano, alza le braccia al sole,
con i palmi rivolti verso l'alto. La pallottola lo costringe a
cadere all'indietro.
Dellwood tira il suo fucile a Homer. Appoggiati a un ginocchio,
puntiamo il fucile dappertutto.
Tutta la mia famiglia! grida Homer.
Le pallottole sembravano arrivare da tutte le direzioni. Poi
Dellwood punta il fucile a ovest. Viene da l dice. Il fumo
degli spari.
Homer si lancia ad afferrare la pistola a sei colpi dalla tasca
di dietro di Ulysses. La pallottola lo colpisce allo stomaco.
Si afferra la pancia, con il sangue che gli sgorga da sotto
le mani. Homer guarda il sangue, poi me e Dellwood, infine
si mette a correre verso ovest.
'Fanculo, maledetti bianchi bastardi!
Buttati gi, Homer! grida Dellwood.
La seconda pallottola gli stacca quasi la testa di netto.
Dellwood e io ci schiacciamo uno contro l'altro, sparando
a tutto quel che vediamo. Vediamo solo alberi, sassi e
terra.
Quando ci fermiamo per ricaricare i fucili,  ormai giorno.
Gli spari sono cessati
Dellwood caccia un urlo e attraversa di corsa lo spiazzo
verso ovest, sparando in tutte le direzioni, e io dietro di lui.
Arriviamo pi in l di Homer. Tra gli alberi, tutto quel che rimane
dell'imboscata sono le impronte e i bossoli.
Il mattino era silenzioso.
Nel cielo, tra la terra e il sole, saliva il fumo.
Mentre torniamo di corsa a Excellent, io e Dellwood ci trasformiamo
in cervi, in aquile in volo, saltando sul fianco della
montagna, scivolando gi per le discese, inciampando, rotolando
sui tronchi. Gli alberi ci scorrevano di fianco e si
sentiva solo il rumore del nostro respiro, del nostro cuore
che batteva e dei nostri stivali che calpestavano la terra.
Arrivati al cimitero, ci fermiamo. Sopra l'Ida's Place c'era
un grande pennacchio di fuoco che sembrava un cappello di
Alma. Fumo nero in alto nel cielo, a met strada verso la luna.
Sentiamo due spari.
Guarda! fa Dellwood.
C' un uomo che corre con una torcia in mano. La intinge
nell'Hot Creek, e poi ci corre direttamente incontro. Ha la
mano bendata. Il giorno prima Dellwood gli aveva fatto
schizzare via l'arma con uno sparo: l'arma puntata verso
Blind Jude.
Aspettiamo, Dellwood dietro un albero, io dietro un altro.
L'uomo ci corre proprio in mezzo.
Toccava a lui essere un animale in trappola. Dellwood alza
il fucile e lo arma, puntandolo alla testa dell'uomo.
Pederasti amanti dei negri! ci grida l'uomo. Diavoli sodomiti!
Il mio corpo scatta. Sollevo l'uomo in aria e lo scaravento a
terra, sento il rumore di lui che rimane senza fiato. Lo trascino
fino al torrente, attraverso il torrente, diretto al retro dell'Ida's
Place, lui non la smette mai di gridare. Reverendo
Helm! Reverendo Helm!
Lo trascino cos vicino al calore bruciante dell'Ida's Place
che mi sento quasi esplodere la testa.
Sei stato tu? gli chiedo. Helm ti ha pagato per farlo?
Non mi ha pagato risponde lui.  la Volont del Signore!
I peccatori saranno condannati alla dannazione eterna e
al fuoco.
Quando le mie orecchie sentono dannazione eterna e fuoco,
mi guardo intorno e vedo che sono nel punto esatto dove
Billy Blizzard si era infilato a forza dentro il mio culo.
Metto una mano sulla fronte dell'uomo. Gliela spingo forte
indietro. Il rumore del collo che si rompe.
Il suo corpo si affloscia, per respira ancora e mi guarda.
Avvicino la mia faccia alla sua.
Dannazione eterna all'inferno dico, lo sollevo e getto il
suo corpo oltre la porta di dietro dell'Ida's Place, in cucina,
nel fuoco.
L'hai ammazzato, Shed dice Dellwood. L'hai ammazzato.
Quando andiamo davanti alla casa, c' Ida che grida contro
Alma Hatch che si  appena gettata, nuda, tra le fiamme
dell'Ida's Place. Dellwood afferra Damn Dave e gli impedisce
di rincorrerla, e poi si lancia lui stesso nella parete di fuoco.
I due rimangono dentro per un tempo interminabile, e alla
fine Dellwood la porta fuori, lui con la carne bruciata, lei
con i capelli fumanti.
Dellwood la butta nell'abbeveratoio dei cavalli, vicino a
quel che restava di Ellen Finton, Alma farfuglia e grida.
Il mio libro! gridava. I miei Studi ornitologici sulla costa
nordoccidentale del Pacifico!
Esce dall'abbeveratoio e corre di nuovo verso le fiamme.
Dellwood la raggiunge, stringe la mano in un pugno e la colpisce
alla mascella, come fanno gli uomini tybo tra loro. Il
corpo di Alma si piega in due e lei cade nella polvere di Pine
Street. In quel momento mi vengono in mente i diari di Ida.
In un baleno il mio corpo era gi dentro l'Ida's Place in
fiamme. Le scale stavano bruciando in fretta. Mi arrampico
su per un palo, mi aggrappo alla balaustra e salto in corridoio.
L'uccello corriere era dappertutto.
La stanza di Ida era di quel rosa - luminoso. Non era ancora
bruciato niente, per fuori dalle finestre c'era il fuoco e
la tappezzeria era piena di bolle. Afferro il cassetto dove teneva
i diari, sollevo la camicia come un grembiule e prendo i
suoi diari. Vedo il vestito azzurro di Ida sul letto e faccio per
prenderlo. In quel momento il pavimento crolla intorno a
me. Io salto sul letto e cado con lui e tutto il resto al piano di
sotto infuocato.
Mantieni il cuore aperto anche all'inferno, mi dico, e mi
butto verso la porta, dove credevo che ci fosse la porta.
In un baleno il mio corpo  vicino a Dellwood Barker in
Pine Street.
Cosa vuoi che faccia, che stenda anche te? mi grida in
faccia e poi mi abbraccia forte. I diari di Ida mi cadono dalla
camicia, nella polvere di Pine Street.
Ida Richilieu, Dellwood Barker e io. Guardiamo Gracie
Hammer bruciata sulla strada, Ellen Finton che galleggia
nell'abbeveratoio, Alma Hatch seduta per terra a gambe incrociate,
nuda, stordita, i capelli bruciati, vicino al cadavere
di Gracie Hammer, e i diari rilegati in pelle con i fogli dai
bordi dorati, nella polvere, ai piedi di Gracie.
Guardali! Mormoni dappertutto dice Ida. Non uno che
cerchi di aiutare. Per un pezzo il reverendo Helm se ne  stato
l sotto la bandiera, in camicia da notte e con il librone sottobraccio,
soddisfatto come pochi, a parlare di fuoco, zolfo,
inferno, di punizione e del Signore.
Alma indica con il braccio e dice: Eccola che crolla!. Sentiamo
un rumore forte, e quando guardiamo, l'insegna con
su scritto Indian Head Hotel, le lettere gonfiate dal calore, si
stacca dai cardini.
L'Ida's Place si infossa, si piega su se stesso come il corpo
di Alma quando Dellwood l'aveva colpita, crolla, come una
signora tybo che sviene, i tronchi che si spostano mentre il
fuoco scende.
Libera.
Senza Moves Moves non siamo niente.
Solo il comignolo di dietro rimane in piedi.
Non avevo mai visto un essere umano con l'espressione
che aveva Ida in quel momento.
Il pino ponderosa - quello che dava il nome a Pine Street -
si era acceso come un fiammifero di Virgil Wisdom.
Damn Dave piangeva, il suo dannato cane ululava.
Di l a mezzogiorno le uniche cose dell'Ida's Place che non
erano cenere erano il vestito bianco di Ida, i suoi diari, il suo
fucile, il piano sul palco dei Wisdom Brothers, all'aperto,
alcune sedie, la baracca, una coperta, una cassa di whisky, Alma
Hatch, Dellwood Barker, Ida Richilieu e io.
La mattina dopo vado con Dellwood su a Gold Hill, io e il
mulo di dietro, lui e Abramo Lincoln davanti, il mio cuore
batte forte, il mio respiro entra ed esce.
Nello spiazzo, quando scendo dal mulo, le ginocchia mi
tremano tanto che non mi reggo in piedi. Cos quando i miei
piedi toccano terra, finisce a terra anche tutto il resto del mio
corpo.
Quando mi rialzo, mi lascio trascinare dai piedi e dalle
gambe. Mi portano nello spiazzo e si fermano in mezzo al
mucchio di cadaveri: Virgil, Ulysses, Homer e Blind Jude.
Condor affamati tra gli alberi.
Mosche in un macello.
Una volta ho sentito raccontare che se un cervo si spaventa
moltissimo gli scoppia il cuore.
Non  la paura a far scoppiare il cuore umano.
Dellwood aveva ancora il suo sguardo scrutatore, cos ci
mettiamo al lavoro e sistemiamo Virgil, Ulysses e Blind Jude
sul mulo. Homer lo carichiamo su Abramo Lincoln.
Il mignolo di Ulysses con l'anello con il diamante era stato
tagliato. Aveva il viso schiacciato in dentro e gli avevano
strappato i denti d'oro.
Mentre scendiamo di nuovo a valle, non dico una sola parola.
Dellwood Barker parla per tutto il tempo.
 una vita che vai avanti a castigarti per aver permesso al
diavolo di prendersi tua madre mi dice Dellwood. Stessa
cosa con Penna di Gufo: credi che sia morto per far vivere te.
E adesso i Wisdom Brothers. Se vuoi continuare a ripeterti la
solita storia trita e ritrita del diavolo, sono affari tuoi, ma per
quel che mi riguarda  una grandissima stronzata e non ci
creder mai.
Il sole sta tramontando quando arriviamo nel villaggio.
Posiamo i Wisdom Brothers uno accanto all'altro, tra la baracca
e il carro. Poi infiliamo Ellen Finton in un sacco di patate
e Gracie Hammer in un altro e le mettiamo vicino ai Wisdom
Brothers.
Prendo due vanghe in prestito da Damn Dave e, su al cimitero,
io e Dellwood scaviamo le fosse, lui che lavora come
un pazzo e scava fino alla roccia e io che cerco di stargli dietro.
Non scaviamo nella parte principale del cimitero - cio
quella cristiana - ma un po' pi in l, nella zona che Ida considera
la sua, dove erano sepolti assassini, prostitute e poco
di buono.
Sei fosse per sei cadaveri e, dopo un po', le mani di Thord
Hurdlika.
Di lui erano rimaste solo le grosse mani, morbida pelle
bruciata. Quando le cose si sono raffreddate - tre giorni dopo
- le abbiamo trovate nel mucchio di cenere che era stato
un tempo l'Ida's Place. Dellwood le mette insieme nella scatola
in cui avevano mandato a Ida il vino rosso italiano. Seppelliamo
la scatola vicino a Gracie Hammer.
Nello stesso giorno ci sono due funerali. Uno  quello del reverendo
Helm per un uomo di nome Lawrence Satterfield -
un coraggioso mormone cittadino di Excellent, Idaho, timorato
di Dio e rispettoso delle leggi, rimasto ucciso nel tentativo
di domare le fiamme di un hotel locale.
Avevo ucciso un uomo che si chiamava Lawrence Satterfield.
Pare che abbiano trovato il cadavere nel punto dove un
tempo c'era il portico sul retro. Di lui rimaneva solo quanto
bastava per riconoscerlo.
L'altro funerale  il nostro. Per Virgil, Ulysses, Homer e
Blind Jude Wisdom. Per Ellen Finton e Gracie Hammer.
Tutto il villaggio va al funerale di Helm per Lawrence
Satterfield.
Noi partecipiamo al nostro.
Il funerale di Helm viene celebrato nella chiesa dei mormoni.
Quella verde e nuova. C'era una grossa bara e i fiori, e
si sentiva l'organo che suonava e la gente che cantava le canzoni
che canta quando muoiono i tybo. Una musica che
quando la senti ti fa venir voglia di morire.
Ida, Alma, Dellwood e io celebriamo il nostro funerale tra
la baracca e il carro dei Wisdom Brothers. Ida suonava il piano.
Curry Me Back to Old Virginny, come le avevo chiesto io.
Lei non conosceva la canzone troppo bene, per l'ha suonata
fino in fondo. Niente a che vedere con quella dei Wisdom
Brothers. Al nostro funerale non c'erano bare: non c'erano
soldi per comprarle n tempo per costruirle.
Li puliamo come meglio possiamo: erano andati tutti a
Glidden, a Calcutta.
Ulysses con la sua pipa.
Homer con la Bibbia e il suo tamburello.
Virgil con il violino.
Blind Jude con due nichelini sugli occhi e un dollaro d'argento
in tasca.
Gracie Hammer ed Ellen Finton in sacchi di patate. Strappo
la mia coperta Hudson Bay in due parti e copro Gracie
Hammer con una ed Ellen con l'altra.
Alma raccoglie fiori selvatici. Li getta su tutti quanti: sparvieri
aurei, fiori color porpora e gialli.
Eravamo una vista ben triste mentre seppellivamo i Wisdom
Brothers ed Ellen Finton e Gracie Hammer. Ida Richilieu
era di quel colore bianco bruciato che avevano i pilastri
che spuntavano dalle ceneri dell'Ida's Place. Alma Hatch
aveva i capelli ritti in testa come un porcospino. Le si stava
spellando una parte della faccia e aveva gli occhi rossi dal
tanto piangere per tutto, soprattutto per i suoi capelli. Indossava
un paio di pantaloni di Dellwood legati con una corda e
la sua camicia bianca di Sears and Roebuck. Ida aveva il vestito
bianco. Dellwood era tutto rosso acceso e aveva una ferita
in testa che non la smetteva mai di sanguinare.
Dellwood, Ida, Alma e io carichiamo i sei cadaveri sul carro
dei Wisdom Brothers. Sollevare i corpi morti, sollevare i
loro corpi morti - ora che il Moves Moves li aveva abbandonati,
ora che rimaneva solo la carne - fa morire qualcosa
dentro di te.
Scarichiamo i corpi al cimitero e li mettiamo ognuno in
una fossa.
Quando sono tutti distesi, le fosse, da est a ovest, erano cos:
Ulysses, Homer, Virgil e Blind Jude, Ellen Finton, Gracie
Hammer. Tre giorni dopo, seppelliamo le mani di Thord
Hurdlika vicino a Gracie Hammer.
Dellwood comincia a cantare canzoni indiane con voce
acuta e gutturale. Anche Damn Dave. Ida comincia a cantare
canzoni della sua trib degli ebrei - almeno credo, visto che
non avevo mai sentito canzoni come quelle. Alma si mette a
fare i suoi grandi versi d'estasi di morte d'uccello: i versi che
farebbe la Terra se si sentisse male come noi.
Dato che loro quattro gemevano, piangevano e mugolavano,
io decido di fare lo stesso. Chiudo gli occhi, faccio finta
che i miei occhi siano quelli di Blind Jude. Lascio uscire il
suono che avevo dentro.
Il mulo si mette a scalciare.
Il suono diventa pi forte.
Hai fatto smettere di cantare l'altro funerale mi fa
Dellwood.
Mi stupisce che tu non abbia fatto risuscitare i morti dice
Ida. Sembra il rumore dell'inferno.
Alma comincia a scalciare e a sbattere le braccia.
Dellwood mi tocca la spalla perch teme che io possa andare
fuori di testa.
Allora mi guardo intorno, vedo l'altro funerale, appena
pi in l, verso nord, nella zona cristiana del cimitero. L la
gente era sotto la luce del sole. Erano tutti cos puliti, cos sicuri
di avere ragione.
In verit avrei voluto andare da loro a chiedergli come facevano
a essere tanto puliti e sicuri. Come facevano ad amare
Dio o Joseph Smith o quello che si doveva amare per far
risplendere il sole su di te in quel modo. Tu con tua madre,
tuo padre, i tuoi fratelli e le tue sorelle - tu con tuo figlio, pulito
e sicuro di s - con tutta la tua famiglia che vive insieme
a te in un posto con pi di una mezza finestra, e tante stanze,
che tu chiami casa.
In verit io volevo essere bianco, tybo. Volevo essere un
mormone. Avere le regole dei mormoni. Leggere il libro.
Avere una moglie e dei bambini. Avere una grande bara e le
cose pulite e ordinate al momento di morire.
Pi volevo essere tybo e mormone, pi cantavo forte. Ho
continuato per un pezzo anche dopo che tutti se n'erano andati
- sia noi che i mormoni. Le mie orecchie cominciano a
sentire quel che aveva detto Homer: 'Fanculo, maledetti
bianchi bastardi.
Alla fine Ida mi fa smettere. Mi d un calcio nel culo e mi
dice di stare zitto.
Scaviamo a turno. Riempiamo le fosse. Ogni palata di terra
era una palata di Ida, di Alma, di Dellwood, di Damn Dave,
di me gettata su di loro.
Circa una settimana dopo, da Sawtooth arriva Archibald
Rooney, lo sceriffo della contea, per fare la sua indagine. Passa
la giornata a parlare con il reverendo Helm e con Blumenfeld.
Nel tardo pomeriggio - siccome nel villaggio non c'era
pi verso di potersi bere un whisky e non c'era neanche pi
un posto per farsi una scopata - lo sceriffo Archibald Rooney
sale a cavallo e se ne va da Excellent.
Ida Richilieu, Dellwood Barker, Alma Hatch e io lo stavamo
aspettando dietro alla prima curva.
Non  che ti sei dimenticato qualcosa? gli chiede Dellwood
Barker.
Non  che ti sei dimenticato i Wisdom Brothers? chiede
Alma Hatch.
I Wisdom Brothers? fa lo sceriffo Rooney.
Ulysses, Virgil, Homer e Blind Jude dico io.
Ah, s, quelli! fa lo sceriffo. La compagnia di negri... il
caso  chiuso.
E come te la spieghi la loro morte? domanda Alma.
Semplice fa lui. La caccia  aperta.
Quando lo sceriffo Rooney se ne va, Ida scende a Chinatown.
Aveva perso la battaglia del Quattro luglio, aveva perso
tutta la guerra, e l'aveva presa male: non nel senso che reagiva
male, ma che si sentiva sconfitta.
Io mi aspettavo che da un momento all'altro prendesse il
fucile, percorresse Pine Street e aprisse un altro buco nel culo
del reverendo Helm e in quello di Blumenfeld. E invece non
lo prendeva mai, il fucile. Come diceva lei, l'incendio della
sua casa e la morte dei Wisdom Brothers erano comunque
meno gravi della "mancanza di una giustizia intelligente in
questo paese".
E poi c'era un'altra cosa. Ida non l'avrebbe mai ammesso,
ma lei si sentiva persa in un mondo senza l'Ida's Place. Lei
era la Signora Tutto-Compreso, il classico tipo di persona che
aveva bisogno di dire agli altri che cosa dovevano fare. Era il
suo posto, il suo whisky, le sue ragazze, la sua musica, il suo
cibo. Ida lo regalava o te lo dava a poco prezzo, ma sapevi
sempre che era una sua concessione.
Fuori nella baracca, gi a Chinatown, nel suo vestito bianco
sporco, con le braccia e le gambe striminzite, senza saloon,
senza vestito azzurro, senza specchio per guardarsi
mentre sorseggiava whisky e fumava polvere di stelle, senza
bagno, Ida la prendeva male.
Lei e Alma erano sempre ubriache e non la smettevano
mai di fumare. Alma, quasi senza capelli in testa e senza il
suo libro ornitologico, non se la passava molto meglio di
Ida.
Avevano sempre la sbornia cattiva, quelle due donne,
piangevano e bevevano e si autocommiseravano, poi litigavano
tra loro, Alma diceva a Ida che gliel'aveva detto di non
far entrare i negri nel suo hotel.
Ma tu non mi hai voluto ascoltare diceva.
Allora Ida ritornava di nuovo sul pulpito a parlare di
quelli che lei considerava i massimi valori umani, dicendo
che certe persone nascono per guidare gli altri e si sentono in
dovere di mostrare alle masse la via per emanciparsi dalle
loro vite buie, stupide e meschine.
E Alma: Stronzate.
E Ida: Cacasotto.
Quelle due continuavano a gridare e a ripetere le stesse
cose all'infinito e dopo un po' si abbracciavano e attaccavano
a piangere.
Per la verit, per, io ero contento quando litigavano in
quel modo, perch in quei momenti non se la prendevano
con gli altri.
Come diceva Dellwood: Non c' niente di peggio della
collera velenosa di un sovrano decaduto che se la prende
con te.
In quei primi mesi, visto che abitavamo tutti e quattro
nella baracca, il pi delle volte Ida e Alma facevano proprio
questo: se la prendevano con noi, cos a un certo punto
io e Dellwood abbiamo preso l'abitudine di passare
sempre pi tempo su Non-una-vera-montagna, accampati
sul prato, nel mio posto, in cima alle cose, per cos dire, a
guardare gi, a guadagnare una prospettiva, come diceva
Dellwood.
Quelle volte che rimanevo seduto sulla montagna a guardare
gi, era difficile credere che l'Ida's Place non c'era pi.
I Wisdom Brothers, l'incendio, Ellen Finton, Gracie Hammer
e la mancanza di una giustizia intelligente in questo
paese avevano avvicinato me e Dellwood; cio avevano avvicinato
me a lui.
Anche se Dellwood Barker si allontanava. Si allontanava
cercando di guarirci. Il buco che aveva in testa, il dolore al
cuore, il nostro dolore al cuore lo portavano lontano.
Tutto ci separava.
Gli avevo rasato la testa, cos poteva tener pulita la ferita.
Poi lui ha deciso di rasarsi tutto il corpo. I baffi, i peli sul
petto, sullo stomaco, sulle palle e sul culo.
Quando gli chiedo perch, lui risponde che gli indiani si
tagliano capelli e peli quando muore una persona amata.
Dellwood si compra un altro cavallo e lo chiama Killdeer,
come l'uccello corriere. Lo tiene nella scuderia vicino ad
Abramo Lincoln. Gli mette briglie, coperta e sella.
Comincia a comprarsi altri vestiti per l'inverno. Vestiti che
non gli vanno bene, gli stanno troppo larghi.
Comincia a parlare della morte, di Buffalo Head. Comincia
a parlare della vita come di una cosa di ieri e di qualcosa
che faceva un tempo.
Chiede al dottor Ah Fong di fargli un tatuaggio. Un cuore
rosso sopra il suo cuore, con su scritti i nomi Shed, Alma,
Ida, Virgil, Ulysses, Blind Jude, Homer, Princess,
Salice e Orso della Luna.
Quando gli chiedo chi sono Salice e Orso della Luna, lui
risponde che cos si chiamavano i suoi figli morti.
Salice e Orso della Luna, i gemelli morti.
Dellwood si compra un fucile speciale.
Come quelli che usavano nella Guerra civile dice.
Il fucile aveva l'attacco per la baionetta.
Poi  arrivato il giorno che a Gold Bar era giorno di paga, e
noi eravamo ancora tutti a Excellent. Il giorno in cui
Dellwood e Ida riattaccano a discutere dell'albero che cade e di
quel che  reale. Poi c' stata la gara - quella per vedere chi 
capace di divertirsi di pi: se gli uomini o le donne. Per la
verit, il divertimento non c'entrava proprio niente, e neanche
gli uomini e le donne. Era una gara tra Ida Richilieu e
Dellwood Barker, per vedere chi dei due aveva ragione e chi
torto. Che cosa era reale.
Poi c' la leggenda di quella notte.
Di quanto abbiamo bevuto.
Di quanto abbiamo fumato.
Di chi ha vinto la gara.
Di chi aveva ragione e chi torto.
 stato Dellwood a cominciare. Anzi no, Ida, per via di
quel che aveva fatto Alma. Alma aveva rubato una bottiglia
di whisky che io avevo nascosto tra le travi della baracca. Ci
rimanevano solo otto bottiglie, cos io avevo preso quella che
consideravo la mia parte e l'avevo nascosta.
L'avevo colta con le mani nel sacco. Poi, quando le avevo
detto di rimetterla a posto, lei aveva fatto finta di non capire
pi l'inglese. Quando era arrivata Ida e aveva scoperto le intenzioni
di Alma, aveva preso le mie parti e le aveva tirato
uno schiaffo in faccia. Alma non era pi disposta ad accettare
cose simili da Ida, cos si era avventata su di lei e in quel
momento era iniziata la zuffa pi violenta mai vista a Excellent,
Idaho, dal giorno in cui, pi di quindici anni prima, con
il sole e le lenzuola bianche, mia madre Princess aveva sfidato
Ida Richilieu.
Ida Richilieu e Alma Hatch, due donne trasformate in puma,
che gridavano, si prendevano a pugni, si tiravano i capelli
e si maledicevano a vicenda.
In quel momento entra Dellwood Barker. Prima ci guarda
come se fossimo degli sconosciuti. Per un po' non sono neanche
sicuro che ci veda.
Poi domanda: Per che cosa stanno litigando stavolta?.
Glielo dico.
Dellwood si siede pesantemente sul letto. Io mi metto vicino
a lui. Guardiamo Ida e Alma che si azzuffano finch non
rimangono tutte e due senza fiato, Alma distesa a terra, Ida
sul letto, ansimanti e sudate, Ida con il sangue che le esce dal
naso.
Fuori c'erano i versi dei corvi. Dentro c'era silenzio, a parte
il respiro forte di Ida e Alma. Il sole cominciava a entrare
dalla finestra e a creare una chiazza sul pavimento.
Dellwood si alza in piedi, gira intorno alla stanza, tira fuori delle
bottiglie di whisky da sotto il letto, dal lato della stufa,
dalla catasta di legna e da qualche altro nascondiglio che io
non conoscevo. Mette le bottiglie al centro della stanza, esce
e poco dopo torna indietro con altre due bottiglie. Le mette
tutte in fila. Erano dodici.
Andate a prendere tutte le altre dice.
Ci guardiamo in faccia. All'inizio nessuno si muove. Poi
Dellwood tira fuori una manciata di sigarette rollate e una
borsa di pelle. Io prendo tutte le sigarette d'erba e polvere di
stelle che ho. Alma affonda le mani nelle tasche e tira fuori
un fazzoletto pieno di erba e poi la sua polvere di stelle. Ida
infila le mani nel vestito, prende una scatoletta di latta con
dentro del tabacco e la getta nel mucchio.
Qualcuno ha qualcos'altro? domanda Dellwood.
Ida se ne va e torna con altre tre bottiglie di whisky e una
pinta di grappa alla menta.
Altro? fa Dellwood.
Guardiamo tutti Alma.
Lei si sbottona i pantaloni e getta un altro fazzoletto pieno
nel mucchio. Poi prende due sigarette da sotto l'asciugamano
con cui si avvolgeva i capelli. Poi un borsellino che aveva
tra le tette.
 tutto fa.
Continuiamo a guardarla.
Lei si alza ed esce dalla porta con passo pesante. Torna
con una pinta di vodka russa e una bottiglia di quel vino rosso
italiano che avevamo bevuto il giorno in cui ci eravamo
vestiti tutti di bianco.
 tutto, vi dico fa. Non c' nient'altro!
Dellwood mette quattro bicchieri sul pavimento, uno davanti
a ciascuno di noi.
Alma era seduta a terra con le braccia intorno alle ginocchia.
Ida era sul letto girata verso la parete. L'aria era fresca e
non avevamo acceso il fuoco perch ne avevamo abbastanza
del fuoco. Ancora niente neve. Erano due anni che nevicava
tardi - a Natale, o persino pi avanti. Ida diceva che sarebbe
andata cos anche quell'anno.
Ida diceva che gli inverni come quelli arrivavano a tre a
tre, lo diceva con il tono di quando diceva le cose, come
quando credeva di non poter avere assolutamente torto.
A guardare il cielo quel giorno - azzurro limpido e pieno
di sole - sembrava che Ida avesse ancora una volta ragione.
Il sole che entra dalla finestra si sposta sulle bottiglie. Sulle
bottiglie il sole crea dei piccoli cerchi di luce nella stanza,
sul whisky nelle bottiglie ha il colore della luce di fine autunno.
Sulla vodka riflette arcobaleni sul viso di Dellwood.
Dellwood tocca la bottiglia di vodka con la punta dello stivale,
spostando l'arcobaleno quel tanto che basta.
Guardandolo in quel momento penso a quando io e lui
spostavamo gli arcobaleni tra di noi.
Ida si gira e fissa lo sguardo. Tutti noi fissiamo il sole sulle
bottiglie.
Dellwood afferra la bottiglia pi vicina e ci riempie i bicchieri.
Quando comincia a parlare, la sua voce  come la
chiazza di sole. Sembra il vecchio Dellwood.
Rimanere uniti! dice, sollevando il bicchiere per un
brindisi.
Nessuno si muove.
Una famiglia fa.
Reale come qualsiasi famiglia di mormoni! brindo io.
Perch ognuno di noi ha tutti gli altri dice Alma.
Poi Ida fa: Che nulla possa mai pi separarci finch viviamo.
Solleviamo in alto i bicchieri.
Che nulla possa mai pi separarci ripetiamo insieme.
Alma accende una delle sue sigarette e la passa a Ida.
Quando guardo di nuovo, la chiazza di sole  scomparsa,
e anche la pinta di vodka, e una delle bottiglie di whisky. Ida
e Alma erano sedute vicine sul pavimento. Io e Dellwood
eravamo seduti sul letto.
Ida tira un sospiro rumoroso e guardando fuori dalla finestra,
verso il punto dove un tempo c'era l'Ida's Place, dice:
Il mazzo di carte  truccato per fregarti, tienilo ben presente.
Mantieni le promesse e la pulizia, e va' avanti: non puoi
fare altro.
Di solito, quando Ida diceva una delle cose che diceva sempre
- nel modo in cui diceva sempre le cose tipo "il mazzo di
carte  truccato per fregarti" - Alma Hatch, Dellwood Barker e
io stavamo zitti, oppure facevamo segno di s con la testa.
Quel giorno, per, dopo aver fatto da paciere, Dellwood
Barker non riesce a trattenersi e dice: Sono stufo marcio di
sentirti dire le solite cazzate, Ida. Povera vecchia Ida Richilieu -
il mazzo di carte  truccato per fregarla per lei continua
ad andare avanti - la vita  proprio una brutta bestia, e
Ida Richilieu  proprio una ragazza in gamba. Sono stufo
marcio di sentire 'sta vecchia solfa. Quel che capita alle persone
dipende soltanto da loro. Il mondo esterno fa solo
quel che tu gli dici di fare. Il mondo si comporta in un certo
modo perch sei tu a raccontare la storia cos. Se davvero
vuoi cambiare il mondo, Ida, allora devi cominciare dal tuo
modo di vederlo, il mondo.
Realt.
Ida prende la bottiglia aperta da Dellwood e riempie di
nuovo i bicchieri.
Quindi, Dellwood Barker, mi stai dicendo che il mio hotel
 bruciato per via di come sono fatta io?
Esatto fa Dellwood. Sei stata tu a dichiarare guerra.
Era necessario dichiarare guerra fa Ida. Se non lo facevo
io, non lo faceva nessuno. Sono stata costretta.
Chi ti ha costretta?
I mormoni. La mancanza di una giustizia intelligente in
questo paese.
Il fatto che tu odi i mormoni perch loro non si comportano
come vuoi tu non c'entra niente, vero? fa Dellwood.
I mormoni vanno odiati per forza dice Ida. Chiunque
pensi di essere un santo, degli ultimi giorni o meno, dev'essere
odiato, dev'essere combattuto.  cos e basta, e io sono
fatta cos e basta. Non chiedermi di cambiare.
Io riempio di nuovo i bicchieri.
Ma s, certo, anche questa l'abbiamo gi sentita, o no?
fa Dellwood. Non lo capisci, Ida, che in questo modo non
fai altro che pararti il culo? Se pensi che la vita sia un mazzo
di carte truccato per fregarti - se credi di non aver niente
da dire su quel che ti succede - se pensi di non poter fare
altro che patire ingiurie, il mondo far esattamente come
dici tu e sar quel che dici tu. E se qualcuno ti mette davanti
uno specchio - se qualcuno osa farti presente che forse
anche Ida Richilieu ha qualche influenza sul susseguirsi dei
fatti della sua vita - la prima cosa che fai  nasconderti dietro
la solita vecchia storia trita per cui sei fatta cos e sar
meglio che gli altri lo accettino, visto che tu non hai intenzione
di cambiare.
Per il mio modo di vedere le cose dice Dellwood Barker,
 una posizione un po' troppo dogmatica,  un modo di vivere
da codardi, perch tutto quel che non ti piace della tua
vita va a finire che  sempre colpa degli altri.
E allora che cosa mi dici dei Wisdom Brothers? chiede
Ida. Secondo te, gli hanno fatto l'imboscata e li hanno ammazzati
come cani perch lo volevano loro? Hanno bruciato
la mia casa perch io sono fatta cos e loro sono morti - come
nella tua vecchia storia della malora - per la storia che si
raccontavano? Non ci credo e non ci creder mai. Quegli uomini
- quei negri - non hanno scelto di nascere in un mondo
che li odia. Il mazzo di carte era davvero truccato per fregarli,
e loro potevano fare solo una cosa, come tutti noi, e cio
prendere la vita prima che fosse lei a prenderli, fare un passo
alla volta, essere le persone migliori possibili e tirare
avanti.
E se questo significa subire ingiurie,  proprio quel che
faccio, come ogni abitante del verde pianeta di Dio.
i-n-g-i-u-r-i-a scandisce Dellwood, significa subire
un'infamia per un errore che si  fatto, quello di nascere.
Dellwood riempie di nuovo i bicchieri.
E stai attento, Dellwood Barker dice Ida, perch nessuno
pu dare della codarda a Ida Richilieu.
Esatto, Ida, quando ti senti in trappola, cominci a minacciare
fa Dellwood. Perch non dichiarare guerra a me? Ti
darei una ragione per continuare a vivere.
Ida prende una bottiglia di whisky e gliela tira. Lui si abbassa
e la bottiglia si rompe contro il muro. Era una bottiglia
vuota.
Dellwood si avventa contro di lei, la afferra per il colletto e
avvicina la propria faccia a quella di lei.
Di che cosa hai paura, donna? dice a denti stretti, muovendo
solo le labbra. Perch non ti fermi, una buona volta, e
ti guardi come sei?
Fuori c' un mondo, Dellwood Barker dice Ida, a denti
stretti come lui. Lo vedo, ne sento il sapore, lo posso
toccare. Non  una mia invenzione. Quel maledetto albero
che cade nella foresta far un rumore dell'accidenti perch
fuori c' un mondo - e non  un'idea di un cowboy con la
luna che crede di essersi inventato tutto - e in quel mondo
quando un albero cade fa rumore, che io sia l a sentirlo o
meno.
Allora  cos e basta, vero, Ida? fa Dellwood. Hai detto
l'ultima parola?
 cos e basta dice Ida. Ho detto tutto.
E non cambier mai? fa Dellwood.
E non cambier mai dice Ida.
La Provvidenza. Ida salta su.
Che giorno  oggi? domanda.
Dellwood guarda Ida, poi Alma, poi me.
Non lo sapeva nessuno; io s, per, perch era Halloween.
 Halloween, il 31 di ottobre dico.
Giorno di paga! Ida caccia un grido. Ah, l'umanit! Come
ho potuto dimenticare questa data?  giorno di paga a
Gold Bar! Mi sta succedendo questa cosa perch sono fatta
cos? domanda Ida, guardando verso Dellwood.
Sei una donna veramente cocciuta e cattiva dice Dellwood.
Mai quanto la maggioranza degli uomini che ho conosciuto,
compreso te, Dellwood Barker dice Ida.
Non ci sono puttane a Gold Bar! Che ci facciamo qui?
dice Alma.
Attacchiamo il mulo al carro dei Wisdom Brothers e andiamo
a fornire la merce dice Ida.
Prima di tutto facciamoci un whisky dice Alma, e riempie
di nuovo i bicchieri.
Agli alberi che cadono nella foresta brinda Ida.
E alla nostra presenza nella foresta per sentirli fa Dellwood.
Finito il bicchiere, ne riempiamo un altro, lo buttiamo gi
e ce ne versiamo un altro ancora. Alma accende un'altra sigaretta
d'erba.
A un certo punto, non so bene di preciso quando, Ida dice
qualcosa sul fatto che le donne sarebbero pi forti degli uomini.
Dellwood dice che  d'accordo, che anche secondo lui
le donne sono pi forti degli uomini, ma che gli uomini sono
pi capaci di divertirsi.
 fisicamente impossibile per un uomo divertirsi pi di
una donna! dice Ida.
Allora io dico: La maggioranza delle donne non fa altro
che cercare di farsi crescere un cazzo.
 quello che cercate di fare anche voi uomini, per lo pi
dice Alma.
Cos  cominciato tutto, e alla fine siamo arrivati alla gara.
Ida Richilieu e Alma Hatch sostenevano di potersi divertire
pi di me e di Dellwood Barker.
Io e Dellwood Barker sostenevamo di poterci divertire pi
di Ida Richilieu e di Alma Hatch.
Divertirsi di pi, alla fine si era capito, significava bere di
pi, fumare di pi e ridere pi forte.
Quando abbiamo cominciato, c'erano quattordici bottiglie
di whisky, una bottiglia di vino italiano, una pinta di grappa,
sette sigarette d'erba e un mucchietto di polvere di stelle che
stava sul palmo della mia grossa mano.
Che vinca il migliore brinda Dellwood.
Che vinca la migliore brinda Ida.
Della gara ricordo solo che  cominciata nel tardo pomeriggio
e con il sesso. Non facendo sesso, ma parlando di sesso.
Ida Richilieu dice che le scopate migliori se le era fatte con
Billy Blizzard. Alma Hatch dice che il massimo l'aveva raggiunto
con Virgil Wisdom. Dellwood Barker dice che non l'aveva
ancora raggiunto. Ricordo di aver cercato di dire con
chi avevo scopato meglio, ma che non ero riuscito a trovare il
linguaggio giusto. Per se l'avessi trovato avrei potuto dire:
la migliore scopata l'ho fatta con la pallottola di Charles
Smith.
 l che Dellwood Barker mi ha chiamato: Fuori-di-testa.
Ricordo come abbiamo riso tutti per la battuta, noi quattro
seduti intorno alla lampada a cherosene, in mezzo alla luce
rosa, noi quattro, una famiglia - il viso di Alma, di Ida, di
Dellwood - il buio non lontano dalla nostra luce.
Dopo  successo che eravamo tutti fuori sotto la luna. Era
la luna del cacciatore, piena. Eravamo sulle ceneri dell'Ida's
Place. Dellwood mette una sedia nel posto dove un tempo
c'era lo sgabello del piano. Alma era dietro il bancone, vicino
alla porta, dove si metteva sempre per poter raggiungere per
prima chiunque arrivasse. Ida, con il vestito bianco, ancora
in piedi sulle sue gambe, ballava sul bancone al chiaro di luna,
con il vestito bianco in mezzo a tutto quel nero, ballava
su quel che rimaneva del bancone.
Come take a trip in my airship and we'll visit the man in the
moon cantava - non era una puttana da saloon, ma Ida che
ballava con il suo uomo, che ballava il valzer con l'uomo che
amava, forse suo marito, forse un giovane appena entrato,
un ragazzino, in realt.
Io ero dov'ero sempre stato: sulla porta della cucina, a
guardare dentro, a osservare loro, la mia famiglia.
Poi ricordo che era mattina. Mi sveglio infreddolito, ricoperto
di nero, solo, fuori nella baracca. Se ne erano andati
tutti. Ida Richilieu, Alma Hatch e Dellwood Barker se ne erano
andati.
Guardo fuori dalla finestra e vedo la nuvola di neve sul
Devil's Pass. Era bellissima: una balla di piumino d'oca che fluttuava
lenta nel cielo azzurro d'ottobre. Rimango a osservarla
per un po'. Penso a che cosa sembra: un uccello, una mano
allungata, una donna che corre.
Penso alla neve - alla neve sul Devil's Pass - penso che
Ida Richilieu si  sbagliata sulla neve, quest'anno.
Penso: giorno di paga a Gold Bar, e Gold Bar  al di l di
quella neve.
Salto su in fretta, le mie gambe e i miei piedi obbediscono
ai miei ordini, e raggiungo di corsa il posto dove Ida aveva
lasciato il carro dei Wisdom Brothers. Com'era prevedibile, il
carro non c'era pi. E neppure il mulo.
Come un pipistrello uscito dall'inferno dice Doc Heyburn,
per descrivere il carro che lasciava il villaggio di sera.
Appena dopo il tramonto fa, quel carro di negri se n' volato
via come un pipistrello dall'inferno.
Corro gi per la discesa di Pine Street. Su per la salita di
Pine Street. Gi a Chinatown. E poi indietro.
Arrivato davanti al barbiere, mi fermo e rimango davanti
al punto dove un tempo c'era l'Ida's Place.
Come pipistrelli usciti dall'inferno! dice il reverendo
Helm. Era sulla veranda del barbiere. Vicino a lui c'era
Blumenfeld.
Come peccaminose fattucchiere voodoo! dice. Ubriache
marce!
Due puttane marce! dice Blumenfeld. Che il diavolo se
le porti!
Avrei potuto ammazzarli tutti e due, direttamente l in
strada. Per non l'ho fatto. Ho pensato che fosse pi importante
raggiungere Ida, Alma e Dellwood.
Corro da Damn Dave e apro il portone della scuderia.
Abramo Lincoln mi guarda, anche Killdeer e Dellwood
Barker mi guardano.
Mi spaventa come sono felice di vederlo. Ho voglia di corrergli
incontro, di toccargli la faccia, di sentirlo respirare, e
sto per andare - per poi mi fermo, perch c' qualcosa che
non va.
Dellwood imprecava e aveva fretta, e Dellwood Barker
non aveva mai fretta. Stava mettendo la sella ad Abramo
Lincoln, si muoveva velocemente, faceva cadere le cose, aveva
un laccio in una mano, la borraccia nell'altra e cercava di
legarle alla sella.
Sono sul Devil's Pass mi dice, e sono nei guai, Shed, lo
so. Ida e Alma sono rimaste bloccate in quella nuvola sul
Devil's Pass, e tu e io dobbiamo aiutarle.
Dellwood mi getta i suoi vestiti nuovi per l'inverno che gli
andavano troppo larghi e io li lego alla sella di Killdeer.
Usciamo dal villaggio al galoppo, come pipistrelli dall'inferno,
veloci come il vento. Dellwood davanti su Abramo Lincoln, io
su Killdeer, su per la strada che porta al Devil's Pass e alla
nuvola che lo ricopre.
Abramo Lincoln era mezzo morgan mezzo quarter, equilibrato,
ma pi lento di Killdeer, che era un arabo, perlopi,
credo. Per Killdeer era comunque lento per me. Neanche il
cavallo pi veloce del mondo sarebbe stato abbastanza veloce.
Sul collo di Killdeer si stava formando la schiuma, anche
su quello di Abramo Lincoln. Attraversiamo in fretta il buio
degli alberi, l'ombra e la luce, il nostro cuore che batte, i cuori
dei cavalli che battono, respiri affannosi, zoccoli di cavallo:
io che penso all'ingiuria, all'inferno, a tenere il cuore aperto
anche all'inferno, io che penso al diavolo. Alla terza curva
della strada, quella a S, tiriamo le redini e ci fermiamo.
La nuvola era l.
Era sopra il Devil's Pass nel cielo limpido e azzurro, come
il fuoco sull'Ida's Place, una montagna bianca fluttuante appoggiata
a una montagna, con un fuoco dentro.
Io e Dellwood ci guardiamo in faccia. La nuvola non piaceva
neanche ai cavalli. Smontiamo e guidiamo gli animali a
piedi. Andiamo dritti verso la nuvola. Fin l c'era sole e azzurro.
Poi siamo entrati e faceva freddo, strati di nuvola
tutt'intorno come gli strati di nebbia sul fiume di mattina.
Stacco i vestiti invernali dalla sella e mi metto le braghe di lana,
la giacca e la sciarpa. Al momento non ci penso, per i vestiti
mi vanno tutti bene.
Pi in l, quando la nebbia si dirada, vediamo la neve.
Fiocchi grossi, alcuni come un pugno chiuso, gioielli che
scendono lenti e silenziosi.
Non mi stanco mai di guardare la neve che cade, i fiocchi
che mi si posano sul viso e sulle braccia, sulle orecchie e sulla
criniera dei cavalli. l veniva voglia di mollare tutto, di
correre e giocare.
Abramo Lincoln e Killdeer cominciano a pestare per terra
e a scoreggiare - saltellano di qua e di l, anche se di solito
non sono cavalli che si mettono in mostra.
Delle tracce del carro neanche l'ombra.
Avanziamo a cavallo attraverso la nuvola finch non nevica
quasi pi ed  tutto buio e freddo. All'ultimo tornante prima
di arrivare in cima, ci fermiamo. Dellwood mi grida che
il Devil's Pass non era a pi di un quarto di miglio di distanza.
La neve si era posata sulla strada e non si vedeva molto
pi in l delle orecchie dei cavalli. C'erano raffiche di vento
che si divertivano a farti ribaltare.
Continuiamo ad avanzare per un po', tirando i cavalli, arrancando
nella neve soffiata dal vento, ma  tutto inutile.
Siamo congelati anche noi fino alle ossa. Siamo quasi decisi a
tornare indietro quando Dellwood inciampa in una bottiglia
di whisky. Sento ancora l'odore del whisky. Vado fino al bordo,
dove la strada gira quasi su se stessa verso sinistra. Sul
bordo scosceso dove si sposta la neve, vedo le pietre graffiate
e rovesciate. Gi in basso era buio per l'eternit.
Ida! Alma! Le mie orecchie sentono appena quel che grida
la mia bocca.
Urlo di nuovo i loro nomi, poi vengo colpito in faccia da
una raffica di vento profumata di rose e di Alma Hatch.
Allora capisco.
Sul mondo c' una grande esplosione di sole. Un sole cos
luminoso che dobbiamo coprirci gli occhi. Io e Dellwood
guardiamo la nuvola che si sposta dal Devil's Pass e ondeggia
verso nord.
Sotto di noi c' una grossa roccia che spunta dalla neve come
un pugno. Sotto la roccia si vedeva solo gi in fondo per
l'eternit. Su un lato della roccia c'erano dei pini. Sull'altro
c'erano dei sassi pi piccoli e dei pini mughi.
In quel momento un condor si posa tra gli alberi a sinistra
della roccia sbattendo lentamente le ali e fermandosi vicino
agli altri condor: dovevano essere una ventina.
Grazie mille dice Dellwood al condor, e si mette a correre
verso un punto a lato della strada un po' pi in alto rispetto
a dove eravamo noi, dove la terra scendeva dolcemente
anzich a precipizio. Dellwood tira Abramo Lincoln
gi per la discesa e io lo seguo con Killdeer. Per un tratto la
terra era secca, ma poi c'era la neve, neve profonda e, dato
che la roccia sporgente era cos vicina, non capivi se stavi
camminando sulla neve sopra la terra o no. Ci mettiamo
tutta la mattina ad aprirci la strada verso la roccia, in certi
posti la neve spazzata dal vento arrivava fin sopra le nostre
teste.
Per tutto il tempo il sole rimane sopra di noi, luminoso
come Dio. I condor giravano in tondo, si posavano e facevano
i loro versi. A un certo punto c'era cos tanta luce che
avrebbe accecato persino Blind Jude. Mi copro il viso con la
sciarpa nuova di Dellwood e ci faccio due buchi, non pi
grandi del mio mignolo, per vedere. La luce che entrava dai
buchi era tagliente come un coltello. Mi bruciava il naso e
anche il palato. Dellwood aveva in testa solo il suo Stetson.
La ferita riprende a sanguinare. La tesa del cappello lo riparava
dal sole, ma non dal bagliore della neve. Dellwood
continuava a proteggersi la faccia con il braccio e a camminare.
Anche i cavalli se la passavano male. Cominciavano ad
agitarsi. Avrei voluto mettergli una coperta o qualcos'altro
sulla testa per proteggergli gli occhi, ma avevo paura di peggiorare
le cose. Con quell'eternit gi di fianco a noi, non era
il caso di far imbizzarrire un cavallo, perci decido di lasciar
perdere.
Un paio di volte mi sento spacciato, sento di dover imparare
a volare, tanto  vicino il bordo.
Quando alla fine arriviamo alla roccia, rimaniamo sotto la
sua ombra, senza neppure cercare di aprire gli occhi. Poi
quando ci proviamo, vedere  come sanguinare.
La prima cosa che i miei occhi vedono, oltre allo splendore
di Dio, sono i condor che girano intorno ad Alma Hatch. Lei
era in piedi, appoggiata a un albero. L intorno c'erano centinaia
di uccelli, ma nessuno di loro la stava mangiucchiando
- non ancora - anche se ne avevano voglia.
Mi lancio contro gli uccelli, maledicendoli con tutte le parole
che conoscevo in tybo e nella lingua indiana. Il rumore
delle loro ali mi riempie le orecchie, sento solo quello, oltre
alle mie urla.
Sulla roccia non c'era neve. Corro verso il rialzo dove cominciano
gli alberi. Tra la roccia e gli alberi c' un'apertura
dove il vento soffia forte. Poi, guardando su per la salita verso
la strada, vedo il cartello rosso, giallo e verde e l'immagine
dei Wisdom Brothers. Le figure dipinte di Ulysses, Virgil,
Homer e Blind Jude erano nella neve e mi sorridevano. L vicino
c'era un mulo morto e mezzo mangiato, e una ruota del
carro, ma non Ida.
Corro verso l'albero, all'ombra, da Alma. Quando l'ho
quasi raggiunta, vedo che i suoi piedi non toccano terra. Vedo
un ramo che spunta da lei, tra le sue gambe, un ramo che
le spunta dalla gonna dal buco di donna, un ramo d'albero.
Stavo cercando di farmi crescere un cazzo intanto che vi
aspettavo, ho l'impressione di sentirle dire, e poi gi una risata.
Alma Hatch. Aveva gli occhi aperti. Nessun condor avrebbe
mai osato mangiare quegli occhi - belli come per il condor
il volo. Guardava fisso davanti a s, come se ci fosse qualcosa
di bello. Le sue braccia non erano pi attaccate al corpo.
Erano pi in alto sull'albero, ali che aspettavano di essere
raggiunte dalle altre parti di Alma.
Dellwood mi raggiunge da dietro, mi mette un braccio
intorno alle spalle e insieme rimaniamo a guardare Alma
Hatch.
Poi sentiamo delle risate. Ci guardiamo in faccia per vedere
se non siamo gi impazziti.
 Ida Richilieu che ride.
Prima penso che stia giocando a nascondino con noi e non
riesca a trattenersi dal ridere perch io e Dellwood siamo cos
vicini.
La tiriamo fuori dalla neve. Ida Richilieu era un sacco di
ossa. Rotte, perlopi. Quelle conciate peggio erano le gambe.
Carne insanguinata, gonfia e congelata. Doveva essere caduta
in piedi.
Ida ride di nuovo in quel modo un paio di volte, come se
qualcuno stesse facendo delle battute di spirito. Dellwood
dice che sta parlando con il Grande Mistero.
Io la penso diversamente. Ida rideva cos solo delle sue
battute.
La avvolgiamo nelle coperte e la stendiamo al sole, e poi
tiriamo gi Alma dall'albero. Io mi arrampico per andare a
prendere le braccia. Dellwood lega Alma a Killdeer, e poi anche
le braccia.
Costruiamo alla meglio una barella per Ida usando rametti
e arbusti, la leghiamo ad Abramo Lincoln con la corda di
Dellwood e poi ci sistemiamo sopra Ida.
Ci mettiamo un'altra mezza giornata a tornare a Excellent - 
gi notte e nevica forte.
Io e Dellwood sleghiamo Ida dalla barella, la portiamo
nella baracca e la posiamo sul letto. Poi portiamo dentro Alma
e la adagiamo sul pavimento insieme alle sue braccia.
Dellwood va a cercare Doc Heyburn. Io accendo il fuoco nella
stufa e metto a scaldare dell'acqua.
Quando la baracca comincia a riscaldarsi, tolgo a Ida il
vestito bianco e tutto il resto. La pelle delle sue gambe
sembra bruciata ed  rosa, blu e squamosa. Le slaccio gli
stivali. Si sente la carne che esce fuori. Mai sentito un odore
simile.
Cos glieli lascio addosso, gli stivali. Ho paura che vengano
via anche i piedi.
La lavo tutta, prendo una pezza e le pulisco la fronte, le
labbra, il collo. Le lavo le braccia blu e striminzite. Le dita come
ghiaccioli. I peli sotto le ascelle. I seni, i capezzoli, lo stomaco.
Il buco di donna. La sollevo a sedere sul letto, appoggiando
il suo viso alla mia spalla. Le lavo la schiena, il
sedere, le gambe fino agli stivali. Le lavo gli stivali. Le spazzolo
i capelli con la mia spazzola. La stendo di nuovo. Capelli neri ricci che stanno ingrigendo sopra la fronte e le tempie,
Ida sul cuscino bianco, un angelo in un cerchio di luce - luce
rosa. La copro con la coperta di pelle.
Ida Richilieu.
Quando torna, Dellwood dice che Doc Heyburn era ubriaco.
Scopre Ida. D un'occhiata alle sue gambe. Glielo vedo in
faccia.
Dellwood esce. Quando torna ha una sega in mano.
Quando i miei occhi vedono la sega, la mia bocca gli dice
di aspettare. I miei piedi corrono dal dottor Ah Fong, la neve
fino alle ginocchia, appena sotto le ginocchia, raffiche di neve
umida e pesante contro la mia faccia al buio. Suono il
campanello della porta come ho sempre fatto da quando cominciano
i miei ricordi. Poco dopo si accende una luce. Sfrego
il vetro bagnato e vedo la fiamma che si avvicina alla finestra.
Il dottor Ah Fong avvicina la fiamma al vetro. Io sposto
la faccia per farmi vedere. Lui toglie il chiavistello e apre la
porta.
Oppio dico, per Ida.  ferita.
Ida felita? Come? domanda il dottor Ah Fong.
Le gambe dico. Si  congelata le gambe.
Congelata gambe dice il dottor Ah Fong. Mi spiace.
Congelata gambe.
Il dottor Ah Fong chiude la porta dietro di me. Aspetti
qui! dice, come sempre. Plendo oppio pel gambe di Ida.
Accende la candela sul suo scrittoio, non c' altro l sopra,
solo il registro chiuso, mi fa un inchino e percorre il
corridoio, la sua testa un'ombra, i suoi piedi che strisciano
per terra. Guardo i libri sugli scaffali dietro il vetro, le bottiglie,
le carte ricoperte di scritte cinesi, cose rosse e verde
scuro e di quel blu. C'era la figura del corpo umano con linee
che indicavano le diverse parti e spiegavano in cinese
cos'erano.
Quante volte avevo aspettato l al buio l'oppio per Ida?
Per il raffreddore di Ida. Per il mal di schiena di Ida. Per il
mal di testa di Ida. Per le gambe congelate di Ida.
Il dottor Ah Fong torna indietro dal corridoio con l'oppio
in una bottiglietta dentro un involto di carta rossa ripiegata
tre volte.
Oh dice. Pel gambe congelate di Ida.
Gli do i soldi. Lui si inchina e anch'io mi inchino. Quando
ritorno nella baracca, Dellwood aveva riempito d'acqua
tutti i secchi e la mia ciotola. Aveva un mucchio di
lenzuola e di asciugamani e di pezzuole. Il fuoco nella
stufa scaldava molto: la baracca era come un forno. Aveva
spostato Ida sul tavolo, con le gambe che penzolavano dal
bordo. Era legata con la corda. Dellwood le aveva stretto
sopra le ginocchia dei pezzi di stoffa che chiamava lacci
emostatici.
Tolgo il tappo alla bottiglietta di vetro e verso l'oppio sulla
carta rossa. Con un coltello lo divido in tre linee. Arrotolo un
pezzo di carta rossa e risucchio una linea di oppio e poi la
soffio in una narice di Ida, ne risucchio ancora un po' e lo
soffio nell'altra narice. Ne prendo un po' con il dito e glielo
metto sulle gengive, sotto la lingua. Le apro la bocca e gliene
rovescio un po' in bocca. Gliene ficco un po' nel culo e nel
buco di donna, cercando il modo migliore di farlo entrare in
lei. Ne metto un po' in una sigaretta, la fumo e poi le soffio il
fumo in bocca, appoggiando le labbra sulle sue, gi fino in
fondo. Passo la sigaretta a Dellwood. Lui le soffia dentro il
fumo, appoggiando la bocca sulla sua.
Dellwood le mette un bastoncino in bocca e mi dice di
mettere la padella di ferro sulla stufa. Io faccio come mi ha
detto e metto il catino per lavarsi sul pavimento sotto le
gambe di Ida.
Dellwood mi dice di tenerle la bocca chiusa sul bastoncino
a tutti i costi.
Dellwood Barker era nel cerchio di luce con la sega in mano.
I capelli stavano cominciando a ricrescergli. La ferita in
testa sanguinava. Sudava e i suoi occhi non guardavano
niente. Io sentivo l'oppio che cominciava a salire, credo che
anche lui lo sentisse.
Dellwood appoggia la sega prima sulla gamba sinistra di
Ida, sull'osso appena sotto il ginocchio. La tira su verso di lui
e sulla gamba, e lei fa quel rumore. Poi la spinge di nuovo
gi, si ferma, fa un respiro, e poi ricomincia a segare. La pelle
si rompe e comincia a uscire il sangue, poi la sega arriva
all'osso e fa un rumore tutto diverso, tipo come quando taglia
il legno. Ida si tende tutta e comincia a lamentarsi, cerca
di aprire la bocca per fare uscire l'urlo, ma io non glielo permetto.
Le tengo stretto il mento. Il sangue continua a schizzare
in faccia a Dellwood, sul tavolo, su Ida. Si sente sgocciolare
nel catino di sotto.
Meno male che Ida era cos magra e aveva le ossa sottilissime.
Quando lui arriva a met osso, questo si rompe, la
gamba cade e rimane appesa solo per la carne. Dellwood
prende il coltello e la taglia via. Non sapeva che farne, cos la
mette nel catino. Poi prende la padella, dimenticandosi che 
per forza rovente. Da dove mi trovo sento l'odore della sua
carne bruciata. Caccia un'imprecazione e si mette a piangere.
Gli passo un pezzo di asciugamano. Lui lo arrotola e si avvolge
la mano e poi prende di nuovo la padella. L'asciugamano
comincia a fumare. Dellwood mette la padella nel
punto dove la gamba di Ida era collegata al resto del corpo e
la lascia l. Carne fritta.
Ida affonda i denti nel legnetto fino in fondo. Dellwood
continua a piangere e a schiacciare la padella contro il moncone.
Ida si dibatte tutta, urla. Temo che inghiotta il bastone,
ma non riuscivo a metterle le dita in bocca. Mordeva come
un cane rabbioso. I versi che uscivano da lei non erano
urla.
Dellwood rimette la padella sulla stufa con il sangue che
sfrigola. Sta ancora piangendo e singhiozzando forte. Comincia
con la seconda gamba, ma deve fermarsi a vomitare.
Ida si affloscia. Per me  morta, quindi penso che non ha senso
tagliarle l'altra gamba. Dico a Dellwood di fermarsi, ma la
mia voce  ben poca cosa in quella stanza piena di rumore,
tra la carne che frigge, i rimasugli delle urla, il vomito e il
mio cuore che batte e tutto il resto.
La seconda gamba  pi difficile da segare. Dellwood ha
la mano molto bruciata e le ossa della gamba destra devono
essere pi dure, non si rompono subito come le altre.
Dellwood deve dare una botta forte alla gamba, perch con la
sega non riesce pi a muoversi. Quando l'osso si rompe,
taglia di nuovo la pelle e mette la gamba insieme all'altra.
Poi riavvolge di nuovo la mano con l'asciugamano, prende
la padella e la sbatte contro il moncone destro. Ida non si
muove. La gamba destra non  entrata nel catino e ora  l
sul pavimento tutta insanguinata vicino alle braccia di Alma
Hatch.
Dellwood toglie i lacci emostatici, avvolge ogni gamba
con un lenzuolo e poi glieli rimette. Le lenzuola diventano
rosse. Sleghiamo Ida dal tavolo e la portiamo sul letto dove
io la avvolgo di nuovo nella mia coperta di pelle.
Dellwood esce e vomita di nuovo. Anche il mio stomaco
cerca di uscirmi dalla bocca, ma io non glielo permetto.
Avevo troppe cose da fare. Rovescio fuori tutti i secchi di
sangue, porto dentro altra neve al posto dell'acqua e mi
metto a pulire. Lavo la sega, il tavolo, il pavimento, le macchie
sulla parete. Alla fine sono l che getto secchi di neve
nella baracca. Il sibilo della neve sulla stufa. Non sapevo
che fare delle gambe di Ida. Mi viene in mente di metterle
fuori per congelarle, ma poi penso che se le sarebbe mangiate
sicuramente un orso o qualche altro animale. Cos le
lascio nel catino.
Quando Dellwood ritorna nella baracca, comincia a spogliarsi.
Quando si toglie la camicia, gli guardo il tatuaggio.
Dice che anch'io devo spogliarmi, di alimentare bene il fuoco
e di spogliarmi.
Dellwood si stende vicino a Ida sul letto. Mi dice di mettermi
dall'altra parte.
Io sul letto, Dellwood sul letto, Ida in mezzo girata verso
Dellwood. Lui la avvolge con le braccia e con le gambe. Io
faccio lo stesso.
Ida stava tra il nostro collo e le nostre ginocchia, un piccolo sacco di ossa tra di noi. Sentivo il suo sangue sulle mie
gambe. Copro tutti e tre con la coperta di pelle.
Dellwood chiude gli occhi e comincia a respirare a fondo.
Anch'io li chiudo e inizio a respirare con lui, aprendo gli occhi
ogni tanto per vedere che cosa succedeva. La lanterna era
sopra di noi. Regolata al minimo. Dellwood apre gli occhi.
La sua faccia vicino alla mia. Mi bacia infilandomi la lingua
in bocca e mettendomi la mano sul collo.
 ora, mio giovane berdache dice, facendo avanti e indietro
con il bacino contro Ida, avremo bisogno di tutto il Moves
Moves che riusciamo a trovare.
Ida  in mezzo a noi dice. Dobbiamo prendere tutto
quel che sentiamo l'uno per l'altro, tutto l'amore, tutto l'amore
che sentiamo per lei e metterlo nel suo cuore. Guarirla
deve essere la nostra unica intenzione. Qualunque cosa tu
faccia, non eiaculare.
Poi mi bacia di nuovo. Continuo a pensare a ossa segate e
al sangue, a braccia e gambe staccate dai corpi.
Devi pensare in modo limpido e diretto, Shed, e solo a
una cosa: guarire Ida con il tuo Moves Moves. Se non ripulisci
la tua mente da tutte le altre stronzate, lei morir.
Poi Dellwood la bacia in bocca. Vedo la sua lingua che
spinge contro le guance di lei, mentre lui continua a fare su e
gi con il bacino. Immagino Ida che vive senza gambe e penso
che sarebbe meglio che morisse.
Tiro su il cazzo in modo da appoggiarlo a lei, tra le gambe,
vicino al cazzo di Dellwood, appena sotto il suo buco di
donna.
Non penetrarla dice. Avvolgile il cuore con il tuo Moves
Moves.
Come faccio? domando.
Fallo e basta dice lui.
Cos io prendo il mio Moves Moves e le avvolgo il cuore.
Ida rabbrividisce.
Adesso fa' in modo che smetta di sanguinare! mi dice.
Anche tu, Ida, smetti di sanguinare! le dice.
L a letto insieme facciamo fermare il sangue, Dellwood
Barker, Ida Richilieu e io, gli occhi chiusi, fradici di sudore,
con i nostri respiri, con i nostri cuori che battono.
Sentivo il cuore di Ida, il suo cuore.
Adesso di' la verit! mi dice Dellwood.
Su che cosa? domando.
Su tutto. Anche una storia, qualsiasi cosa. Ma devi dire
solo la verit. Tieni il cazzo duro. Non venire. Avvolgile il
cuore con il tuo Moves Moves. Non pensare ad altro che a
guarire Ida.
Di' la verit dice. Ti amo. Abbiamo tutta la notte davanti.
Di' tutta la verit.
Quando c' qualcuno che aspetta, le cose che hai dentro possono
metterci un bel po' a uscire, soprattutto se  la verit.
La verit era che non mi veniva in mente niente da dire.
Attraverso le fessure della stufa vedevo il fuoco. Rami di
pino scoppiettanti, fuoco rosa che creava chiazze di fuoco
sulle pareti e sul soffitto.
Sotto la coperta erano i corpi a fare il fuoco. Il cazzo duro di
Dellwood che sfregava appena sotto il buco di donna di Ida, il
mio cazzo vicino al suo, che gli scivolava vicino, che scivolava
contro le sue parti bagnate. Si sentiva il nostro sfregare uno
contro l'altro, il nostro respiro, il respiro mio e di Dellwood.
Quello di Ida.
Il mio Moves Moves salta su e le avvolge forte il cuore, il
suo cuore che batte, e lo tiene stretto.
Allora penso che siccome sta respirando e il suo cuore
sta battendo, Ida mi ascolter. Cos apro la bocca per fare
uscire le parole. Dentro di me c'era un linguaggio, un linguaggio
che Ida doveva ascoltare. La verit profonda che
lei doveva ascoltare, la verit nel profondo di me, la verit
che veniva da dove c' ogni cosa, dove c' la conoscenza e
la comprensione. La verit in me, la verit di tutti: la verit
che Porcospino aveva detto a Penna di Gufo che stava morendo.
Non voglio che tu muoia le dico. Ti voglio bene. Ida,
non hai le gambe e Alma  morta, ma non voglio che tu
muoia. C' Dellwood qui con te, e anch'io, e staremo sempre
con te. Siamo una famiglia dico. Rimaniamo uniti. Niente
ci separa. Una famiglia vera come quelle dei mormoni.
Sento qualcosa che si muove in Ida.
Una famiglia: quel giorno di settembre quando ci eravamo
messi i bei vestiti bianchi di Sears and Roebuck e ci
eravamo seduti al tavolo con la tovaglia a quadretti rossi e
bianchi, all'ombra, vicino al punto pi largo del fiume dove
l'acqua  verde. Ci eravamo presi una vacanza dalla
barbarie, dalle scopate con cowboy e minatori e dalla
guerra contro i mormoni. Stavamo mettendo un po' di
grazia e bellezza nella nostra vita, con il vino italiano e i
cibi che si mangiavano in Europa, e ci eravamo raccontati
delle storie.
Alma, Ida, Dellwood e io.
In verit quel giorno non avevo raccontato una storia.
Avevo solo pensato a che cosa avrei detto, se avessi dovuto
raccontarla. Quel che avrei detto allora, e quel che ho detto
davvero disteso vicino a Ida Richilieu senza gambe, fuori
nella baracca, pompando il mio Moves Moves con Dellwood,
 questo: Oh, Grande Mistero. Se tu sei il diavolo,
allora non sono io a raccontare la storia. Il mio nome 
Out-in-the-Shed, Fuori-nella-Baracca. Forse mi conosci come
Duivichi-un-Dua. Tu hai la conoscenza e la comprensione
delle cose, noi no. Non so perch non ce l'abbiamo, comunque
non ce l'abbiamo. Non so perch non vuoi farci sapere il
perch.  cos e basta. Non mi sto lamentando.
Per credo che se continuo a lavorare sul mio Moves Moves,
la conoscenza diventer comprensione su Non-una-vera-montagna
e morir felice. Nel frattempo, mentre aspettiamo
qui, mi piacerebbe molto ringraziarti per avermi fatto
vivere. Grazie per avermi fatto conoscere Penna di Gufo, per
la nuova vita che lui mi ha dato. Grazie per avermi fatto conoscere
e amare persone come Dellwood Barker e Alma Hatch,
che parlano con gli animali e gli animali rispondono.
Grazie per avermi fatto crescere da Ida Richilieu dopo la
morte di mia madre. Magari non sembra, per se l' cavata
abbastanza bene.
Ti prego di dare ad Alma, ovunque si trovi adesso, le
braccia, oppure un paio di ali.
Quando smetto di parlare, sento Dellwood Barker che
russa, e anche Ida Richilieu, tutti e due. Per un attimo penso
che sono io a russare, tanto siamo vicini sul letto, braccia e
gambe tutte intrecciate come se fossimo una sola persona e
non tre.
Per non ero io. Non si pu russare e pensare insieme,
cio non nello stesso momento, cos immagino che siano loro
che dormono e russano, mentre io sono sveglio.
Poi Dellwood mi grida contro con una voce che non riconosco
come sua: Va' avanti, Shed! Tira su il tuo Moves Moves.
Guarire Ida  la tua unica intenzione. Non eiaculare. Di'
la verit.
La verit  che non sapevo quanto potevo resistere ancora:
continuando a dire la verit, a rimanere sotto la coperta sudata,
a muovere il bacino su e gi, a restare duro senza eiaculare.
Ida rabbrividisce di nuovo - forse sono io che rabbrividisco,
non sono sicuro - sono schiacciato contro di lei. Il mio
cazzo duro vicino a lei. Anche Dellwood ce l'ha duro, le nostre
palle sfregano una contro l'altra appena sotto il buco di
donna di Ida.
Noi tre, uno solo, scopiamo noi stessi.
In verit sapevo che Ida doveva svegliarsi. Diceva sempre
che non riusciva a dormire se c'era un cazzo duro nella sua
stanza.
C' un cazzo duro in questa stanza dico, e mi sembra di
vederla sorridere, ma la luce  cos debole ormai che  difficile
dire.  difficile dire cos' cosa, fa caldo e c' bagnato e si
respira a malapena. Difficile dire. Fuochi rosa e ombre in una
stanza buia.
La verit dico ad alta voce, almeno credo.
La verit: si pu dirla ad alta voce?
Ida, sei stata tu a portare qui Billy Blizzard. Ha violentato
me perch cercava te. Ha ammazzato mia madre perch voleva
ammazzare te.
La verit  che per me era meglio se uccideva te, e non
mia madre.
Sei stata tu, Ida, a portare qui i Wisdom Brothers. Sono
morti di guerra - la tua guerra. La verit  che per me era
meglio se la facevano a te l'imboscata.
Tu e i tuoi cazzi, Ida. Sei ossessionata dai cazzi, che per te
sono gli uomini. Quanto al mio di cazzo, Ida, quando l'hai
visto duro per la prima volta, quella notte, hai pensato di poterci
ricavare dei soldi.
La verit  che, chiss perch, mi hai mentito sulla mia
sorella gemella.
La verit  che il Moves Moves veniva su grande e caldo,
sudato, bagnato. Avvicino la faccia a quella di Dellwood.
Era partito: lui e Ida si erano presi una vacanza dalla barbarie.
Se ne erano andati e mi avevano lasciato qui da solo con la
verit, con me che dicevo la verit, con il suo linguaggio.
Quando esce, il linguaggio  pi simile agli urli di Alma Hatch,
a come ti senti quando stai venendo.
Tieni il cuore aperto anche all'inferno dice Penna di
Gufo. Lui  disteso vicino a me sul letto.
Non eiaculare mi dice.
Non fermarti!
Ida, il tuo corpicino scarno e ossuto. Il tuo sesso su di te
come biancheria intima quando arriva il momento di lavorare.
Il sesso su di te - biancheria intima che metti e togli, lavi e
stendi, lenzuola bianche immacolate appese al filo.
La verit, Ida,  che il tuo corpo  un'industria.
La verit  che tu tratti il tuo corpo come il mondo intero.
La verit, Ida,  che tu sei la Signora Tutto-Compreso.
Credi di avere sempre ragione e che sei fatta cos e non cambierai
mai. Anche se hai torto, hai ragione. Gli inverni arrivano
a tre a tre: seguono lo stesso schema per tre anni di fila,
vero, Ida? Be', se  vero, dove sono le tue gambe, Ida?
Te lo dico io dove sono: sono nel catino qui sotto, congelate
da un inverno che tu dicevi che non sarebbe arrivato.
La verit  che tu ascolti solo la tua, di storia.
La verit  che non c' spazio per nessun altro in una vita
come la tua.
La verit  che sei una santa degli ultimi giorni. Sei tale e
quale i mormoni che odi tanto.
Spingo forte contro il culo ossuto di Ida, voglio che capisca,
voglio scoparla finch non capisce.
Ida Richilieu. Sei buco di donna. Buco di donna  la Signora
Tutto-Compreso, sei tu.
Il buco di donna ti d la vita. La Signora Tutto-Compreso
se la riprende, si appropria della tua vita. Tutto  suo, nella
sua vita, tutto  della Signora.
Mi hai persino chiamato come una delle tue case.
La verit  che la mia vita  la storia di me che mi riprendo
la mia vita.
La verit  che stavo cominciando a venire-senza-venire.
Gli occhi di Dellwood mi guardavano nell'occhio sinistro,
anche lui stava venendo.
La verit.
Poi ho capito.
Una baionetta nel cranio.
Mia madre era Princess gli dico, con la voce che viene
da me, non me. Il suo nome indiano era Umori di Bisonte.
Ho la stessa fotografia che hai tu.  dietro lo specchio, se
la vuoi vedere.
La fotografia di mia madre, tua moglie.
Quelle parole, mia madre, tua moglie, mi oscillavano in
testa, come io oscillavo contro Ida, come Dellwood oscillava.
 il corpo di tuo figlio che ami tanto, Dellwood.
 la verit dico. Non l'avevi capito?
Non smetto di parlare, i miei occhi nell'occhio sinistro di
Dellwood, vedo il sangue che esce dalla ferita in testa, che gli
entra nell'angolo della bocca. Che gli cola sul mento. Il fuoco
nella stufa rosso sotto il nero  lo stesso fuoco che brucia negli
occhi di Dellwood.
Shed? dice, e non parla pi, mi guarda, ascolta la verit,
la conosce.
Sei mio padre dico. Io sono tuo figlio.
 cos che muoiono spesso i berdache, mi aveva detto
Dellwood una volta. Hanno il potere, troppo amore, troppo poco
buon senso e finiscono per inghiottire bocconi troppo
grossi per loro.
Era successo a Penna di Gufo.
E ora succede anche a Dellwood Barker. Non che ne avesse
mai avuto, di buon senso, comunque. Per aveva sempre
avuto moltissimo amore - troppo, si  capito dopo.
Era troppo grosso il boccone che aveva preso da Ida quella
notte.
Troppo grosso il boccone che avevo preso da lui.
Lo vedo inghiottire il boccone. Lo osservo risucchiare la
malattia che era dentro Ida e prenderla dentro di s. Lo osservo
inghiottire il buio.
Sono tuo figlio. Tu sei mio padre dico.
Shed? dice Dellwood.
Il Moves Moves, Dellwood e io insieme, Ida in mezzo.
Gufo che vola basso e scivola nel cielo della notte. Dellwood
succhia la malattia di Ida dentro di s. Il boccone troppo
grosso. La sua bocca su quella di Ida, il suo respiro entra in
lei.
Tu sei mio padre. Io sono tuo figlio dico.
Shed? dice Dellwood.
...
.
...
Parte seconda.
...
.
...
I diari.
...
.
...
La fotografia non c', dietro lo specchio. Rimango l in piedi
e cerco di costringere i miei occhi a guardare dove un tempo
c'era la fotografia, scalzo sul pavimento freddo, le braccia
strette intorno al corpo, il respiro che mi esce dal naso. Fuori,
il vento ce l'ha con la baracca, soffia raffiche forti che si infilano
nelle crepe e nelle fessure.
Non so quanto ci metto a ritornare tutto intero, fuori nella
baracca - quanto tempo rimango l a tremare e a guardare
dietro lo specchio. Fuori dalla finestra i miei occhi socchiusi
vedono solo luce brillante. Nient'altro, solo male agli occhi.
Piano piano cominciano a vedere la neve.
La legna per il fuoco era accatastata sul pavimento alla
maniera di Dellwood. Anche i miei vestiti erano bene in vista:
quelli invernali troppo larghi per Dellwood, puliti e
asciutti. C'era caff, pane, uova e una trota affumicata. Il barile
d'acqua era pieno. Sul letto c'era una nuova coperta
Hudson Bay e quella di pelle. Neanche una macchia di sporco.
Non una traccia di sangue. Neppure l'odore.
La luce forte diventa rosa e d'oro e le cose sono ombre, poi
un'unica grande ombra, niente luna per tutta la notte. Ho
mangiato. Ho dormito come fossi anch'io morto. Mi stupisco
di riaprire gli occhi su un nuovo mattino.
Una giornata luminosa, limpida e fredda, proprio da Excellent.
I miei piedi riescono a camminare, e arrivo cos al negozio
del barbiere. Devo coprirmi gli occhi. Apro la porta e ci
metto troppo a vedere chi c' dentro.
Continua a coprirti gli occhi senn va a finire che li perdi.
Era Doc Heyburn.
Come sta Ida? Dov' Dellwood? Dove hanno seppellito
Alma? domando.
... pi di l che di qua...  scomparso... vicino ai negri
fa Doc Heyburn.
Quando riesco a vedere non vedo nessuno. Solo Doc,
ubriaco come sempre.
Dove sono tutti? domando.
Doc si appoggia all'indietro sulla sedia del barbiere. Una
bottiglia vuota di whisky rotola sul pavimento. Lui la guarda
mentre mi parla.
Alcuni stanno seppellendo i loro morti. Gli altri hanno
organizzato una posse che sta cercando l'assassino.
Chi  morto? domando.
Il reverendo Helm e lo sceriffo Blumenfeld. Li ho trovati
io stesso, due giorni fa, appesi a un albero vicino alla fabbrica
di Merrillee. Tutti e due con le cervella infilzate da orecchio
a orecchio con una baionetta.
Dellwood Barker? domando.
Temo di s! Alla fine ha superato il limite. Si  innamorato
della luna, quell'uomo. Pazzo da legare. Bacato. Fuori di testa.
Qualcuno l'ha visto la sera tardi al cimitero, che gridava
a squarciagola e seppelliva qualcuno. Sono andati a vedere e
hanno scoperto che era Alma Hatch con due gambe in pi.
Quando ha finito, ha attraversato il villaggio tutto nudo, con
il freddo che faceva. La gente si  chiusa in casa. Helm e
Blumenfeld lo hanno inseguito. La mattina li ho ritrovati appesi
con le orecchie sanguinanti. Dellwood Barker era scomparso.
La posse  andata a cercarlo.
Per poco non impiccavano te, ma sembravi gi morto, o
quasi. Hanno chiesto il mio parere e io ho detto che eri praticamente
morto. Anche se sapevo che non era vero.
Da quanto sono partiti? domando.
Due giorni fa risponde Doc, sono una decina. Hanno
deciso di dividersi, met sulla strada principale e met su a
Gold Hill e gi a valle.
Doc Heyburn stava ancora parlando quando sono uscito.
Lo sentivo parlare dall'abbeveratoio, vicino al pino ponderosa morto.
Ida Richilieu, se la vuoi vedere,  nella prigione, quel che
rimane di lei. Non sapevano dove metterla. Si  rifiutata di
andare ovunque ci fossero dei mormoni!
E procurati degli occhiali colorati! mi grida Doc Heyburn
fuori dalla porta. Hai gli occhi abbagliati dalla neve.
Se non stai attento, li perdi!
Suono il campanello sulla porta del dottor Ah Fong. Ripulisco
il vetro bagnato, avvicino la faccia alla finestra per farmi
vedere. Il dottor Ah Fong sblocca il chiavistello e apre la porta.
Ida malata. Bisogno oppio dice il dottor Ah Fong quando entro.
S dico io.
Come stanno gambe? domanda.
Non ci sono pi dico.
Oh! Che peccato dice.
E ho anche bisogno di un paio di occhiali colorati per i miei occhi dico.
Niente occhiali cololati fa il dottor Ah Fong. Solo occhiali pel ciechi dice.
Allora dammi quelli dico.
Il dottor Ah Fong percorre il corridoio, la sua testa un'ombra,
i suoi piedi che strisciano per terra. Aspetto sotto la figura
del corpo umano. Guardo le gambe del corpo umano e
sotto le ginocchia. Guardo le braccia del corpo umano. Guardo
le orecchie, tra le orecchie. Guardo il cervello. Gli occhi.
Il dottor Ah Fong torna dal corridoio con l'oppio nella carta
rossa piegata tre volte e gli occhiali per ciechi.
Pel Ida no gambe. Indica la carta rossa. Occhiali pel ciechi.
Mi metto gli occhiali. La candela del dottor Ah Fong era
solo una chiazza di luce nel buio.
Tu cieco? domanda Ah Fong. Oh! Che peccato!
Gli do i soldi. Il dottor Ah Fong fa un inchino e io uguale.
Fuori, attraverso le lenti, il mondo innevato  giallo scuro.
Mi incammino nel giallo scuro diretto alla prigione.
Ida era distesa a letto nella cella, sola. Niente sceriffo,
niente dottore, niente infermiera. Mi avvicino lentamente e
mi fermo in fondo al letto. Mi tolgo gli occhiali e rimango l
finch la chiazza di luce che entra dalla finestra non si muove
dal pavimento al lato del letto. La coperta le cadeva sotto
le ginocchia. I capelli le volavano dappertutto. Cerco di
lisciarglieli, vorrei avere una spazzola per spazzolarglieli in
modo che i suoi riccioli neri e grigi le stiano intorno alla testa sul cuscino.
Quando le tocco la testa, lei apre gli occhi. Vede che sono
io. Sorride in un modo che mi fa capire che saremmo sopravvissuti tutti e due.
Comincia a parlare, per non riesco a sentire, cos mi piego
in avanti, lei mi mette una mano sulla nuca e mi attira a s.
Shed dice, non lasciarmi mai pi.
Le dico che non l'avrei fatto, mai e poi mai.
Da sotto la coperta tira fuori una busta. Dellwood dice e
poi chiude gli occhi. Le metto in mano la carta rossa ripiegata
dell'oppio. Le stringo le dita sopra il pacchetto.
Vado vicino alla finestra e apro la busta. I miei occhi all'inizio
non ci vedono, per dopo vedono due fotografie di una
donna. Una donna indiana. Le due fotografie di mia madre.
Mi metto una fotografia sopra ogni occhio.
Da Damn Dave, Killdeer era solo e cercava Abramo Lincoln.
Damn Dave mi aiuta a sellare il cavallo. Vuole venire
con me. Gli dico di restare e di prendersi cura di Ida. Mi mostra
il suo disegno di Alma morta. Il suo disegno delle gambe
di Ida. Il suo disegno di Helm e Blumenfeld con la baionetta
conficcata nelle orecchie. Il suo disegno di Dellwood
Barker che si innamora della luna.
Raggiungo a cavallo la baracca, avvolgo anche la coperta
Hudson Bay e quella di pelle nel fagotto per dormire. Caffettiera
e padella, fiammiferi. Prendo tutto il cibo. Il Winchester
e tutte le pallottole. Acqua nella borraccia. Mi metto i nuovi
vestiti invernali di Dellwood.
I vestiti che lui aveva comprato per me in modo che potessi
andare a cercarlo.
Al cimitero, sulla tomba di Alma, vicino alle mani di
Thord Hurdlika, c'era una croce. Mi avvicino. Diceva: "Alma
Hatch, Che nulla possa mai separarci".
Mi guardo intorno. Al funerale del reverendo Helm, a
quello di Blumenfeld, nella zona principale del cimitero,
quella cristiana, i mormoni erano sotto il sole, puliti, pieni di
fede, sicuri di avere ragione. Bianchi che cantano il Signore,
seppelliscono il loro predicatore e il loro vicesindaco.
Provo a immaginare Dellwood che sistema le gambe di
Ida nella tomba di Alma. E le braccia di Alma. Che canta e
danza. Che fa urlare il suo cuore addolorato. Quando salgo
su Killdeer, infilo la mano nella giacca. Tocco le fotografie.
Do un colpetto al cavallo, e ci avviamo sulla strada per
Owyhee City - anche se non era quella la mia destinazione
- dovevo solo scendere le montagne e poi tagliare a sudest
lungo il Kally's River. Metto in conto due giorni e mezzo
per arrivare a San Francesco d'Assisi e un altro giorno e
mezzo o anche di pi per raggiungere Buffalo Head.
Dove Dellwood Barker era andato a morire.
Io e Killdeer cominciamo a percorrere la strada principale,
mettendo un passo davanti all'altro. Mi abbasso il cappello e
mi copro il viso con la sciarpa in cui avevo fatto due buchi,
ho anche gli occhiali per ciechi. Era una giornata di sole e
guardare il mondo attraverso le lenti era come guardarlo attraverso
il tubo di vetro sporco di una lampada a cherosene.
Un mondo di neve gialla.
La prima notte mi fermo nella stazione di posta a met
strada. Non c'era nessuno l dentro, e neanche nella baracca
per il cavallo, dato che la diligenza non sarebbe pi venuta
fino a primavera. La posse degli inseguitori era passata di l
non molto prima di me: i cumuli di neve davanti alla porta
erano stati spalati e c'erano impronte di piedi e cavalli dappertutto.
Nella stalla tolgo la sella a Killdeer, lo spazzolo e lo lego in
un box. C'era ancora del fieno, cos lui pu riempirsi per bene
la pancia. Io mi stendo vicino a lui, ma non dormo. Prima
dell'alba, ritorno indietro di circa un miglio lungo la strada.
Se qualcuno mi aveva seguito, a quel punto doveva essere
gi arrivato. Aspetto che il sole sorga. I miei occhi infiammati
mi dicono che non  passata anima viva su quella strada
dopo di me.
Arrivati al Kally's River, io e Killdeer aspettiamo che la
nebbia del mattino se ne vada. Dalle colline spuntano circa
trenta teste di cervi. Li lascio bere e poi sprono Killdeer, ci
lanciamo nel mezzo del branco, i cervi corrono in tutte le direzioni,
lungo il fiume, attraverso il fiume, io e Killdeer - le
impronte di Killdeer - persi tra le loro tracce, tra i sassi, nel
fiume.
Il secondo giorno il sole sul fiume a volte  difficile da sopportare,
persino con gli occhiali. Sento il mio cuore che batte
dentro il naso e nel palato doloranti. Io e Killdeer rimaniamo
vicino al fiume, continuando a fare avanti e indietro da una
sponda all'altra. L'acqua non era mai profonda, al massimo
fino al ginocchio, in certi punti. Killdeer non si lamenta mai.
Sa dove sto andando e non ho bisogno di dirglielo.
Io non sono sicuro di saperlo.
Mi fido del mio cuore che dice che so come arrivare a Buffalo
Head.
Entro il tardo pomeriggio la terra  ormai piatta, la neve
sbatte contro tutte le cose che fanno ombra. Arrivati in un
punto largo e pigro del fiume, io e Killdeer lo attraversiamo
e tagliamo verso sud. Di sera la terra ondeggiante cede il
passo alle montagne con i guerrieri indiani di roccia lavica.
Quella notte ci accampiamo ben riparati da una roccia.
L'artemisia ha il profumo di Dio, diceva sempre Dellwood
Barker.
Una grossa coperta blu scuro sopra di te e tutte quelle stelle.
Guardo il cielo e so che anche Dellwood lo sta guardando.
Il terzo giorno riesco a malapena a salire in sella. Tutte le
parti del corpo si lamentano per il troppo cavalcare. Immagino
che Killdeer soffra allo stesso modo per colpa mia, cos gli
canto tutte le canzoni che so. Sembra apprezzarle, soprattutto
quella di Ida, quella sull'uomo della luna.
Quando torniamo al fiume siamo vicini a dove Dellwood
e io ci eravamo fermati dopo la nostra fuga dalla prigione di
Owyhee City.
Guido Killdeer attraverso il boschetto di salici, verso il
punto profondo del fiume. Gli faccio vedere dove ci siamo
riposati per la prima volta io e Dellwood.
Poi la vedo: la monetina luccicante sul sasso. Vedo il sole
che brilla sulla moneta d'argento, che spinge la luce nel mio
occhio sinistro attraverso gli occhiali da cieco.
La lucente moneta di ringraziamento di Dellwood.
Allora scendo da Killdeer e gli chiedo di danzare, cos io e
il cavallo ci mettiamo a danzare, in riva al fiume, danze tybo,
indiane, da cavalli - scoreggiando e scalciando - io che urlo e
ringrazio tutte le cose: il fiume, il cielo, il sole, la neve, i sassi
del fiume.
Tengo gli occhi chiusi per quasi tutto il pomeriggio,  l'angolazione
del sole sui miei occhi chiusi a dirmi da che parte
stiamo andando. Io e Killdeer seguiamo il fiume per quasi
tutto il tempo, continuando a fare avanti e indietro da una
sponda all'altra, camminando persino nell'acqua per dei
tratti, tranne quando le zampe di Killdeer si raffreddano
troppo. Continuo a pensare alla luce della moneta di Dellwood,
tengo gli occhi fissi su quella luce. Vado avanti.
Quando arriviamo alla curva del fiume manca circa un'ora
al tramonto. Guido Killdeer tra i giunchi di palude per arrivare
alle sorgenti calde. Mi inginocchio, scavo nella neve fino
alla sabbia, rompo la sabbia gelata e me la faccio scorrere tra
le dita. Mi tolgo gli occhiali, infilo la mano nell'acqua fredda
del fiume e me la porto agli occhi. Mi metto la buona medicina
acqua fredda nel naso. Acqua fredda per sciacquarmi la
bocca. La buona medicina acqua fredda sugli occhi.
Il cielo era rosso-rosa liscio, la neve uguale. La montagna
era un mucchio scuro contro il rosso-rosa. Il fiume era dentro
lo scino della montagna: un lungo nastro luccicante.
Sullo spiazzo sabbioso vicino alle sorgenti calde, dove io e
Dellwood ci eravamo accampati, dove avevamo acceso il
fuoco - sulla neve - c'era un'altra moneta luccicante. La raccolgo
e la tengo in mano. Vorrei aprire la mia pelle e mettercela
dentro, appena sotto, nel braccio, oppure nel palmo della
mano, dove potrei guardarla sempre, oppure sentirla, se
gli occhi non ci vedono.
Quando la luna comincia a risalire la montagna, mi tolgo i
vestiti - ne ho tanti addosso - ed entro nelle sorgenti calde.
La luna era una monetina di Dellwood e mandava la luce sul
ghiaccio appeso sopra la sorgente, sui giunchi e sui salici.
Ghiaccioli sull'erba, ghiaccio intorno a ogni filo. Immagino
che la luna dev'essere di ghiaccio, fredda fino in fondo, a furia
di rimanere l in alto esposta al vento.
Quella notte, mentre dormo vicino al fuoco da campo
rosso-sotto-il-nero, sogno che sto cavalcando Killdeer e che lui  un
gufo. Io e il gufo ci solleviamo velocissimi da terra e voliamo
sopra valli e montagne, sopra la neve, in cerca di Dellwood
Barker.
Lo troviamo accampato sulla luna.
Io e Killdeer seguiamo le tracce di Abramo Lincoln, le tracce
di Metaphor verso sudest, pi in l di Saint Francis of Assisi.
Nel pomeriggio siamo in una campagna che fa su e gi, con
grossi cumuli di roccia lavica che spuntano dai pendii di neve,
solo le cime delle montagne.
Comincia a nevicare. Quando arriviamo al Dry Creek, non
riusciamo a vederlo perch il letto del torrente  ricoperto di
neve. La tormenta ci circonda tutti, io e Killdeer facciamo un
passo alla volta. Non ci sono tracce da seguire. Il sentiero che
serpeggia tra le rocce laviche non  per niente un sentiero,
anche se noi lo seguiamo - su e gi, dentro e fuori le rocce, a
volte su passaggi non pi larghi di Killdeer, i miei piedi appesi
sopra l'eternit con la tempesta che va gi, io e Killdeer
sempre pi vicini, passo dopo passo, alla moneta luccicante
di Dellwood.
Una volta Ida Richilieu aveva raccontato la storia di un
cowboy e del suo cavallo che si erano persi in una tempesta
di neve. Erano morti congelati, senza avere idea di dov'erano.
In primavera, quando la squadra mandata a cercarli li
aveva ritrovati, si era visto che il cowboy e il suo cavallo erano
a quattro passi dalla loro destinazione.
Questo mi preoccupava: il fatto di essere cos vicino, ma
ancora lontano.
Questo mi faceva andare avanti: l'idea che Dellwood
Barker fosse a quattro passi da me. La sua moneta luccicante
a quattro passi di distanza.
Bianco infinito, neve e freddo sulla crosta scura e ricoperta
di neve dei Crateri della luna.
Dellwood Barker nostra unica intenzione.
Volare.
Quattro passi ancora.
Un passo alla volta.
Killdeer si ferma. Mi tolgo la sciarpa dalla faccia, gli occhiali,
guardo in alto, i miei occhi infiammati vedono il cielo, limpido
e azzurro, che diventa blu scuro, e la neve bianca sul
mondo di un blu identico, il sole all'orizzonte una fetta sottile
di arancia.
Buffalo Head. Spunta dal cielo del mondo blu, grande e
scura, una roccia lavica impilata dalla mano grande di un essere
grande proprio in quel modo, una tomba.
 venuto qui a morire dico.
Killdeer arranca per l'ultima grossa salita ricoperta di neve,
sprofondando fino alla pancia, e poi ci ritroviamo davanti
all'apertura che era la bocca per entrare dentro Buffalo
Head. Io e Killdeer entriamo, dove non c' pi neve e neanche
il buio della neve, andiamo nel nero.
Gli echi ci inseguono.
Killdeer sbuffa. Poi sentiamo il rumore e l'odore, il corpo
caldo di un altro cavallo. Abramo Lincoln.
Il mio respiro e il mio cuore che batte. Smonto da Killdeer
e gli tolgo la sella, faccio fatica per via delle dita congelate,
Killdeer continua a fare il matto con Abramo Lincoln. Anche
lei fa la scema. Quei due non la finiscono mai di farsi le feste,
si impennano, nitriscono forte e scoreggiano.
Abramo Lincoln  in calore.
Un giorno avrebbero scopato come pazzi, quei due.
Anche se era stanco e infreddolito dal viaggio, Killdeer si
alza sulle zampe posteriori e monta Abramo Lincoln. Lei gli
rifila un bel calcione. Allora io mi tolgo di mezzo, mi sa che 
meglio lasciarli soli. Tiro fuori un po' d'avena per Killdeer.
Ne avrebbe avuto bisogno.
La Provvidenza, un rumore. Prima credo che sia il mio respiro,
ma poi ascolto meglio.
La cascata. Acqua calda che esce dal fianco della montagna,
sufficiente appena per chi ci si mette sotto, lui l, nella
pozza, l'acqua calda alle ginocchia.
C' dell'altro: un fuoco. Oltre l'apertura della caverna che
porta alla sporgenza rocciosa, i miei occhi vedono che ci vedono
ancora: il fuoco, la moneta luccicante del fuoco da campo
di Dellwood Barker.
I miei piedi mi portano all'apertura. Cuore che batte. Echi
di cuore che batte. Chiedo ai miei occhi di essere gentili e di
vedere chiaramente e prima possibile. La prima cosa che vedono
 Metaphor disteso vicino al fuoco, vicino al fagotto
per la notte di Dellwood Barker. Mi sembra morto, ma non lo
,  solo disteso con gli occhi fissi davanti a s. Mi chino e lo
tocco con una mano. Lui tira su la testa, sbadiglia e mugola,
guarda verso i rumori dei cavalli che scopano nella caverna,
guarda me, poi il fuoco e appoggia di nuovo la testa a terra.
I miei occhi vedono i vestiti di Dellwood Barker ammucchiati.
I miei occhi vedono la luna piena che sale all'orizzonte.
I miei occhi vedono Dellwood Barker nella pozza d'acqua,
appoggiato alla roccia, sotto la cascata.
Luna piena sulla pelle bianca di Dellwood.
Luna piena sull'acqua.
Il mio orecchio sul suo petto. Il suo cuore: Dellwood era
ancora vivo.
Il corpo di Dellwood assomigliava di pi a quello di Ida
Richilieu. Era tutto ossa. Gli si vedeva il teschio in faccia.
Appoggio la mia bocca sulla sua e gli soffio dentro la mia
intenzione - i muscoli sul corpo, la carne in faccia, il verde
limpido e scrutante negli occhi.
Dellwood gli dico. Sono io.
Apre gli occhi.
Sei arrivato sussurra.
S dico, sono qui. Ti riprenderai, ti guarir io.
Ti ho aspettato dice Dellwood. La conoscenza  diventata
comprensione e io ti ho aspettato per poter danzare per
te e raccontarti la storia della mia vita. Quando avr finito,
potrai portarmi con te.
Dellwood, sono Shed. Sono Shed gli dico.
I bisonti sono arrivati.  tutto pronto dice Dellwood.
Dellwood, ascoltami! dico. Sono Shed! dico.
La luna  piena negli occhi dice Dellwood.  un buon
momento per andarsene.
Cosa posso fare? dico.
Io sono pronto, se ti va bene dice Dellwood. Dove preferisci
sederti?
Dellwood dico.
Si alza tutto grondante ed esce dall'acqua con le sue gambe
ossute. La luna dietro di lui, sul suo culo, sulla sua spina
dorsale. Si avvicina al fuoco, fuoco davanti a lui, poi si accovaccia.
Sul naso, il mento e gli zigomi la sua pelle riflette la
luce. Dellwood mette la mano sul fuoco.
Cristo, Dellwood, stai attento! grido.
Dellwood stringe le dita sulla brace rossa di un ceppo infuocato.
Accarezza il fuoco con il legno infuocato. Il catrame
di pino crepita, getta scintille nel buio, stelle colorate di rosa.
Dellwood Barker comincia a danzare.
Io ero la morte e Dellwood Barker stava danzando per me.
Dellwood! gli dico. Sono Shed. Ti riprenderai. Sono venuto
qui per guarirti.
La storia di essere umano di Dellwood Barker racconta
Dellwood, come se fosse Homer Wisdom che presenta lo
spettacolo dei Wisdom Brothers.
Sono nato nella citt di New York. Mio padre era insegnante
di letteratura inglese. Mia madre insegnava pianoforte.
Dellwood faceva giravolte, saltava e correva. Fuoco, luna
e buio su di lui.
Entravo di nascosto nello studio di mio padre per guardarlo.
Aveva sempre il naso su un libro. Si muoveva solo per
voltare pagina. Mio padre mi chiamava il suo cavaliere errante,
il suo piccolo portento, il suo eroe impavido.
Fuoco sui suoi polpacci, luna sul suo cazzo.
Non ricordo molto di lui. Ricordo che mi chiamava cavaliere
errante, piccolo portento, eroe impavido. Ricordo che
era un estraneo che viveva con me e mia madre. Ricordo che
mi ero ripromesso di non essere mai un estraneo per mio figlio,
quando ne avessi avuto uno.
Buio nella sua ascella fino alla coscia. Fuoco sul suo petto,
Dellwood danza.
Mia madre suonava il piano e preparava la cena. Non era
un'estranea. Da lei ho ereditato la seconda vista al piano. Le
lacrime non finivano mai in quella donna.
"Dentro di me c' dolore dal giorno in cui sono nata" diceva
sempre. Me lo ricordo.
Quando mi porgeva la tetta, io la prosciugavo.
La verit  che chi mette al mondo una vita deve poi sostenerla.
Mia madre e mio padre sono stati assassinati a Robber's
Roost. Ho visto la pallottola che entrava nel naso di mia madre.
Ho visto il panciotto di mio padre impregnarsi di rosso.
Ho ucciso due uomini nella mia vita - lo sceriffo Blumenfeld
e il reverendo Josiah Helm: uno sceriffo e un predicatore.
Gli ho ficcato una baionetta in testa: come il generale
O'Connor aveva fatto con il capo Cacciatore di Orsi, il capo
della fiera trib dei Bannock nel Massacro del fiume Bear.
La verit  che chi mette al mondo una vita deve mettervi
fine.
Dellwood danzava. La luna danzava su di lui, il fuoco.
Donna Stupida, il berdache, mi ha salvato dai lupi. Mi ha
messo su una brandina e mi ha trascinato fino a Buffalo
Head, dove mi ha guarito, mi ha insegnato a conoscere il
Moves Moves, a guarire con il Moves Moves, mi ha istruito
sull'Uomo Selvaggio della Luna, mi ha insegnato a scopare.
Mi ha insegnato: finch non conoscevo me stesso, non conoscevo
il mondo. Mi ha insegnato: la differenza tra le cose e
il loro significato. Mi ha insegnato: che non potevo capire il
significato delle cose finch non capivo chi era quello che ero
io, che stava cercando di comprendere il significato delle cose.
Mi ha insegnato: a scrutare la storia che mi stavo raccontando.
Mi ha insegnato: ascolta il tuo cuore, fidati del tuo
cuore. Mi ha insegnato: che la conoscenza sarebbe diventata
comprensione al momento della mia morte, e che la morte si
sarebbe seduta a guardare mentre io danzavo e raccontavo la
mia storia di essere umano.
La verit  che Donna Stupida mi ha donato una nuova
vita.
Chi mette al mondo una vita deve sostenerla.
La verit  che mi sono messo nei guai. I guai: quando ho
cominciato a pensare che il mondo me lo inventavo io.
La luna sulla curva della sua schiena, buio e luna e fuoco
sui suoi piedi.
Ho conosciuto e sposato Umori di Bisonte: la persona pi
pura e felice che avessi mai incontrato. Partor i gemelli, i nostri
Orso della luna e Salice. Erano bambini forti e bellissimi.
Tutte le volte che parlavo di mia moglie e dei miei bambini,
dicevo sempre questo: li amo - pi di qualsiasi cosa al
mondo - li amo.
Ma non  la verit. Non li amavo. Allora non sapevo
amare.
Sono morti congelati in una tormenta. Questa  la storia
che ho sentito, che credevo vera: Umori di Bisonte era venuta
a cercarmi ed era morta assiderata con i bambini.
Lacrime infinite. Poi un giorno ho smesso di piangere.
Ho smesso di provare sentimenti. Era necessario.
Quel che nasce dalla morte deve essere dimenticato.
Sono andato al Sage Hill Ranch nel Montana. Scavalcavo
i recinti e vivevo di quel che offrivano le grandi pianure. Di
notte la mia unica compagna era la luna. Ho imparato il suo
linguaggio e a parlarle.
Che linguaggio ha la luna? mi chiedeva la gente.
Il linguaggio del cuore, rispondevo.
Per non  la verit, il linguaggio della luna non  quello
del cuore. Il linguaggio della luna  il linguaggio della mente.
Fuoco sul suo culo, luna sulla sua testa, Dellwood corre fino
al bordo e poi torna indietro e salta sopra il fuoco.
Dopo qualche anno passato a percorrere gli spazi aperti,
il linguaggio della luna era il mio unico linguaggio. Il linguaggio
della luna mi ha detto che era sicuramente cos: il
mondo era solo ed esclusivamente come io me lo inventavo.
Il linguaggio della luna era il mio unico linguaggio, e io
ho trasformato il mondo in me stesso. Era comodo: siccome
ero io il creatore del dolore, potevo anche distruggerlo. Se
tutto era un'idea mia, anche il dolore lo era.
Il dolore non era una buona idea.
La mente pu uccidere il cuore.
Poi un bel giorno, incontro un bel giovane indiano alto e
forte.
Fuori-nella-Baracca, Duivichi-un-Dua, Fuori-di-testa,
Fuori-dalle-brache. Ha tirato fuori la mia testa dal mio culo
lunatico e ci ha messo qualcosa di molto meglio. Con le sue
grandi mani mi ha accarezzato e mi ha restituito il corpo. Mi
ha dato il suo amore. Mi ha dato momenti in cui ho visto con
chiarezza, quando la vista non era ancora del tutto chiara.
Per sono un maledetto testone. Il pi delle volte gli ho
resistito. Il pi delle volte sono rimasto con il linguaggio della
luna. Sono rimasto ben lungi dal mio cuore - ben lungi dal
fidarmi del mio cuore.
 tutta una storia che ci stiamo raccontando, dicevo.
Il corpo  solo mente solidificata, dicevo.
In verit il mondo sono io, dicevo. Shed sono io, dicevo.
Ida Richilieu, Alma Hatch, Ellen Finton, Damn Dave;
Ulysses, Virgil, Blind Jude, Homer Wisdom; lo sceriffo
Blumenfeld, il reverendo Helm, William B. Merrillee: esistono
solo perch esisto io, dicevo.
Poi all'improvviso  successo: i Wisdom Brothers, l'Ida's
Place, Alma Hatch.
Potevo scrutare quanto volevo, ma non c'era nessun linguaggio
della luna che potesse consolarmi, farmi dimenticare,
riportarli in vita. Non potevo cambiare proprio niente,
non potevo guarire neanche i postumi di una sbornia.
Non ho pi avuto il linguaggio della luna dietro cui nascondermi:
ero faccia a faccia con il mio dolore: con la mia
malattia.
Dellwood rotolava, si tendeva, si muoveva a scatti, saltava.
Ballava danze ebraiche, italiane, da cowboy, indiane.
La verit dice Dellwood, ... ho detto a Shed di dirla.
Di' la verit, gli ho detto.
Tu sei mio padre, ha detto Shed. Io sono tuo figlio.
La verit.
Che idiota sono stato.
Appena ho sentito quelle parole ho smesso di essere la
storia che mi stavo raccontando. Il mondo non era pi una
cosa che mi inventavo io.
Nel momento in cui mio figlio, carne della mia carne, mi
si  annunciato, io sono diventato di carne e ossa.
Il padre e il figlio. Lui non era me, lui era di me.
Il mondo non era me, era di me. Era la parete a cui attacchiamo
i nostri specchi.
L'amore non pu esistere se ci sei solo tu, e se tu sei solo
quel che pensi di essere.
L'idea fatta carne crea il cuore.
Il cuore raggiunge il cuore della persona amata.
La conoscenza raggiunge la comprensione.
Tu diventi intero.
TI incarni.
L'amore  il ponte.
La verit  che io sono Dellwood Barker. Non la sua storia.
Sono qui, vivo.
Questa  la storia di essere umano di Dellwood Barker:
quel che credevo di fare non era quel che facevo. Il trucco
dell'ala spezzata: in realt io inseguivo solo quel che ero gi.
In realt, io vivevo la mia vita senza viverla. In realt, facevo
come mio padre: ero diventato una cosa che mi ero ripromesso
di non diventare mai: un estraneo per mio figlio.
Chi mette al mondo una vita deve sostenerla.
Ora finalmente la conoscenza  diventata comprensione,
e la verit  che la verit mi ha spezzato il cuore.
Dellwood Barker, il fuoco dietro di lui, il fuoco un bordo
rosso intorno al suo corpo, fissa gli occhi dritti nel mio occhio
sinistro.
Ora posso andare dice, poi fissa gli occhi dritti nell'occhio
sinistro di Dio, la luce riflessa del sole, la luna piena negli
occhi, la moneta luccicante, la palla fredda appesa nel cielo,
chiude gli occhi e cade.
Raccolgo le ossa di Dellwood Barker, il suo corpo che avevo
conosciuto cos bene tra le mie braccia: il collo, le spalle, la
mano bruciata, il cuore tatuato sul cuore, la peluria sul petto
quasi ricresciuta, la pancia, il cazzo, le palle. Lo porto vicino
al fuoco e lo poso sul suo giaciglio per la notte. Alimento il
fuoco, mi spoglio, Metaphor ci guarda, i cavalli scopano, mi
corico vicino a lui, copro i nostri corpi con la mia coperta.
Appoggio la sua testa sulla mia spalla, avvicino il mio orecchio
al suo, lo stringo tra le braccia, premo il cazzo contro il
suo, avvinghio le gambe con le sue.
Eravamo coricati, Dellwood Barker, mio padre, il suo cuore
e il suo cuore tatuato contro il mio, il mio respiro contro il
suo respiro debolissimo, vicini al fuoco, nel nostro cerchio di
luce, nella grande crosta frastagliata del buio, i Crateri della
luna. La luna, sopra di noi, appena sopra la sporgenza rocciosa,
piena negli occhi, piena di luce, piena nel buio pieno
di stelle.
Dellwood dico il suo nome, pompando lentamente il
mio Moves Moves contro di lui.
Puoi vedermi, se solo mi guardi dico.
Non sono la morte, Dellwood. Sono Shed.
Puoi amare tuo figlio e lo sai, tu mi conosci. Ora mi puoi
vedere, se solo mi guardi dico.
Puoi sapere chi sono.
Il Moves Moves comincia a salire. Sputo fuoco. Dellwood
si rannicchia contro di me. Killdeer infoiato dalla scopata cavallina
con Abramo Lincoln, io e Dellwood che ondeggiamo
cavalcando sul giaciglio sulla pianura ondeggiante.
Metaphor un mugolio sommesso.
Dellwood Barker apre gli occhi.
Shed? bisbiglia. Sei tu? Orso della luna, sei tu?
Dellwood! dico. Padre!
Mio Dio, sei qui dice Dellwood.
Shed dice, la conoscenza  diventata comprensione.
Ora posso morire.
Dellwood, ti prego, ascoltami dico. Non stai morendo.
Fai salire il tuo Moves Moves. Io e te insieme ti guariremo.
Devi dire la verit e aiutarmi.
La verit  che sto morendo dice Dellwood.
No dico io e gli tocco la faccia. Non stai morendo. Non
puoi morire. Abbiamo appena cominciato a vivere dico.
Shed dice Dellwood, con il palmo della mano sul buco
nel mio petto. Ti prego, perdonami. Sono stato un idiota.
Perdonare.
Ma ero io dico, ero io quello che sapeva.
Mentre guardavo Dellwood negli occhi, occhio sinistro
nell'occhio sinistro, e Dellwood guardava me, era la prima
volta che lui non era solo la storia di Dellwood, non solo l'idea
o il sogno di Dellwood. La prima volta che io, Shed, non
ero solo la storia di Shed, non solo l'idea o il sogno di Shed.
Io e Dellwood, ognuno di noi con il nostro respiro, il respiro
nel respiro, ognuno di noi immerso nell'attimo, per la prima
volta completamente vivi.
Sono tuo padre dice Dellwood.
Sono tuo figlio dico.
Mi sento come una vergine dice Dellwood.
 la prima volta dico.
Come fa mio figlio ad avere un cazzo cos grosso? chiede.
Dev'essere il bisonte rispondo, e scoppiamo a ridere. A
ridere come dei pazzi, noi due un solo uomo che ride.
Shed, guarda! dice Dellwood indicando il cielo.
I bisonti in cielo.
I bisonti ci venivano incontro rombando, un polverone
proveniente da nord, milioni di bisonti, nuvole lanose che riflettevano
la luna: fieri, selvaggi, il popolo di mia madre prima
dei tybo.
Dita di luce sulla mandria in fuga, la luce di una palla
fredda tutt'intorno a noi, luna e polvere tutt'intorno a noi, su
tutte le cose. I bisonti arrivano di slancio, intorno al nostro
cerchio di luce. Corna e zoccoli, respiro rovente, occhi braci
rosse sotto il nero.
Una razza particolare dice Dellwood.
Il pi delle volte, sono difficili da vedere dice.
Gli occhi limpidi e verdi di Dellwood Barker, gli occhi di
un bambino: niente mi impediva di caderci dentro a precipizio.
Fronte contro fronte, guardiamo i nostri corpi: erezione
sudata contro erezione sudata, uomo vicino a uomo, un uomo
che pompa il Moves Moves in mezzo a una mandria di
bisonti in fuga, un uomo che ride, un uomo che danza.
Il mio cavaliere errante dice Dellwood.
Il mio piccolo portento dice Dellwood.
Il mio eroe impavido.
Dellwood Barker eiacula.
Nel mio occhio sinistro, sul suo cuore tatuato, sulla sua
fronte, oltre la sua fronte, oltre il bordo, nella notte.
Dellwood Barker rimane in silenzio. Tra le mie braccia in
silenzio.
Il rumore del mio cuore, del mio respiro.
I bisonti se ne sono andati, c' solo la luna, il fuoco nel
buio.
Libero.
Senza Moves Moves non siamo niente.
Si dice che quando un guerriero coraggioso moriva il nemico
gli prendeva il cuore e lo mangiava.
Dellwood Barker era un guerriero coraggioso.
Io non ero suo nemico.
Ero suo figlio. Lui era mio padre. Non eravamo estranei
l'uno per l'altro. Ci amavamo.
Lecco il suo Moves Moves. Ogni singola goccia.
Lo prosciugo.
Cos come avevo fatto per mia madre, costruisco un letto di
fuoco per mio padre. Uso tutta la legna che Dellwood aveva
accatastato nella caverna. Preparo il letto legando insieme i
rami d'albero pi grandi. Il resto lo accatasto sotto.
Prima di posare Dellwood sul suo letto di fuoco, lo lavo
nella pozza d'acqua.
Acqua su ogni parte del suo corpo. La mia unica intenzione:
toccare ogni parte di lui.
Aspetto l'alba. Guardo il cielo blu scuro che schiarisce.
Guardo l'occhio della luna piena sbiadire. Guardo il mattino
che diventa colorato e fa brillare le cose.
Con le braccia protese, mi giro nelle quattro direzioni e mi
rivolgo al mondo. Tocco tutte le cose del mondo prima che
Dellwood se ne vada. Dico a tutte le cose del mondo di essere
presenti perch Dellwood Barker se ne sta andando.
Le fiamme del suo letto di fuoco raggiungono la massima
altezza quando il sole si stacca dall'orizzonte.
Sing the jubilee, everybody free. / Welcome, welcome, 'mancipation!
La mattina mi sveglio, Metaphor  disteso vicino al letto di
fuoco di Dellwood, congelato.
Metto la sella ad Abramo Lincoln e a Killdeer e comincio
a cavalcare. Non ho tracce da seguire, vado verso nordovest.
Cavalco con l'acquavite, nei Crateri della Luna.
Roccia lavica, neve e ghiaccio, lastre di guerrieri indiani,
vento.
Giro in tondo. Vado avanti. Non so dove. Altri quattro
passi. Un passo alla volta.
Mi calco il cappello in testa e mi copro la faccia con la
sciarpa in cui avevo fatto due buchi, mi metto gli occhiali da
cieco. Neve gialla: un mondo di neve gialla.
Vette di montagna che crescono dentro altre vette. Il sentiero
storto che non era per niente un sentiero solo che lo stavamo
seguendo, a volte non pi largo di Killdeer e Abramo
Lincoln, i miei piedi sospesi sopra la tempesta eterna che infuria.
Notti vicino al fuoco, braci rosse-sotto-il-nero sopra la mia
testa. luna sopra i miei occhi. Non chiudevo gli occhi. Non li
aprivo.
Non ho nessuna intenzione.
Non c' nessuna moneta luccicante di Dellwood.
Il mio cavaliere errante.
Il mio piccolo portento.
Il mio eroe impavido.
Le urla di Ida Richilieu - a mezzo miglio di distanza da Excellent
-  quello che sentiamo io, Killdeer e Abramo Lincoln.
Pi ci avviciniamo al villaggio, pi le grida e le imprecazioni
della Signora Tutto-Compreso aumentavano.
Questo villaggio di mormoni  una disgrazia! berciava.
Sembra che in 'sto posto non ci sia neanche un cazzo o una
fica!
Ida era andata avanti.
Quando arrivo alla scuderia, Damn Dave mi abbraccia e
mi solleva da terra, con Damn Dog che abbaia, ulula e salta.
Per mi lascia subito andare quando vede Abramo Lincoln,
senza Dellwood Barker in sella e senza Metaphor.
Damn Dave si siede davanti al portone della scuderia. Il
suo corpo all'improvviso era troppo pesante per le sue ginocchia.
Mi siedo anch'io. Damn Dave si mette a piangere e
Damn Dog a ululare. Non so che cosa fare, se non lasciarli
piangere e ululare. Li tengo stretti a me, Damn Dave con un
braccio e il cane con l'altro.
Quando alla fine si calmano, Damn Dave si soffia il naso
sulla camicia, poi mi prende per mano e mi guida nella scuderia,
nel box dove abita. Dalle caselle dell'ufficio postale tira
fuori i tesori che aveva trovato tra le ceneri dell'Ida's Place:
quattro perle, un pezzo di scialle bruciato, una
strisciolina di sette strass, un pezzo di piatto rotto, frammenti
di vetro verde della bottiglia dell'acqua in cucina, pezzi di
specchio, una moneta d'oro.
Damn Dave prende le perle e gli strass, lo specchio e la
moneta d'oro e me li mette in mano. Mi mostra dei disegni. I
miei occhi impiegano tutta la mattina per vedere che cosa sono:
lo sceriffo Blumenfeld e il reverendo Josiah Helm appesi
a un albero, con una baionetta infilzata nel cranio, da orecchio
a orecchio. Le braccia di Alma Hatch. Le gambe di Ida
Richilieu dentro gli stivali. Le mani di Thord Hurdlika. Il dito
di Ulysses Wisdom e il suo dente d'oro. Ida Richilieu distesa
sul letto nella cella della prigione. Io che me ne vado da
Excellent in groppa a Killdeer con gli occhiali da cieco.
C'era anche un altro disegno - di un altro dito tagliato -
con un anello, non quello di Ulysses, un altro.
Quello di Billy Blizzard.
Quando domando a Damn Dave come gli  venuto in
mente il disegno, lui tira fuori il coltello da caccia dalla tasca
e fa finta di combattere con qualcuno, finendo per tagliargli
il dito.
Billy Blizzard? domando.
Damn Dave fa segno di s.
Dove? domando. Quando?
Damn Dave scrolla le spalle e la testa.
Sono nella baracca da un'ora al massimo quando lo sceriffo
Archibald Rooney bussa alla porta. Quando apro, gli dico
che non ricevo clienti, ma lui entra lo stesso. Ero nudo e
avvolto nella coperta di Dellwood e avevo addosso le perle e
gli strass che mi aveva dato Damn Dave.
Lo sceriffo Rooney mi fa domande di tutti i tipi su Dellwood Barker.
Gli dico che  morto assiderato nel deserto di
Mountain Home. Mi chiede come faccio a sapere dov'era.
Gli dico che lo so e basta. Mi chiede se l'ho aiutato a uccidere
lo sceriffo Blumenfeld o il reverendo Helm. Gli dico che no,
non l'ho aiutato, ma che avrei voluto.
Lo sceriffo Rooney mi dice di stare molto attento perch
lui potrebbe arrestarmi per sottopormi a interrogatorio, per
condotta perniciosa, per complicit e favoreggiamento, per
qualsiasi cosa gli viene in mente.
Giustizia intelligente nel paese.
Chiedo allo sceriffo Caccia Aperta se sapeva fare lo spelling
di pernicioso.
Lo sceriffo mi sputa in faccia. Mi dice uno di quei nomi
che i tybo usano per chiamare gli uomini che amano gli uomini.
Gli sputo anch'io.
Poco dopo che il vecchio Caccia Aperta se n' andato,
bussa alla porta Doc Heyburn. Lo invito a entrare. L'unico
posto per sedersi  il letto o il pavimento. Il dottore si siede
sul letto.
Vuoi del whisky? gli chiedo.
Doc scuote la testa. Non bevo dall'ultima volta che mi
hai visto, sono quasi quattro mesi. Sono un uomo nuovo. Ho
trovato Ges Cristo e la Chiesa di Ges Cristo dei Santi degli
Ultimi Giorni dice.
Mi verso un bicchiere di whisky. Doc ha la faccia di un
morto che cammina. Allora mi riprometto di non smettere
mai di bere whisky, se poi devo avere quella faccia l.
Non sei venuto qui per cercare di salvarmi, vero, Doc?
gli domando.
No, no! dice, l seduto sul letto, mentre si guarda le mani.
Sono venuto a controllarti gli occhi dice. Ero preoccupato
per i tuoi occhi.
Io lo sapevo gi come stavano i miei occhi. Non vedevano
molto, e quando vedevano, di solito era solo quello che volevano
vedere - e io, come sempre, non avevo molta influenza
sulla loro volont. Non ero mai sicuro che quel che c'era fuori
ci fosse davvero, o se fosse l solo perch lo volevano i miei
occhi.
Era al buio che ci vedevo meglio.
Certo, Doc dico. Controlla pure.
Le mani tremanti di Doc erano grosse farfalle sul mio viso.
Mi guarda nell'occhio destro, poi in quello sinistro: non riesce
a soffermarsi tanto a lungo su quello.
Sei cieco dice.
Cieco come Blind Jude dico io.
Poi il dottore inizia a fare dei versi come se stesse ridendo,
per non stava ridendo. Stava piangendo dentro, nel
profondo.
Shed, mi dispiace moltissimo dice. Tu, Dellwood, Ida e
Alma - tutti e quattro - siete stati come una famiglia per me,
siete stati l'unica cosa buona della mia vita.
Voi vivevate e io guardavo e bevevo. Per me tu sei un uomo
coraggioso, gentile e bellissimo. Alma Hatch mi manca
da morire. Il mondo senza Dellwood Barker non riesco proprio
a immaginarmelo. Ogni giorno, quando Ida Richilieu
comincia a inveire contro questi mormoni mi d una forza
che non ti so spiegare.
Per adesso sei un mormone anche tu gli dico.
Non avevo scelta. O facevo cos o dovevo cominciare a
vivere dice, e scoppia a ridere.
Allora comincia a vivere gli dico.
Troppo tardi risponde lui.
Troppo tardi? domando io.
Troppo tardi ripete scuotendo la testa.
Doc Heyburn piange ancora un po', e quando smette per
riprendere fiato, gli chiedo: Doc, lui  ancora vivo? Billy
Blizzard?.
Forse. Nessuno lo sa per certo dice. Poi: Dellwood 
morto davvero?.
S rispondo. Morto davvero.
Doc si soffia forte il naso, si asciuga e si mette il fazzoletto
in tasca.
Nella baracca cala il silenzio. Si sente il respiro di Doc e il
mio. Gli cingo le spalle con un braccio. Il dottore si alza e
raggiunge la porta.
Troppo tardi dice. Troppo tardi, troppo tardi, troppo
tardi.
Oh, Mr Shed dice il dottor Ah Fong. Oppio pel Ida?
S dico. Oppio per Ida.
Il dottor Ah Fong accende la candela e percorre il corridoio.
Rimango solo nella stanza con la figura del corpo umano.
Le mani, le gambe, le braccia, gli occhi, il cazzo, le dita, i
denti, il buco di donna, il cuore del corpo umano.
Il dottor Ah Fong ritorna con le quattro bottigliette avvolte
nella carta rossa.
Oh! Oppio pel Ida dice il dottor Ah Fong.
Era domenica, cos mi compro un piatto di gelato - alla ciliegia.
Il dottor Ah Fong si inchina e prende i soldi, mi d il resto.
Prendo il resto e mi inchino.
Insieme all'oppio porto a Ida tre bottiglie di whisky che
avevo comprato a Owyhee City e i vestiti nuovi: uno bianco,
uno rosso e uno azzurro. Anche quei quaderni con i fogli dai
bordi dorati su cui le piaceva scrivere, altri regali e dei fiori:
quelli color porpora che stanno dritti e quelli gialli, e gli
sparvieri aurei.
Nella prigione non c'era nessuno e la porta della cella era
aperta.
Apro la porta ed entro nella cella. Da quel che vedono i
miei occhi, sembra che Ida si sia fatta una casa. C'era una
toeletta con specchi tutt'intorno, tende alla finestra e il piano.
Ida Richilieu era a letto e russava. Sembrava una cosa finita
dentro uno strizzatoio, una cosa mangiucchiata da un cane,
pareva il diavolo. Aveva i capelli ritti in testa che andavano
in tutte le direzioni, le mancavano i due denti davanti e
aveva la faccia sporca di rossetto. La cipria e lo spesso strato
di rosso sulle guance non riuscivano a nascondere le ossa attaccate
alla pelle.
Mi siedo sul bordo del letto. Ida smette di russare e capisco
che mi sta guardando, anche se ha gli occhi chiusi.
Una famiglia le dico.
Migliore di qualsiasi famiglia di mormoni dice lei.
Niente ci separer mai pi le dico.
Niente dice lei. Mai pi.
Quest'inverno ha fatto freddo, Shed. Non mi lascerai pi,
vero? domanda Ida.
Non ti lascer mai pi rispondo.
Ida mi prende la mano, si guarda intorno per vedere se c'
qualcuno che ascolta, e mi attira vicino a s.
Shed, i mormoni hanno in mente qualcosa mi bisbiglia.
Sono un po' troppo arzilli per essere dei mormoni. Non so
che cosa abbiano in mente, per  cos.
Le do l'oppio e le bottiglie di whisky. Infilo i fiori in un vaso
e lo metto sulla toeletta. Ida aggiunge l'oppio al tabacco di
una sigaretta, la arrotola e ce la fumiamo insieme. Beve un
sorso di whisky e mi passa la bottiglia.
Apre le scatole dei vestiti, e quando vede quello azzurro,
vuole metterselo per forza. Seduta sul bordo del letto come
per far dondolare le gambe, se ce le avesse avute, si toglie i
vestiti che ha addosso, quelli che lei chiama mutandoni da
mormoni. L'aiuto a mettersi il vestito liscio e lucido, di taffett.
La porto alla toeletta e la metto a sedere sulla sedia l
davanti. Ida si arrotola e si accende un'altra sigaretta e fuma
davanti allo specchio, guardandosi riflessa vicino ai fiori, bevendo
whisky da un bicchiere.
Le spazzolo i capelli e glieli intreccio dietro. Vado a prendere
dell'acqua all'Hot Creek, le lavo la faccia e le sue labbra
ritornano lisce e rosse.
Le lego le perle intorno al collo. Il braccialetto di strass al
polso. Le metto il boa di piume sulle spalle.
Ah, l'umanit! dice Ida.
Il quadrato di luce del sole che entra dalla finestra di Ida era la
cosa che vedevo meglio. Tengo gli occhi fissi sul quadrato mentre
beviamo whisky, mentre fumiamo, e Ida parla e io ascolto.
Quel letto  il rettangolo di materasso pi scomodo di
tutti gli Stati Uniti dell'Ovest dice. E dimmi tu come fa una
con le gambe conciate cos a raggiungere il vaso da notte?
Ida si tira su il vestito azzurro e mi mostra le gambe. Due
dita di un essere grande. In fondo, nel punto dove Dellwood
Barker aveva tagliato, la pelle era rossa e color porpora.
Sembrano funghi su un pino, vero? dice Ida.
Sono rimasta qui tutto l'inverno nella mia puzza dice. I
maledetti mormoni avevano una paura della malora e si limitavano
a lasciare qui il cibo, qualche pezzo di legno, per
poi scappare via subito.
Ho piantato su un bordello tale che alla fine mi hanno
mandato due vecchie zitelle della Relief Society, sorella Irma
e sorella Ima.
Irma e Ima... dimmi tu chi  quell'imbecille che gli viene
in mente di chiamare le sue figlie Irma e Ima? dice Ida. Per
forza che sono due vecchie zitelle. Chi se la scopa una che si
chiama Irma?
Ed eccomi qui, io, Ida Richilieu, ridotta a mangiare cibo
dei mormoni, a mettermi vestiti dei mormoni e a stare in
compagnia di due vecchie zitelle della Relief Society.
Non c' niente di pi disgustoso che essere svegliati alla
mattina dal fiato di due vecchie mormoni, che parlano del
Signore e del Suo profeta Brigham Young, mentre ti mettono
davanti una zuppetta di merda, un pezzo di pane duro e una
tazza d'acqua calda che chiamano t.
Sorella Irma e sorella Ima mi lavano una volta alla settimana,
increspando le labbra cos e tenendo coperte le parti che
non mi lavano, poi lasciano a me la pezzuola perch mi lavi la
fica e il buco del culo dopo che loro sono uscite dalla stanza.
Io mi sfrego la fica e bagno la pezzuola, poi mi sfrego il
culo e lo faccio diventare marrone, sempre, e poi gli tiro dietro
la pezzuola.
Funziona sempre: le due sorelle filano via gridando.
Per, ultimamente continua Ida, come ti dicevo, quelle
due - tutti i mormoni - si comportano in modo strano, sono
un po' troppo arzilli per essere mormoni. C' sotto qualcosa.
Ne sono sicura. Tieni a mente le mie parole.
Ho scritto una lettera allo Stato dell'Idaho - all'ufficio
dell'agrimensore di Boise - devo conoscere i confini della
mia terra. L'ho scritta pi di un mese fa. Dovrei ricevere presto
la risposta.
Quando riceviamo la lettera, tu e io, Shed, andiamo a
Boise e ci compriamo un lampadario e costruiamo un altro
Ida's Place - nello stesso punto esatto - pi grande e pi bello,
e pi rosa che mai.
Mi aiuterai, vero, Shed mi domanda Ida, a costruire un
nuovo Ida's Place?
S, ti aiuter rispondo.
Poi potremo divertirci ancora un po': scoparci dei cowboy
e portare qualche mormone dalla nostra parte. Aggiungeremo
un po' di grazia e bellezza alla nostra vita. Che cosa
ne dici, Shed?
Quando il quadrato di luce solare esce dalla stanza, accendo
la lampada a cherosene - sparse tutt'intorno c'erano la luce
rosa, la sua toeletta, le sue cose di donna.
Ida continuava a parlare - lei era sempre capace di fare
conversazioni veramente interessanti con te, anche se tu non
riuscivi a dire una sola parola - diceva che il suo hotel avrebbe
avuto tre piani anzich due, e tre verande, davanti e dietro.
Che l'insegna - "Indian Head Hotel" - sarebbe stata pi
grande, pi bella. Le finestre, la porta d'ingresso, il lampadario
- tutti pi grandi, pi belli. Il pino ponderosa - pi alto,
pi verde, ancora vivo.
Per c'erano delle cose di cui Ida Richilieu non parlava,
neanche una parola. Non una parola su Alma Hatch. Non una
parola su Dellwood Barker. Non una sola parola sui Wisdom
Brothers.
Il giorno dopo Ida  ancora l a lamentarsi, a parlare di quel
che avevano in mente i mormoni, della lettera che aspettava
dall'Ufficio dell'agrimensore dello Stato dell'Idaho, cos le
dico: Andiamo a fare un giro.
Ida mi guarda e poi si guarda le gambe.
Come proponi di farlo? domanda. Tu sei cieco e io non
ho gambe sotto il ginocchio.
Non ci avevo pensato. Poi mi viene in mente che, siccome
siamo una famiglia, possiamo aiutarci a vicenda. Ida pu essere
gli occhi e io le gambe.
Quindi, quando usciamo a camminare, facciamo proprio
cos. Me la carico in spalla, un piccolo sacco d'ossa, e lei si
mette il suo lungo cappotto invernale che copre tutti e due,
io con i miei occhi malandati che sbucano dai bottoni, lei con
il cappello in testa e il rossetto rosso sulle labbra, io con gli
stivali da disgelo, ce ne andiamo in giro cos, io e Ida, un'enorme
persona che se ne va per Pine Street, la via che attraversa
il villaggio, passando davanti a tutte e due le chiese dei
mormoni.
Quegli imbecilli ci guardano con gli occhi fuori dalla testa
dice Ida, e noi due ridiamo tanto forte che certe volte lei
non ci vede e io vado a finire in un fosso.
Quando passiamo davanti alla scuola dei mormoni, una
folla di bambini comincia a seguirci, correndoci a fianco,
spaventati a morte da quel gigante piombato nella loro vita,
eppure estasiati, gridano e ridono, cercano di avvicinarsi, ma
non troppo.
Il diavolo dice Ida. Siamo il diavolo. Non possono andare
avanti senza di noi, Shed. Guarda come questi bambini
di mormoni amano il diavolo. Non possono fare a meno di
esserne affascinati.
Poi io e Ida cominciamo a far finta di essere il diavolo. Lei
si mette dei rami nei capelli e si allarga le labbra con il rossetto.
Io comincio a correre di qua e di l, su e gi per Pine
Street, facendo la parte del diavolo, Ida ha le braccia allargate,
tutti e due facciamo versi di tutti i tipi.
Poco dopo non c'era pi un solo bambino in giro. N un
adulto.
I genitori sono pi spaventati dei figli dice Ida. Che
Dio benedica il diavolo. Che cosa faremmo senza?
Corro su per Pine Street, attraverso Chinatown, poi gi alla
miniera di Merrillee, dove Ida mi dice di fermarmi. Guardo
attraverso i bottoni del cappotto. Sotto di noi gli uomini
hanno smesso di lavorare e ci stanno guardando.
Hanno paura della loro stessa ombra mi dice Ida. Ci
fissano come se fossimo la morte venuta per portarseli via.
Fra non molto ricever la lettera dall'ufficio dell'agrimensore
dello Stato dell'Idaho e costruir un bordello dove potrete
scopare come dei bastardi, fino a farvelo diventare tutto rosso,
il vostro cazzo microscopico. Quella s che sar una societ
di conforto.
Ida lancia un urlo e io giro sui tacchi e filo via come il diavolo.
Continuo a correre, i miei piedi vanno da soli.
Prima che me ne renda conto, i miei piedi sono al cimitero.
Appena Ida se ne accorge finisce il divertimento e lei vuole
tornare nella sua cella.
Per, siccome i piedi ero io, e siccome loro volevano andare
alle tombe, andiamo proprio l.
Se gli occhi di Ida non vogliono vedere, li pu sempre
chiudere, penso. Ulysses, Virgil, Homer e Blind Jude erano
tutti sepolti in fila. Ellen Finton e Gracie Hammer.
Le mani di Thord Hurdlika.
Alma Hatch, Amica amata, e le gambe di Ida con lei.
Le cosce di Ida intorno al mio collo. Mi sembra che mi vogliano
staccare la testa a furia di stringere. A Ida non piaceva
mai perdere il controllo, e allora faceva cos con me, con le
gambe, con me che non facevo come mi aveva detto.
Non so per quanto ancora ce la far a respirare. Per rimango
in piedi, continuo a girare Ida verso le tombe per fargliele
vedere, per farle guardare i suoi morti.
Stavo quasi per cadere in ginocchio quando Ida molla la presa.
Allora comincia,  la prima volta che la vedo piangere da
quella notte in cucina, quando ero appena tornato da Fort
Lincoln. Non credo che nessuno al mondo abbia mai pianto
pi forte di lei, piange forte come sa ridere, bere o scopare.
Quando finisce, scende dalle mie spalle e insieme ci sediamo
vicino alle tombe.
Ricordi niente di quando sei tornata nella baracca e c'eravamo
io e Dellwood? le chiedo.
Niente.
Sai che cosa ti ha fatto, vero? domando.
Dellwood? chiede.
Dellwood rispondo.
Mi ha tagliato le gambe dice.
Ha fatto di pi dico, e le racconto il resto della storia, di
come lui aveva preso la febbre dentro di s e non era stato
capace di buttarla fuori.
Ida mi spinge via.
Non voglio sentire questa storia, Shed dice. Di certe cose
 meglio non parlare. Quindi non parlarne. Non voglio
sentire.
Per Dellwood.,. dico.
Dellwood  morto fa lei. E anche Alma e tutti gli altri.
Niente ce li riporter indietro. Questa mano di carte  andata
cos. Abbiamo fatto le scelte sbagliate, abbiamo fatto le mosse
sbagliate. Ora non ci resta che mantenere le promesse, la
pulizia e andare avanti.
Hai mai pensato che la mossa sbagliata fosse quella giusta,
Ida? domando.
No fa lei. E risparmiami quelle stronzate su Dellwood
Barker. L'unico aspetto positivo della faccenda  che non devo
pi ascoltare quel lunatico.
Non dici sul serio, non ci credo dico. Stai sicuramente
mentendo - mi stai nascondendo qualcosa - cos come mi
hai mentito sulla mia sorella gemella.
S, s, come sulla tua sorella gemella fa lei, sputando
fuori le parole come un serpente a sonagli. Come tu mi hai
chiesto di non parlare mai di tua madre davanti a Dellwood
Barker. Io non l'ho fatto mai. L'ho impedito anche ad Alma
Hatch. E tu devi ringraziarmi per questo, Shed. E ti assicuro
che ti conviene credermi.
Lo sai, vero?, che  morto, Dellwood Barker, per averti
salvato la vita! dico.
Ida Richilieu mi d uno schiaffo forte in faccia. Era brava a
picchiare.
Sta' zitto tu, sta' zitto! mi grida. Mi devi troppo per
parlarmi cos. Non lo saprai mai quanto mi devi!
Rimango l seduto con quello schiaffo in faccia per un bel po'.
Non devi sempre essere forte, Ida dico.
Non si pu essere in altro modo fa lei.
Quel che  finito  finito dice. Quel che  stato  stato.
Adesso bisogna guardare al futuro dice.
Dopo quell'episodio non ho pi litigato con Ida, non ho
pi cercato di farle vedere come stavano le cose.
Non abbiamo pi parlato di Alma Hatch, di Dellwood
Barker e dei Wisdom Brothers - non abbiamo pi parlato dei
morti.
Ida Richilieu era tutta la famiglia che mi rimaneva.
E lei era fatta cos.
Poi sono successe queste due cose, lo stesso giorno, una dopo
l'altra.
Ida Richilieu riceve la lettera dall'Ufficio dell'agrimensore
dello Stato dell'Idaho.
I mormoni attaccano il loro cartello sulla porta dell'ufficio
postale.
Egregia signorina Ida Richilieu,
secondo i dati in nostro possesso, il terreno in questione nel
villaggio di Excellent, Idaho, (Pine Street, Settore 5, Lotto
numero 1, 200 x 467 piedi) dove un tempo, prima dell'incendio
avvenuto il 4 luglio 1905, sorgeva l'Indian Head Hotel,
non  mai stato propriet privata. Il terreno suddetto  sempre
stato di propriet dello Stato dell'Idaho fino a poco tempo fa.
Il 25 aprile di quest'anno sono state ultimate le trattative
di vendita del suddetto terreno alla Chiesa di Ges Cristo dei
Santi degli Ultimi Giorni per la costruzione di una nuova
chiesa.
Da indagini pi approfondite dei dati in nostro possesso
abbiamo rilevato che l'unico terreno che risulta essere di propriet
di una certa Richilieu Ida  situato in Pine Street, Settore
4, Lotto numero 2,30 x 50 piedi: ossia il Lotto adiacente
al confine sud del Settore 5, Lotto numero 15 a nord dell'Hot
Creek.
I mormoni erano proprietari della sua terra.
A Ida apparteneva solo il terreno intorno alla baracca.
Hai niente che dimostra che sei tu la proprietaria del terreno?
le chiedo.
Il titolo di propriet senza carichi ipotecari dice Ida.
Bruciato con tutto l'Ida's Place.
Il cartello sulla porta dell'ufficio postale era stampato a caratteri
dritti e neri su carta bianca. Non riuscivo a vedere
nient'altro.
Per sapevo che cosa diceva: altri guai in arrivo.
Strappo il cartello dalla porta e guardo i miei piedi che attraversano
Pine Street per raggiungere la cella di Ida.
Inaugurazione ufficiale della Raffineria di William B.
Merrillee legge Ida. William B. Merrillee in persona continua.
Una processione... la banda di Mountain Home... asta
di beneficenza legge. Preghiere e picnic sul sito in cui sorger
la nuova chiesa. William B. Merrillee in persona pronuncer
il sermone legge, e fuochi d'artificio... in programma
per il Quattro luglio.
Il mattino dopo, i mormoni cominciano a montare una
grossa tenda arancione nel posto dove un tempo c'era l'Ida's
Place. Corrono in tutte le direzioni, attaccano cartelli, puliscono,
pitturano, strofinano, cantano le lodi del Signore, sorridono,
dicono: Buongiorno, fratello Pincopallino, Buonasera,
sorella.
Legano uno striscione che parte dall'ufficio postale e arriva
al pino ponderosa morto,  cos grosso che anche i miei occhi
riescono a leggere i caratteri dorati bordati di verde: Benvenuto
reverendo William B. Merrillee! Che Dio benedica la
nostra miniera d'oro!
Te l'avevo detto che i mormoni avevano in mente qualcosa
dice Ida. Una banda di affaristi delinquenti in combutta
tra loro che si spaccia per setta religiosa! Ecco perch erano
cos arzilli. Le uniche volte che i mormoni danno qualche segno
di vita  quando comprano altri terreni o si prendono il
dieci per cento fa Ida.
Oltre al danno la beffa fa. Prima ti abbattono e poi ti
prendono a calci! Per, vedrai fa, non mi hanno ancora
sconfitta. Questa ragazza ha ancora un asso nella manica.
Vedrai dice. Arancione! fa, e poi continua a ripetere solo
quello.
Arancione!
Ida che inveisce contro l'arancione e non la smette mai, seduta
nella sua cella, la sua voce che vola per tutto Excellent
mentre quei mormoni montano la loro tenda arancione.
Il colore pi brutto di tutto il creato. Non c' niente di
quel colore in natura.
Avrebbe dovuto essere color oro! William B. Merrillee
non ha sognato delle arance, ma l'oro!
Per lei poteva imprecare quanto voleva. Di l a due giorni
la grossa tenda arancione era gi in piedi, proprio davanti alla
porta della baracca. Con il sole del mattino e della sera
sembrava tutto come l'incendio di una foresta.
Lo stesso giorno in cui William B. Merrillee arriva finalmente
a Excellent, Ida Richilieu diventa Ida Gamba-di-legno. Era
sabato, il 4 luglio, ed era passato un anno da quando i Wisdom
Brothers erano stati ammazzati e l'Ida's Place incendiato.
La Provvidenza, un suono.
Quando mi sveglio, sento la musica. Guardo fuori dalla finestra
della baracca. Vedo solo arancione, cos esco, mi stendo
a terra e sollevo la tela arancione della tenda. Dentro c'era
la banda di Mountain Home.
"Mountain Home Marching Band" scritto in caratteri gialli sul di dietro delle loro lucide camicie verdi.
Mi lavo la faccia all'Hot Creek, e quando arrivo nella cella ci
trovo gi Doc Heyburn con le gambe di legno e i denti finti di Ida.
Li ho ordinati con il catalogo dice il dottore.
Il catalogo Sears and Roebuck? domando.
No. Era un catalogo medico speciale fa lui. Sono appena
tornato da Boise con la diligenza stamattina. Ho dovuto
fare un viaggio apposta per andare a prenderli.
A che ora comincia la processione? domanda Ida.
Dovrebbe cominciare alle undici dico io.
Doc, riesci ad attaccarmi le gambe di legno e i denti finti
per le undici? domanda Ida.
Credo di s risponde lui.
Era in ginocchio sul pavimento, i monconi delle gambe di
Ida all'altezza dei suoi occhi, lei seduta sul letto con i mutandoni
dei mormoni.
Non mi piace per niente questa storia, Ida dice Doc. Ci
vuole tempo ed esercizio per camminare su questi affari. All'inizio
dovresti limitarti ad andare avanti e indietro qui dentro,
figurarsi se  il caso di attraversare tutto il villaggio, come
intendi fare tu. Questa storia non mi piace per niente.
Hai le gambe ancora molli.
William B. Merrillee non  l'unico galletto del pollaio dice
Ida. C' anche Ida Richilieu, e cammina anche lei.
Potremmo caricarti qui fuori dalla prigione su Killdeer o
su Abramo Lincoln, cos potrai andarci a cavallo, alla processione
le dico.
Ci vado a piedi, Shed. Capito? Voglio camminare in mezzo
a loro. Voglio camminare per il mio villaggio dice. Adesso
aiutami a togliermi 'sti mutandoni da mormone, vammi a prendere
il vestito bianco, le sottogonne e il cappello di paglia con il
nastro di seta, e quando Doc ha finito, aiutami a vestirmi.
Le intreccio i capelli mentre  seduta alla toeletta con le
gambe rivolte verso Doc per permettergli di attaccare le
gambe di legno.
Era come sellare un cavallo. Prima Doc le rade le gambe fino
a met coscia, poi mette uno strato di tela morbida sui
monconi. Spinge le gambe di legno contro i monconi. Tengo
le gambe di legno ben attaccate ai monconi mentre Doc strappa
un lungo pezzo di nastro da un rotolo e comincia ad avvolgerlo
intorno alla gamba di legno e poi alla gamba di Ida.
Poi bisogna sistemare le cinghie di pelle fissate alle gambe
di legno che sembrano briglie intorno alle gambe di Ida. Doc
le mette le briglie e ne stringe la parte in alto. Durante questa
operazione - dello stringere le briglie, cio - Ida deve tenere
le gambe in alto ed  senza mutande.
Doc Heyburn comincia a sudare.
Vedendo Ida con le gambe in aria e Doc tutto sudato sopra
di lei scoppio a ridere, cos attacca a ridere anche Ida - poi le
scappa una scoreggia perch stava ridendo e perch era in
quella posizione. Allora si mette a ridere anche Doc.
Voi due siete matti dice. Lo siete sempre stati. E non so
ancora come farai a camminare sui sassi, il fango e la terra,
inoltre c' la passerella di legno davanti all'ufficio postale,
tutta piena di buchi.
Ho degli aiutanti dice Ida. Tu da una parte, Doc, e
Shed dall'altra. Con due bellissimi omoni come voi, che cos'altro
mi serve?
I denti finti sono fatti di legno e il dottore li deve limare
un po' prima che entrino. Ida spalanca la bocca e Doc le si
mette a cavalcioni per spingerle dentro i denti. Per un po' le
sanguinano le gengive, e cos  impossibile vedere come
sta.
Quando alla fine smette di sanguinare, Ida ci fa un sorriso.
Sembrava che avesse due legnetti bianchi infilati tra i denti.
Aiuto Ida a mettersi il vestito bianco, le perle, il boa di
piume e il cappello di paglia con il nastro di seta.
Lei fa un respiro profondo, si tira su dal letto e per la prima
volta si regge sulle sue gambe di legno. All'inizio barcolla
un po', ma rifiuta di farsi aiutare.
Tutta agghindata, Ida aveva un aspetto orribile, ma c'era
qualcosa in lei che ti faceva sentire bene.
Che ore sono? domanda.
Le dieci e mezza risponde Doc.
Hai sistemato le sedie vicino agli scalini? mi chiede.
S rispondo.
Bene, allora comincia lo spettacolo dice. Afferra il mio
braccio e quello di Doc Heyburn, e tutti e tre usciamo dalla
cella in quella giornata di sole, lei rigida che mette una gamba
di legno davanti all'altra, un passo alla volta, a testa alta,
con un'unica intenzione.
A momenti il villaggio non lo riconoscevo. Erano tutti vestiti
eleganti e se ne andavano in giro vivaci e sorridenti. Si sentiva
odore di cibo che cuoceva dappertutto. Torte di mele, di
zucca, di rabarbaro, tacchino ripieno, patate dolci e zucca,
patate e sugo di carne. Arrosti d'alce e chi pi ne ha pi ne
metta.
Ida apre un sentiero tra la folla.
Da qualunque parte si guardasse, c'era qualcuno che parlava
a qualcun altro di lei. I signori si toccavano i cappelli. Le
donne distoglievano gli occhi, ma prima o poi si mettevano a
guardare. Si fermavano e guardavano.
Il sole splendeva attraverso il cappello di paglia di Ida.
Forse erano i miei occhi che mi facevano quello scherzo, ma
non credo. Ida era al massimo dello splendore. Sole rosa sulla
pelle del suo viso, sulla pelle delle sue braccia striminzite,
sul suo collo. Ida vestita di bianco, una vergine, liscia e fresca
come una pozza d'acqua per nuotare in agosto.
La grazia e la bellezza nella mia vita.
Grandiosa, Ida Richilieu: dalla dama rinsecchita e mutilata
con i legnetti al posto dei denti era uscita la donna che
avevo al fianco.
Una donna ha la sua dignit.
Percorriamo Pine Street, passiamo davanti all'ufficio postale,
alla bandiera americana, dove Billy Blizzard aveva ucciso
il suo cavallo, dove Damn Dave era rimasto con il cazzo
di fuori a ridere e a fottersi l'aria, dove i Wisdom Brothers
erano entrati per la prima volta nel villaggio con il carro e il
mulo, davanti all'abbeveratoio dov'erano morte Ellen Finton
e Gracie Hammer, davanti al negozio di Stein e alla drogheria
di North.
Ida, la processione.
Andiamo dove Ida mi aveva detto di mettere le sedie - vicino
agli scalini di legno davanti all'Ida's Place: tre sedie sotto
il pino morto. Ida si siede al centro, io da una parte e Doc
Heyburn dall'altra, le sue gambe di legno nascoste sotto il
vestito.
Una linea sottile di sangue sbuca dalle sottane di Ida.
Le passo la bottiglia. Dopo un lungo sorso si asciuga la
bocca e continua a sorridere.
Quando offro la bottiglia a Doc Heyburn, lui scende dal
carro dei mormoni e beve un sorso anche lui. Poi un altro.
La processione non comincia prima delle dodici e mezza,
va da un capo di Pine Street all'altro. Mai vista tanta gente
tutta insieme a Excellent, Idaho. Tutti tirati a lucido come alla
domenica. Tybo puliti dappertutto.
C'era persino il vecchio Rooney Caccia Aperta. Ida mi dice
che sta guardando verso di me con l'occhio scrutatore. Agito
il braccio nella direzione in cui Ida mi dice che c' lo sceriffo
e gli lancio un grosso bacio dall'altra parte di Pine Street.
Quando la processione ci passa davanti, prima c' la banda
che suona una di quelle canzoni americane e poi un carro
pieno di gente che saluta.
Scommetto che William B. Merrillee  su quel carro fa
Ida, girando gli occhi verso di me, ma guardando dall'altra
parte. Socchiudo gli occhi, per non ci vedo.
Poi c'erano dei bambini che camminavano cantando in coro
e qualche cowboy a cavallo.
La processione finisce l. Siccome non dura tanto a lungo,
tornano indietro passando per Chinatown e poi sbucano di
nuovo a Pine Street e riattraversano il villaggio.
Dopo di che vanno sotto la tenda arancione e ci rimangono
tutta la giornata.
E questa sarebbe una processione? fa Ida. Ho visto dei
funerali migliori.
Quando io, Doc e Ida torniamo alla cella siamo ubriachi.
Doc Heyburn cade nel torrente e io vado a sbattere contro
una casa che non avevo visto. Meno male che c'era Ida,
senn non ce la facevamo a tornare indietro.
Quando mi sveglio, quel pomeriggio, i mormoni sono ancora
nella tenda arancione a cantare. Io ero sul letto di Ida
con il dottore - il dottore era ancora nel mondo dei sogni.
Ida era seduta alla toeletta, ancora con il vestito bianco addosso,
il cappello, le gambe di legno e i denti. Guardava nello specchio, si guardava mentre beveva whisky da un bicchiere
e fumava.
Questo pomeriggio ti ho trovata davvero bellissima le dico.
Ah, l'umanit, Shed dice. Devi farti controllare gli occhi.
Vado al fiume, al nido, mi butto dalla grande roccia nell'azzurro
verde limpido. Non c' niente di meglio per curare i
postumi di una sbornia. Nuoto nell'azzurro verde limpido. I
miei occhi: il mondo sott'acqua non  molto diverso da quello sopra. Luce che si muove nel buio. Resto a rabbrividire in
piedi sotto il sole.
Quando torno al villaggio, i mormoni sono ancora nella
tenda arancione. Mi chiedo che cosa abbia da dire su Dio
questo William B. Merrillee, perci vado alla tenda arancione,
ma non sento niente.
Ci entro dentro.
Fa pi caldo che all'inferno in quell'arancione. Sul palco
c' un uomo che parla.
Quello  William B. Merrillee? chiedo a un uomo in piedi
vicino alla porta.
Lui fa segno di s con la testa e si porta un dito alle labbra.
Da quel che riescono a capire i miei occhi socchiusi, William
B. Merrillee  un omone con la barba. Indossa un completo
elegante e parla di chiss cosa: borbotta di preti e profeti.
Ma appena dice peccato, inferno, dannazione eterna e
fuoco, un brivido freddo mi attraversa tutto il corpo - dalle
unghie dei piedi ai capelli - e prima che me ne renda conto, i
miei piedi escono dalla tenda arancione e il resto del mio
corpo li segue.
I canti finiscono dopo il tramonto. Le famiglie di mormoni
escono da sotto la tenda arancione e si siedono fuori, su ogni
tavolo c' una lampada a cherosene, e viene servito il cibo, il
profumo arriva fino a Gold Bar.
Chiedo a Ida se vuole che cucini qualcosa per cena, ma lei
dice che non vuole mangiare.
Oppio dice.
Mentre sto per uscire lei mi chiama dalla finestra.
Domani tu e io andiamo a Boise City, con la diligenza
dice. Andiamo a parlare con il governatore in persona di
questi mormoni che mi hanno rubato la terra, e non ce ne andremo
dal suo ufficio finch non avremo visto un po' di giustizia
intelligente e finch non avr riavuto la mia terra.
Ho preso l'oppio dal dottor Ah Fong e sto tornando da Ida
quando il profumo del picnic dei mormoni si impadronisce
del mio naso.
I musicisti della banda di Mountain Home con le loro camicie
verdi e dorate stavano mettendo a posto le loro trombe
e i loro tamburi per poter mangiare. Il sole era tramontato, la
luna era salita in cielo ed era quasi piena.
I tavoli erano sistemati in cerchio dentro e fuori dalla tenda,
gli insetti volavano intorno alle lampade a cherosene e le
famiglie mangiavano. Era una notte tiepida e si sentivano le
voci dei bambini che giocavano e della gente che parlava,
centinaia di persone sedute a mangiare e a parlare.
Di nuovo mi viene voglia di essere mormone.
Ma poi sento il piano di Ida e lei che canta la sua canzone,
i suoni che fluttuano nella sera, i mormoni seduti ai tavoli
non sono diversi da tutte le altre persone, dagli altri esseri
umani, tirati a lucido la domenica, nei loro cerchi di luce, con
le loro mogli, i loro mariti, i loro bambini, fratelli e sorelle,
cugini, zii, zie, nonni, madri, padri; il loro cibo, la loro famiglia,
la loro religione, al crepuscolo.
Come take a trip in my airship and we'll visit the man in the
moon.
I miei occhi non avevano bisogno di vedere che faccia avevano:
per loro Ida Richilieu non era solo una puttana. Era
una donna sola, senza figli, nel momento del giorno in cui
siamo tutti pi soli, in cui allunghiamo le braccia per toccare,
per abbracciare qualcun altro prima della notte.
Ida Richilieu non era solo una puttana.
Era il loro buio.
Ci vuole il buio per vedere la luce.
I miei piedi si allontanano dal villaggio, percorrono Pine
Street e vanno dove la luna  pi luminosa, la canzone di Ida
come mia unica intenzione.
Sono da qualche parte vicino alla fabbrica di William B.
Merrillee quando i miei occhi vedono guai in arrivo: un uomo
che mi viene incontro alla luce della luna. La prima cosa
a cui penso  il diavolo.
Poi vedo il bagliore del coltello.
Mi getto a terra e rotolo, mi rialzo in piedi e chiedo ai miei
occhi di vedere e alle mie orecchie di sentire.
L'uomo accende un fiammifero e se lo avvicina al viso.
Scruto. Poi Damn Dog mi corre incontro e mi salta addosso.
Damn Dave, che accidenti stai facendo? chiedo.
Lui accende un altro fiammifero. Ha la faccia piena di lividi
e la camicia insanguinata. Muove le labbra freneticamente.
Accende un altro fiammifero e mi mostra la sua mano
aperta.
L sopra c'era il dito di un essere umano. C'era infilato un
anello. Damn Dave accende un altro fiammifero. Solleva il
dito e l'anello vicino ai miei occhi.
L'avevo gi visto, quell'anello.
Damn Dave muove la bocca e ne escono parole vere. E
quelle parole dicono: Billy Blizzard.
Corro nella luce della luna, attraverso la luna che  ormai
quasi piena nelle palle, nel buio, verso i cerchi di luce a cherosene
sui tavoli, tra i musicisti della Mountain Home
Marching Band, donne che ballano con donne, uomini che ballano
con uomini.
La Provvidenza, un suono.
Fuochi d'artificio che esplodono dappertutto.
Supero di corsa la tenda arancione, la baracca, l'Hot
Creek, raggiungo la finestra di Ida.
Dalla finestra i miei occhi vedono la sua mano bendata. Le
gambe di legno di Ida in aria, il vestito bianco spiegazzato e
sollevato, lui che la monta.
Dopo un solo respiro sono dentro la cella. Quando lo afferro
so che sta eiaculando. Lo afferro per i capelli, lo tiro indietro,
avvicino la mia faccia alla sua, fronte contro fronte.
Fisso entrambi i miei occhi nel suo occhio sinistro.
Quel che vedo, i miei occhi non possono crederlo.
Era Billy Blizzard.
Era il diavolo.
Billy Blizzard era grosso, grosso quanto me. Mi colpisce, e
il mio corpo va a finire sul pianoforte, che suona la musica di
Dellwood Barker. Billy Blizzard afferra la luce rosa e mi centra
in pieno alla testa. Vetro rotto e cherosene. Aspetto il fuoco.
Lui ricomincia a fottersi Ida.
Peccato, inferno, dannazione eterna e fuoco dice.
Sto per buttarmi di nuovo addosso a lui, ma inciampo in
qualcosa.  Doc Heyburn. Non si capisce se  morto o ubriaco
marcio.
Prendo la sedia della toeletta di Ida, la sollevo in alto e la
scaravento con tutta la forza che ho sulla testa di Billy Blizzard.
La sedia si rompe.
Lui si gira a guardarmi, prima di cadere.
Corro da Ida. Vedo che ha le mani legate alla testiera del
letto. Comincio a slegare lo spago che ha intorno alle mani,
ma poi vedo che ha la bocca piena di boa di piume. Le tolgo
le piume dalla bocca. Lei tossisce. La slego e lei mi d uno
schiaffo forte e mi morde la mano, credendo che sia lui.
Ida, sono io, Shed le grido, tenendola gi
Sono io - Shed - Ida, non mi riconosci?
Billy Blizzard, dietro di me, tenta di ficcarmi il coltello nella
gamba. Mi giro in tempo per vedere la lama che lampeggia
di nuovo - mi tolgo di mezzo e il coltello va a conficcarsi
in una gamba di legno di Ida. Billy Blizzard impugna ancora
il coltello e cerca di liberarlo dal legno. Lo colpisco con tutta
la forza che ho. Lui cade contro lo specchio e lo rompe. Gli
salto addosso, tempestandolo di pugni. Lui piega le gambe,
mi punta i piedi in faccia e mi sbatte indietro. Poi mi picchia
come ho appena fatto con lui. Mi prende a calci. Gli afferro
un piede, glielo torco e lo faccio cadere per terra. Si rotola
grugnendo, respiro e cuore che batte. Buio, non c' luce. Mi
alzo in piedi, non so dove sono. Poi mi ritrovo davanti Doc
che mi porge il coltello. Billy Blizzard lo colpisce da dietro
con una gamba della sedia e il dottore cade a terra.
Billy Blizzard cerca di colpirmi. Io schivo il colpo, sono
dietro di lui con il coltello. Lui mi afferra la mano, il coltello 
a pochi centimetri dal suo cuore.
Il mio petto contro la schiena di Billy Blizzard, le mie braccia
intorno a lui, la mia bocca contro il suo orecchio, il suo e il
mio sudore, il mio bacino schiacciato contro il suo culo, la
mia mano sul manico del coltello, la sua intorno alla mia sul
manico. La mia unica intenzione: ficcargli il coltello nel cuore.
La sua unica intenzione: allontanare il coltello dal suo
cuore e ficcarlo nel mio.
Un'esplosione di luce su Billy Blizzard lo scaraventa contro
di me sollevandolo da terra, finiamo tutt'e due in aria e
andiamo a sbattere forte contro il muro. Sento male alla mano
che stringeva il coltello contro il cuore di Billy Blizzard.
Lo schioppo di Ida.
Cado a terra, il corpo di Billy Blizzard mi casca addosso,
mi si affloscia addosso, impregnato di sangue, pesante. Solo
buio ed esplosione di fucile.
Libero.
Senza Moves Moves non siamo niente.
Piano piano le mie orecchie sentono Ida che piange e la
banda di Mountain Home che suona la canzone americana
che quando la si sentiva bisognava alzarsi.
Di nuovo odore di sangue in una stanza minuscola.
Accendo una lampada a cherosene presa dall'altra cella. La
avvicino a Ida. Il vestito era allargato a ventaglio intorno al
suo triangolo nero, il suo buco di donna aperto e bagnato, le
gambe larghe come se avesse partorito, gocce del Moves
Moves di Billy Blizzard, sangue, sudore, le gambe di legno
che penzolavano storte dai lacci di cuoio. La pancia di Ida
sobbalzava per i singhiozzi, le sue mani stringevano il fucile.
I denti finti erano tutti storti nella sua bocca, il muco le
colava dal naso, gli occhi fissavano davanti, il soffitto, nel
vuoto.
Lentamente, le tolgo il fucile dalle mani. Poso il mio cuore
sul suo cuore, il mio respiro sul suo, ah, l'umanit tra le
mie braccia. Mi appoggio a lei, metto il mio cazzo in Ida
Richilieu, nel vuoto lasciato da Billy Blizzard. Metto la luce
nel buio, il Moves Moves in Ida Richilieu, nel suo buco di
donna.
A quanto si dice, la mattina dopo, una domenica, lo sceriffo
Rooney Caccia Aperta dal palco della tenda arancione ha annunciato
alla congregazione che la notte precedente il reverendo
William B. Merrillee era stato ammazzato da un colpo
di schioppo sparato da Ida Richilieu e dal suo mezzosangue
nella prigione.
Anche i giornali di Boise City e Pocatello e, pi a sud, di
Salt Lake City, parlavano del fatto: "Ida Gamba-di-legno uccide
capo dei mormoni". "Ida Gamba-di-legno e mezzosangue
uccidono profeta mormone con uno schioppo." "Ida
Gamba-di-legno sottoposta a custodia cautelare." "Il processo
contro Ida Gamba-di-legno e il mezzosangue sar celebrato
in primavera."
La gente  fatta cos. Deve per forza parlare. Non puoi impedirglielo.
La gente parla e le storie prendono forma.
Nessuno ha ascoltato la mia versione.
E neanche quella di Damn Dave.
Ida non parlava, continuava a fissare il soffitto.
Il dottore era troppo ubriaco. Solo dopo una settimana 
riuscito di nuovo a parlare.
Ida Richilieu, per, non ci  mai andata, al processo.
"Problemi di salute" ha scritto il giornale di Boise.
La verit era che Ida Richilieu era incinta.
Lo sceriffo Archibald Rooney Caccia Aperta, essendo lo sceriffo
della contea e avendo addosso un mucchio di Santi degli
Ultimi Giorni inferociti, mi arresta per l'omicidio di William
B. Merrillee, anche se non aveva abbastanza prove
contro di me. Doc Heyburn aveva visto tutto e, quando  diventato
abbastanza sobrio per raccontare, lo sceriffo ha dovuto
lasciarmi libero.
Gli ho sputato in faccia.
Lo sceriffo Rooney mi ha preso la mano ferita, me l'ha
schiacciata e mi ha detto di stare molto attento perch prima
o poi mi avrebbe messo dentro una volta per tutte.
Per condotta perniciosa mi fa. Per aver intralciato la
giustizia, per la prima cosa che mi verr in mente dice.
Sta ancora cercando di mettermi dentro.
Non ci  ancora riuscito.
Ida non ha pi parlato fino al giorno prima di morire. Per
il resto, per, tutto era uguale tra noi: continuavamo a bere
whisky insieme e a fumare erba. Io continuavo ad andarle a
prendere l'oppio. L'appetito non le mancava. A volte la portavo
alle sorgenti calde, soprattutto di notte, quando la luna
non ci faceva dormire e si sentiva solo il respiro e il cuore che
batteva. Perlopi, per, Ida se ne restava a letto a fissare il
soffitto, mentre la sua pancia diventava sempre pi grossa.
Io non la smettevo mai di parlarle. Non ho mai parlato cos
tanto in vita mia. Parlavo a lei e al bambino che le cresceva
dentro.
Il mio bambino. Il bambino di Billy Blizzard.
Non mi importava che lei non mi rispondesse, anche se
sentivo la mancanza del suo continuo gridare, imprecare e
lamentarsi; secondo me, per, Ida Richilieu aveva parlato
abbastanza in vita sua. Secondo me, stava cercando di risolvere
qualche problema a cui non aveva mai pensato e aveva
bisogno di stare zitta.
Una notte, guardando dentro la sua finestra, guardando
Ida Richilieu nel suo cerchio di luce che fissava la pagina
vuota che le avevo messo davanti, all'improvviso capisco.
Ida Richilieu era sprofondata in quel posto dentro di lei
dove ci sono tutte le cose. Nello stesso posto in cui mi ero
trovato io quando ero stato colpito dalla pallottola di Charles
Smith. Non poteva indicare da qualche parte e dire: Ecco,
quella sono io.
Il primo giorno di aprile Ida Richilieu partorisce due gemelli:
un maschio e una femmina.
Io e Damn Dave aiutiamo Doc che aiuta Ida a partorire, a
mettere al mondo la vita: l'odore del sangue e della vita in
una stanza minuscola.
Ida nel suo cerchio di luce, un bambino per capezzolo.
Era una di quelle giornate perfette tra le montagne dell'Idaho, d'estate, quando c' un'aria che non si capisce dove finisce
il tuo corpo e dove comincia il mondo. Era mattina e il
sole aveva appena finito di rendere belle le cose. Le ombre
stavano crescendo. Non-una-vera-montagna era grande e la
pietra arenaria splendeva contro il cielo azzurro. Un uccello
bianco volava molto in alto.
Si sentiva il fiume, dal silenzio che c'era. Le cose odoravano
di fumo di legna, di foresta di pini, di uova fritte, costate e
caff.
Ero seduto al sole vicino alla porta della prigione a bere
caff.
Shed sento. Era Ida.
Entro nella cella. I bambini stavano prendendo il latte. I
miei occhi sapevano che mi stava guardando come mi guardava
prima di sprofondare dentro di lei. Mi aspettavo di sentirla
gridare per qualcosa o che mi dicesse di andare a prenderle
dell'oppio, oppure "Ehi, tu, vieni un po' qui,
ragazzino".
Shed, voglio che bruci i diari mi dice con quel suo tono
che non ammette discussioni.
Invece io voglio discutere.
Bruciali dice.
Io preparo un fal davanti alla sua finestra per farglielo
vedere. Tiro i diari nel fuoco e Doc Heyburn, appostato in
basso, dove Ida non lo pu vedere,  pronto a tirarli fuori.
Al funerale di Ida c'era praticamente ogni singolo essere
umano dello Stato dell'Idaho, persino di alcune parti del
Montana e dello Utah, due donne del Wyoming e un giornalista
di San Francisco.
Per la sepoltura  arrivato un rabbino da Boise City. Nessuno
voleva ospitarlo per la notte e, siccome Excellent un albergo
non ce l'aveva pi, il rabbino ha dormito da me, nella
baracca.
La gente lo guardava come se fosse una specie di pazzo
quando si  messo a parlare in quella lingua sulla tomba. La
tomba si trovava nella zona del cimitero di Ida Richilieu, vicina
all'Amata amica Alma Hatch e alle gambe di Ida.
Ida indossava il vestito azzurro, il boa di piume, le perle e
gli strass. Le avevo intrecciato i capelli.
Quando finalmente riusciamo a addormentare i bambini, io
e Damn Dave cominciamo a bere. A lui gli viene duro e attacca
a ridere, cos il suo dannato cane attacca a ululare - e il
dottore gi a ridere, allora non ce la faccio pi neanch'io - 
troppo un tormento - e gi a ridere anch'io, tutti quanti, come
dei matti.
 stato Doc a prendere uno dei diari di Ida dal mucchio e a
cominciare a leggere ad alta voce. Era il diario del suo primo
inverno all'Ida's Place. Mentre lui leggeva, la vedevo seduta
nella stanza colorata di rosa a scrivere nel cerchio di luce.
La bugia di Ida. Non avevo idea. Ah, l'umanit, non avevo
idea.
* * *
23 dicembre 1885. Stamattina ho trovato una donna indiana rannicchiata
ai piedi dei gradini all'ingresso. Aveva due neonati avvolti
in uno scialle. L'ho messa nella stanza 11. I bambini erano
morti assiderati. La donna delirava dal dolore per la morte dei bambini
che adorava! Le ho dato del whisky e lei si  riposata un po'.
Pi tardi, nel pomeriggio, mi sono seduta con lei sul letto e abbiamo
parlato. Parla bene l'inglese.  stata allevata e istruita dai mormoni.
Ho messo dell'oppio in una sigaretta e abbiamo fumato. Poco
dopo si  addormentata. Non so che cosa far con lei. Magari potrebbe
lavorare qui da me.
24 dicembre 1885. Notte di Natale. Stanotte mi sono vestita come
san Nicola. Non avevo bisogno di cuscini per sembrare grassa! Ellen
Finton ha preparato dell'eggnog. Il bar era tutto infesta. La
donna indiana - dice di chiamarsi Umori di Bisonte - era comprensibilmente
molto triste per la morte dei suoi bambini. Mi ha
messo la mano sulla pancia e ha sentito il bambino che cresceva
dentro di me. Ha pianto cos forte che ho fatto molta fatica a controllarmi.
25 dicembre 1885. Fra poco partorir. Il bambino  ormai molto in
basso e rimane l. Sono sicura che  un maschio. Buon Natale, felice
Hanukkah.
26 dicembre 1885. Ho raccontato a Umori di Bisonte la storia del
mio bambino. Di certe cose non si dovrebbe parlare con la gente -
di certe cose personali - per stasera mi sentivo cos vicina a questa
donna e le volevo tanto bene che le ho detto la verit. Il padre - ne
sono assolutamente certa -  solo un ragazzino, non avr neanche
quattordici anni, ma  il maschio pi forte e bello che abbia mai visto
in vita mia. Si chiama Billy e devo dire che ha una pessima reputazione,
pare che sia un mascalzone. Un bel giorno questo giovanotto
si  presentato qui, io avevo il vestito azzurro, gli ho dato
un'occhiata e ho creduto davvero che fosse amore. Stasera Umori di
Bisonte - ho deciso di chiamarla Princess perch  una giovane dal
portamento cos regale - stasera Princess mi ha dato un nome
indiano per il mio bambino. Lo ha scritto per me.  Duivichi-un-Dua
che, come dice lei, significa "bambino di un padre bambino". Mi sembra un nome bellissimo.
31 dicembre 1885. Ho partorito un maschietto.
4 gennaio 1886. Princess e io abbiamo deciso. Lo prender lei, il
bambino. Billy, il padre,  venuto qui un po' di volte a minacciare
di uccidere me e il piccolo, se non lo sposo. Di matrimonio non se ne parla.
Princess e io abbiamo deciso di diffondere questa storia: il mio
bambino  nato morto. Princess  stata trovata fuori al freddo con i
gemelli, uno dei quali - la femmina -  morta, mentre il maschietto  sopravvissuto.
Princess mi ha promesso di rimanere con me finch il bambino
non sar cresciuto. Io la aiuter a crescerlo e a istruirlo. Agli occhi
del mondo, per, lui sar figlio di Princess.
Non parler mai pi di questo argomento e anche Princess ha
giurato di mantenere il segreto. Abbiamo fatto il nostro giuramento
solenne. Questo  l'unico documento, che sar tenuto sotto chiave e poi bruciato alla mia morte.
...
.
...
Epilogo.
...
.
...
I gemelli li ho chiamati Orso della Luna e Salice.
Noi tre, Orso della luna, Salice e io, siamo rimasti per tutto
l'inverno a Excellent, fuori nella baracca. Dei gemelli si occupavano
anche Doc Heyburn e Damn Dave. Quei due si
davano un gran daffare per i bambini, fin troppo. Damn Dave
si era comprato una mucca Jersey e una capra nutrice e le
aveva messe nella sua stalla, le mungeva tutte le mattine e
tutte le sere e portava il latte a Orso della Luna e a Salice, oltre
a uno dei suoi tesori. Il dottore continuava a controllare la
temperatura, il peso e la lunghezza, gli occhi e le orecchie e i
movimenti intestinali. Io continuavo a ripetere a Damn Dave
e a Doc che stavano viziando i bambini e di lasciarli in pace,
ma non c' stato niente da fare.
Chi mette al mondo una vita deve sostenerla.
Non passa molto tempo che per la valle, sui gemelli, cominciano
a circolare delle storie, cio delle leggende. Tutti dicevano
- persino i mormoni - che quei due bambini erano le
creature pi dolci e belle che fossero mai nate da queste parti.
La loro bellezza e dolcezza aveva un che di misterioso.
Se posso permettermi di dirlo.
Che i gemelli erano per met Ida e per met qualcos'altro:
o Billy Blizzard o me.
Che Billy Blizzard era mio padre, Ida mia madre, i gemelli
figli miei o fratello e sorella, o ancora uno figlio e uno fratello.
Una sera io, Doc e Damn Dave abbiamo sottoposto i gemelli
alla prova.
Prima abbiamo messo Salice sul letto, la piuma e l'arco da
una parte e la cesta e la zucca dall'altra.
Lei  rimasta l per un po' e alla fine ha allungato il braccio
verso la piuma e l'arco.
Poi abbiamo messo Orso della Luna sul letto, con la piuma
e l'arco da una parte e la cesta e la zucca dall'altra.
Lui  rimasto l per un po', poi ha allungato il braccio verso
la cesta e la zucca.
Tutti e due - Orso della Luna e Salice - fuori nella baracca.
Uomo-cesta. Donna-arco.
Per in primavera ce ne siamo andati da Excellent, siamo
stati costretti. Lo sceriffo Rooney Caccia Aperta si era fatto
dare il mandato dal tribunale di Boise City per mettere Orso
della Luna e Salice in case di buoni cristiani - in case di buoni
mormoni, sarebbe meglio dire - oppure in una di quelle
scuole cattoliche dove i bambini stavano tutti in fila ad
aspettare di dare un calcio alla palla, con le Donne Cuscino
che continuavano a guardarli.
La notte prima che lo sceriffo Rooney Caccia Aperta arrivasse
al villaggio con la sua posse per portare via i gemelli
ho fatto un sogno... Credo, almeno, che fosse un sogno. Difficile
a dirsi di questi tempi.
Penna di Gufo  seduto sul mio letto e ride raccontando
barzellette sporche, cos mi sveglia. Mi dice di prendere i gemelli
e di fuggire immediatamente dal villaggio.
Quando ce ne siamo andati la luna era piena nelle ginocchia.
Doc e Damn Dave piangevano come matti. Ho sentito
l'ululato di Damn Dog per tutta la strada fino a valle.
I Shoshone e i Bannock non erano pi il popolo di mia madre,
per sono andato lo stesso a Fort Lincoln.
Noi tre - Orso della luna, Salice e io - eravamo tutti in
parte indiani per via di quel che si diceva di nostro nonno, o
bisnonno, Big Foot, anche se  difficile capire quale parte.
Eravamo anche tybo per met - quella ebraica - e in parte
anche tutybo, come i Wisdom Brothers.
Eravamo un po' tutto.
Non per questo Porcospino, Bombetta, Bandiera Americana
e Hazel hanno voluto meno bene ai gemelli, anche se non
eravamo indiani, come invece pensavamo un tempo. Porcospino,
Bombetta e Bandiera Americana e Hazel non finivano
mai di raccontare storie sui gemelli: com'erano misteriosi, intelligenti,
belli. Tutti nella riserva continuano a dirlo.
Un giorno lo sceriffo Rooney Caccia Aperta ci ha presi tutti
alla sprovvista presentandosi all'improvviso con la sua
posse e un mandato d'arresto per me.
Rapimento.
Afferro Orso della Luna e Salice e corro dentro la casa
quadrata con met finestra perch non c' altro posto dove
andare. Porcospino, Bombetta, Bandiera Americana e Hazel
resistono con unghie e denti alla posse dello sceriffo, ma anche
in quel caso gli indiani non avevano speranza di vincere
contro l'esercito americano.
Lo sceriffo Rooney Caccia Aperta entra nella casa quadrata
con mezza finestra tutto gonfio di vittoria, pronto a strozzare
me e a prendersi i gemelli. Prima, per, deve passare sul
mio cadavere.
Lo sceriffo mi arriva direttamente davanti, come se io non
fossi l. Mi preparo all'attacco e gli tiro un pugno appena sopra
il naso. Lui cade subito svenuto. Gli altri uomini della
squadra entrano di corsa e non vedono n me n i gemelli.
Girano nella casa quadrata, ci passano proprio accanto come
se fossero ciechi. Ne colpisco un paio in testa tanto per vedere
che effetto fa. Nessuno riesce a capire da dove sia arrivato
il colpo.
Allora comincio a fare il furbo e mi metto a sculacciarli sul
sedere, a tirargli gi le brache. Quelli filano via a gambe levate,
saltano a cavallo, caricano Caccia Aperta sulla sella del
suo cavallo e partono al galoppo, un mucchio di tybo urlanti
inseguiti da fantasmi indiani.
Penna di Gufo era l che rideva come un matto.
Tutti quegli anni passati a credere di essere invisibile alla
fine erano serviti a qualcosa.
Da allora noi tre - Orso della luna, Salice e io - viaggiamo
sempre in qul modo, visibili o invisibili a nostro piacimento.
I gemelli sono persino pi bravi di me in questo.
A volte devo cercare in ogni angolo di questa Madre Terra
prima di trovare qualche traccia di quei due. Poi, all'improvviso,
me li ritrovo seduti accanto nel mio prato su
Non-una-vera-montagna, oppure sui gradini della casa quadrata con
mezza finestra della riserva, oppure sulla roccia sporgente di
Buffalo Head, o fuori nella baracca a Excellent.
A volte, quando ce ne andiamo a cavalcare liberi, fuori
dalla riserva, oltre i recinti, a cercare la radice della prateria
di Camas, a raccogliere pinoli, a cacciare i quadrupedi o a infilzare
il salmone nell'acqua limpida fresca gelata - dopo che
io li ho cercati tutto il giorno - quei due arrivano di corsa
dietro di me e mi danno una sculacciata, oppure sbucano da
dietro un albero e mi fanno venire un colpo, allora io mi metto
le mani sul cuore, respiro forte, inizio a gridare, a inveire:
Ehi tu, vieni un po' qui, ragazzino. Ehi tu, vieni un po' qui,
ragazzina.
 un gioco che faccio con loro. I gemelli lo chiamano il gioco
dell'uccello corriere.
Il momento peggiore  l'ora di cena, oppure quando li cerco
per sedermi nel loro cerchio di luce e farli leggere e scrivere,
oppure quando  il momento del bagno: appena vado a
cercarli, quelli spariscono, e io rimango l come uno scemo a
grattarmi la testa, a chiedermi se sono scomparsi davvero o
se sono solo io che non ci vedo. A questo punto  difficile capire
come stanno le cose.
L'unico modo di farli tornare  smettere di cercarli.
A volte per, di notte, quando c' la luna piena, mi siedo vicino
al fuoco da campo e li guardo dormire, oppure entro in
punta di piedi nella baracca e porto il cerchio di luce rosa vicino
a loro che dormono, il mio respiro che entra ed esce, il
mio cuore che batte, i miei occhi che piangono di nuovo tutte
le lacrime del passato.
Dellwood Barker, che non era mio padre, perso nella sua
mente, l'uomo che avevo amato pi di tutti era morto di crepacuore,
stroncato dall'amore, nel vedere il muro a cui aveva
appeso il suo specchio - il mondo di fuori - nel vedere in
quel mondo qualcuno che lo amava.
Ida Richilieu, mia madre, persa nel suo cuore, la donna
che avevo amato pi di tutte, era morta per essersi spaccata
la testa a furia di mantenere i segreti, le promesse, la riservatezza,
la forza di andare avanti a giocare la sua mano di carte,
con il mazzo truccato per fregarla.
Dellwood era morto perch pensava di essere lui il mondo,
Ida perch pensava di non esserlo.
La verit  che tutt'e due - Dellwood Barker e Ida Richilieu -
erano morti perch erano la Signora Tutto-Compreso.
Tutt'e due erano capaci di ascoltare solo la loro storia.
La verit  che non c' spazio per nessun altro in una vita cos.
Stessa storia con Umori di Bisonte, Princess - che non era
mia madre - il pi delle volte non aveva abbastanza spazio
in lei per portarmi con s.
Poi c'era mio padre, Billy Blizzard, perso nella mente e nel
cuore, l'uomo che avevo odiato pi di tutti era morto di dannazione
eterna e fuoco, si era perso nell'inferno.
Per adesso che so chi sono - il figlio di questa madre e di
quel padre, che ho questo o quel nome - la verit  che non
mi importa pi. Se rincorri l'uccello corriere abbastanza a
lungo, alla fine ti riporta sempre a casa.
Per tutti quegli anni avevo desiderato con tutte le mie forze
una cosa che non sapevo neanch'io che cos'era - il mistero,
il segreto, quella parte di me che era sempre mancata - ma
adesso non pi.
La conoscenza che diventa comprensione: quel che mancava
era la compagnia amorevole di me stesso.
Dal giorno in cui sono nati i gemelli, da quel giorno in poi,
non sono pi stato solo. Ho quei due bambini ma, ancora pi
importante, ho me stesso: la compagnia amorevole di me
stesso.
La compagnia amorevole di te stesso  perdono,  il Grande
Mistero,  Dio. Prima che Dio possa perdonare, lo devi fare
tu.
Dio, il momento in cui mio figlio, mia figlia, mio fratello,
mia sorella, sangue del mio sangue, si sono annunciati.
Dio, i gemelli nati dal buco di donna, anch'io. Libero dal
buco di donna. Non pi io e non-io. Ora sono io e me stesso e
di me stesso, i gemelli.
Quel che sto facendo  raccontare questa storia: sto imparando
a raccontarla. Io, l'unico sopravvissuto, l'eroe impavido.
Essere eroi non  solo raccontare la storia. L'eroe  colui o colei
che, raccontando la storia, la perdona - perdona il diavolo, se
stesso, se stessa - per il buio che c' voluto per vedere la luce.
Mi metto il vestito azzurro, il boa di piume, le perle e gli
strass. Mi dipingo le labbra di rosso. Percorro Pine Street diretto
al Solo Lounge, quello con la luna blu al neon nella vetrina.
Si trova appena dopo la grossa chiesa dei mormoni in
muratura, costruita al posto dell'Ida's Place, la chiesa infestata
dai fantasmi in cui nessuno mette piede. Mi siedo su
uno sgabello alto del bancone, accavallo le gambe e mi aggiusto
le calze a mezza coscia - a Ida e Alma sarebbero piaciute
moltissimo - ordino da bere per tutti e un whisky per
me. Gli uomini al bar si guardano tutti intorno. Le donne al
bar si guardano intorno. Se sono arrivati da poco, faranno
dei fischi o qualche commento su quella checca. Prima o poi
uno di loro uscir di nascosto, correr al telefono dell'ufficio
postale e chiamer lo sceriffo Rooney Caccia Aperta e gli
dir che l'Uomo che si  innamorato della luna  tornato a
Excellent, nella speranza di riscuotere la taglia di cento dollari per il mio arresto.
Quel vecchio bastardo di Rooney Caccia Aperta continua
a essere rieletto. Repubblicano. Certe cose non cambiano
mai. In questo paese non c' ancora nessuna giustizia intelligente.
Anzi va sempre peggio.
 cos che mi chiamano: l'Uomo che si  innamorato della luna.
Per Rooney Caccia Aperta non mi fa paura: sono ancora
capace di diventare invisibile quando voglio. Inoltre, lo sceriffo
ci mette mezza giornata ad arrivare a Excellent con la sua carretta.
Dopo il primo giro, ordino di nuovo da bere per tutti.
Apro il borsellino, tiro fuori il pezzo di vetro che faceva parte
dello specchio di Ida e mi guardo mentre ritocco il rossetto sulle labbra.
Raccontaci la storia dice qualcuno. Raccontaci la storia
dell'Uomo che si innamor della luna.
Io non mi giro. Non li guardo. Fisso il pezzo di specchio e mi guardo bere un sorso di whisky.
Una donna ha la sua dignit.
Una storia pazza raccontata da una vecchia checca pazza dovrebbe dar da pensare dico.
Ordino di nuovo da bere per tutti. Accendo una sigaretta d'erba, la passo in giro.
Dai, raccontaci la storia dice un altro. Raccontaci degli occhi di Alma Hatch.
Raccontaci della danza in cerchio con i Wisdom Brothers.
Raccontaci di quando Billy Blizzard si  scopato Ida
Gamba-di-legno, e di come poi l'hai scopata anche tu.
Raccontaci delle gambe di Ida Richilieu che se ne vanno
in giro per le montagne in cerca dell'altra parte di lei.
Raccontaci di tuo padre.
Raccontaci di tua madre.
Raccontaci che i gemelli sono per met Ida e per met qualcos'altro.
Che cos' un essere umano senza una storia?
Mi giro sulla sedia e guardo nell'occhio sinistro di ogni
persona nel bar. Hanno paura di me. Mi credono il diavolo.
Non ne hanno mai abbastanza.
Fuori, la luce della palla fredda sta cadendo sulla montagna
Non-una-vera-montagna che ci intrappola qui. Che ci fa
credere che stiamo facendo quel che stiamo facendo.
Se voi siete il diavolo, allora non sono io a raccontare questa storia dico.
S,  cos che inizia la storia fa una donna. Si avvicinano.
Passo davanti alla baracca, attraverso il cancello e poi seguo
il vecchio recinto di fil di ferro fino all'Hot Creek verso Chinatomi.
Tre salti sulle pietre che avevo sistemato apposta nel
torrente. Poi via di corsa davanti alla prigione con la porta
sempre aperta e nessuno dentro, a parte il sabato sera, via oltre
il negozio del dottor Ah Fong, attraverso Chinatown fino al cimitero.
Mi appoggio al grosso abete odoroso, il campo al tramonto,
verde soltanto per una settimana e poi sempre d'oro.
Corro alle sorgenti calde, raggiungo il bordo, dove la terra
va gi. Nella pozza d'acqua, il sole dentro la cascata, arcobaleni d'uccello corriere.
Su al nido, mi getto nell'aria dalla grande roccia di granito,
volo nel cielo azzurro fin gi nell'acqua profonda verde
grigia azzurra nera limpida, esco in fretta e rimango nudo al sole, ansimando, il cuore che batte.
Ritorno di corsa al villaggio, gli edifici tutti crollati, sgretolati
e diventati polvere. La scuola dei mormoni, le chiese dei
mormoni: quella bianca, quella verde, quella di mattoni,
vuota, chiusa con le assi. L'Ida's Place non c' pi, l'ufficio
postale non c' pi, il negozio di Stein crollato, la drogheria
di North incendiata, la casa di pietra di Thord Hurdlika
un'altra tomba, la scuderia di Damn Dave ancora in piedi
anche se piegata verso est. Le capre abitano nello studio pulito
e bianco di Doc Heyburn. La bandiera americana non
sventola pi: un fulmine ha colpito il palo. L'abbeveratoio
dei cavalli  ancora l e anche la pompa dell'acqua con il rubinetto rosso.
La fabbrica di William B. Merrillee tre piani di legno marcio e ferro arrugginito.
Lo spogliatoio solo il tetto di lamiera.
L'oro impossibile da trovare.
Su Non-una-vera-montagna scendo gi per le rocce di granito, attraverso il mio prato e vado dritto fino al bordo. I fiori color porpora che stanno dritti sono sbocciati e anche gli sparvieri aurei e i fiori gialli. Sulla roccia, sullo sperone che sporge pi di tutti, una raffica di vento mi colpisce. Entro nel cerchio che avevo disegnato sulla roccia tanto tempo prima, dove avevo promesso di liberarmi dal buco di donna.
La verit  che il mondo, la Madre Terra  buco di donna.
La verit  che siamo tutti intrappolati in quel buco, uomini e donne, intrappolati nel nostro buco, nel buco degli altri.
La storia di esseri umani, la conoscenza che diventa comprensione, fare di tutto per liberarsi.
Guardo oltre il bordo. Si vede tutto: le montagne su e gi, frastagliate, ondeggianti, fino all'orizzonte. Su alcune la neve rimane persino in agosto. Gold Hill e Gold Bar, non il villaggio, ma la valle. Il Devil's Pass. Da l si vede Excellent, quel che rimane di Excellent.
Senza oro,  solo buio in mezzo alla natura, buio, a parte un cerchio di luce: quella del Solo Lounge.
Il vento soffia forte e mi solleva. Gufo che vola: scendo planando oltre i guizzi di luna sulla pietra arenaria, le nuvole
di quella particolare razza di bisonte, la luna piena nel sangue dell'io ornitologico, sopra il fiume, la nebbia sul fiume,
lungo Pine Street fino alla vetrina. La perniciosa luna blu. Per l'eternit il respiro, il respiro nel respiro, il cuore che batte. Mi poso sulla finestra.
Il Moves Moves, lo slancio senza il quale non siamo niente.
Rimango fuori e guardo.
Come take a trip in my airship and we'll visit the man in the moon cantano uomini e donne - tutti noi poveri umani cantiamo - tutti raccolti intorno al piano, grandiosi, allacciati, appoggiati uno all'altro, corpo a corpo, le braccia tese verso la persona vicina.
Esseri umani in un bar, una famiglia, ridiamo come dei pazzi. Luce nel buio.
Sing the jubilee; everybody free. Welcome, welcome, 'mancipation!
...
.
...
FINE.
...
.
...
Ringraziamenti.
...
.
...
Ringrazio di cuore Anton Mueller, Eric Ashworth, Peter Christopher.
E tutti voi: Mandy Graves, Kally Thurman, Jim Erdman, Ellie Covan (Dixon Place), Clyde Hall, Charles Lawrence, Hazel Truchot, Kerry Moosman, Paulette Osborne, Kay Oswald, Bob Waring, Judith Waring e Laura Zigman.
E anche voi: Susan Anderson, Antonia's (Key West), ve Baron, Kate Brandt, Maiy L. Bryan, L.M.T., Ira Chelnik (chef Ivan),
Stacey Creamer, Howard Crook, Wll Docherty, JD Dolan, Jack Fought, Roger Finney, Ruth Fuglilstaller, Bob Gamblin, Martha
Gamblin, Joe Garamella, va Nasteazoro, Osvaldo Gomariz, dottor Stuart Grayson, Bob Green, Leo Gulik, Helen Gundlach,
Johanna Hays, miss Jasmine, Kip Katzen, Joanna Knapp, Stephen Koch, Tom Law, Lana Lynx, Juttal Ellen Michaelson,
Mick Newham, Gaetha Pace, Harold Rittids, Atul Shah, Lillian Shah, Alden Shea, Ken Shores, Matt Slater, Rose Taylor,
Chris Taylor, Jennifer Taylor, Bill Tester, Tom Trusky, Robert Vasquez, Diana Verlain, Joe Wheat e Gay Whitesides.
Un grazie particolare a Len Steinbach. E al Columbia Fiction Program.
Ringrazio anche Joel Weinstein e "Mississippi Mud".
E i miei cari amici defunti: Carl Tallberg, Silvio Zignazo, Anthony Badalucco, Ethyl Eichelberger. Che i vostri cuori siano benedetti, ragazzi.
...
.
...
FINE.